Museo di San Marco.
Uno spazio da vivere

Intervista di Luca Violo a Marco Mozzo

Il pensiero principale che deve accompagnare il visitatore è quello della riflessione interiore. San Marco non è un luogo da attraversare con l’intento di consumare velocemente l’esperienza, ma uno spazio da vivere, come se fosse ancora il convento che ospitava i frati domenicani. Ogni angolo del convento, ogni cella, ogni affresco, è stato pensato per stimolare la meditazione silenziosa e la contemplazione profonda. Il visitatore dovrebbe avvicinarsi a questo luogo con l’idea di sospendere il frastuono del mondo esterno e farsi guidare dalle immagini e dalle atmosfere per entrare in contatto con una dimensione più intima e spirituale.

Friends of Florence e l’arte della donazione

Intervista di Luca Violo a Simonetta Brandolini d’Adda

Qualsiasi forma di mecenatismo per gli americani abbienti è una questione morale, un dovere che sentono verso la loro comunità e non solo; quindi, anche aiutare delle realtà che sono altrove, come nel nostro caso salvaguardare un patrimonio artistico che è di Firenze ma è anche dell’umanità, per gli americani è un gesto naturale. Questi mecenati sono persone che danno un grande valore all’istruzione e all’educazione, per cui aprirsi alla cultura e conoscere nuove realtà è prima di tutto una crescita personale.

Collezione Giuseppe e Gabriella Ferrero. Lenci e la forma della fantasia

Intervista di Luca Violo a Giuseppe Ferrero

La Lenci alla guida di Enrico ed Elena Scavini si inserisce nel contesto di Torino tra le due guerre, riuscendo con successo a coniugare industria e arte, spirito d’impresa e vocazione al contemporaneo. Iniziarono la loro produzione ceramica in un momento di grande slancio per le manifatture italiane e di affermazione in ambito europeo, individuando sin dal principio in una serie di temi e modelli il proprio mercato. Un’impresa importante con oltre seicento dipendenti e un gruppo di giovani protagonisti della scena culturale cittadina tra le due guerre. In questo la Casa Ceramica Lenci è un esempio che fa sintesi dei molti lati per noi affascinati di Torino in quel periodo storico.

Fondazione Sella. Il futuro ha radici antiche

Intervista di Luca Violo ad Angelica Sella

Il fondamento è la consapevolezza di far parte di un percorso, e che conoscerlo e confrontarsi criticamente con esso rafforzi la nostra identità e dia ispirazione al nostro pensiero e alle nostre azioni. Un archivio ha valore nella misura in cui può aiutare a disegnare il futuro, e non rischi di sbilanciare verso una vuota celebrazione del passato, inibendo la creatività. Questo è il senso del lavoro della Fondazione, che ha lo scopo statutario di conservare e valorizzare una rete sempre più fitta di patrimoni documentali di persone, famiglie, condividendone contenuti e significati con la collettività.

Fondazione Alinari. La memoria è uno scatto lungo un secolo

Intervista di Luca Violo a Giorgio van Straten

Penso che gli archivi in generale siano preziosissimi, perché ci lasciano una traccia fondamentale nella definizione identitaria di una comunità. In questo gli Archivi Alinari hanno certamente raccontato un secolo di storia italiana, dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento, e non attraverso lo strumento del fotogiornalismo, ma attraverso un racconto culturale antropologico, che è il tratto distintivo di Alinari come degli archivi che nel tempo hanno arricchito il patrimonio fotografico che oggi conserviamo.

Museo Egizio di Torino. Lo spazio della memoria

Intervista di Luca Violo a Christian Greco

La curiosità è chiedersi quale sia il nostro posto nell’ecumene e cercare di capirlo grazie alla cultura materiale delle generazioni che ci hanno preceduto, che non sono altro che frammenti di memoria di coloro che sono venuti attorno a noi. Pertanto, anche se la collezione rimane essa stessa ed è costante il museo cambia continuamente, perché noi tutti siamo figli del nostro tempo. Solo il presente ci pone delle domande con cui interrogare il passato, e queste domande sono cangianti con il mutare del tempo. Penso che il museo non debba mai dimenticare di essere innanzitutto un ente di ricerca.

Gualino alla Sabauda. Collezionista di passioni

Intervista di Luca Violo a Enrica Pagella

Ciò che considero più stimolante del suo lascito è la capacità di coltivare l’arte e la cultura come un “riposo” della mente e dell’anima, anche dopo lunghe giornate di lavoro; la convinzione che la cultura umanistica sia un humus che alimenta la creatività anche dentro la cultura industriale. Questo aspetto della personalità di Gualino è interessante e moderno. Credo che la creatività, e quindi le idee innovative, nascano da curiosità molteplici, da una propensione al nomadismo intellettuale.

La Venaria Reale. Palcoscenico della meraviglia

Intervista di Luca Violo a Tomaso Ricardi di Netro

Mentre l’Europa delle corti elabora progetti che sono urbanistici, ma anche sociali e ideali per gli Stati moderni nella metà del Seicento, il Piemonte vi partecipa attivamente, anzi, ne è uno dei luoghi dove più compiutamente si realizzano. Da qui la sfida a rilanciare oggi questo modello: la Venaria come uno dei tasselli importanti della rete delle corti dove si è formata e soprattutto sviluppata l’Europa.

La movimentazione dell’arte nella massima sicurezza

Intervista di Luca Violo a Alvise di Canossa

Ogni anno in Italia, solo per l’area museale, si muovono in entrata e in uscita all’incirca un milione e quattrocentomila pezzi, che vanno dal capolavoro assoluto all’oggetto di minor valore. Penso che nell’ottica del nostro tipo di servizio sia fondamentale garantire, a qualunque tipologia di bene artistico, la massima sicurezza nella sua movimentazione. È evidente che davanti a questi numeri dobbiamo ottemperare a un’efficienza operativa la più valida possibile, perché non è solo la perdita del pezzo in sé, quanto che ogni pezzo è quasi sempre unico sotto molti aspetti, impossibile da riprodurre; quindi il danno sarebbe totale e inaccettabile.

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Contemporanea per natura

Intervista di Luca Violo a Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

L’arte attinge dal presente, dall’attualità, dalla storia e insieme illumina idee e visioni di futuro. Fornisce le chiavi per leggere il nostro tempo da prospettive inattese e indisciplinate, fuori dalle narrazioni correnti e dalle regole della comunicazione. Penso all’arte come a una zona franca, a un linguaggio che oltrepassa le lingue. L’arte mi ha insegnato ad essere curiosa, a non avere paura delle opinioni diverse, ad affermare la bellezza e la vertigine che ogni pensiero nuovo e complesso porta con sé.

Arte & Mercati tra Up and Down

di Alessandro Secciani

Ma che cosa accadrà ad alcuni consumi discrezionali di alto livello, come il lusso e l’arte? È molto complesso dare una risposta articolata: in teoria il mercato è ancora vivace, ma quale mercato? Una prima risposta che appare abbastanza logica è che il lusso ai livelli più elevati e i mercati dell’arte più costosi potrebbero persino performare meglio, rispetto agli anni precedenti. La classe delle persone più ricche non  sembra avere particolari problemi, anzi è sicuramente beneficiata dal boom delle borse e soprattutto della tecnologia…

I Giardini Botanici Hanbury. Quando la natura diviene romantica bellezza

Intervista di Luca Violo a Lady Carolyn Hanbury

I quaccheri credono che un giardino debba rispettare un ordine divino in cui scienza, bellezza e religione interagiscono. Trovo che questo sia ancora presente oggi, ed è merito dell’Università che non ha tentato di trasformarlo in un parco o di usare espedienti per guadagnare denaro, bensì l’ha lasciato il più vicino possibile alla natura, in modo che mantenga uno spirito di quiete e atemporalità.

Tomaso Buzzi e le forme dei sogni

Eclettico e raffinato Tomaso Buzzi è stato uno dei principali architetti e designer del XX secolo italiano. I suoi interessi sono poliedrici e sovrapposti sorretti da una travolgente fantasia creativa. Tra anni Venti e Trenta è tra i principali interpreti del Decò italiano, e in tutta la sua vita professionale come architetto e arredatore è tra i più richiesti dalla borghesia e aristocrazia italiana. Wannenes Properties – la boutique immobiliare della Casa d’Aste – presenta a Roma “Villa Palladio” un progetto di suntuosa bellezza estetica e progettuale che Tomaso Buzzi progetta alla fine degli anni ’50 su commissione del diplomatico italo-svizzero Jean Louis Marcoli.

Di nuovo insieme. Piero della Francesca e il polittico agostiniano al Poldi Pezzoli

Intervista di Luca Violo a Alessandra Quarto, Direttore del Museo Poldi Pezzoli di Milano
Ultimato nel 1469 e probabilmente smembrato già entro la metà del Cinquecento, il polittico di Piero della Francesca, realizzato per l’altare maggiore della vecchia chiesa degli agostiniani di Borgo Sansepolcro, da allora non ha più ritrovato la sua unità narrativa.Molte delle tavole che componevano i vari scomparti del polittico sono ancora disperse, o forse per sempre perdute, compreso il pannello centrale e gran parte della predella.

Paola Mattioli. Vedere Oltre

di Luca Violo
La fotografia di Paola Mattioli vede la realtà in brevi epifanie immaginative, dove la rappresentazione è un appunto letterario, sedimentazione di un’idea, di un ricordo, di una visione che diviene verso per immagini. Nel ritratto lo strumento del vedere racconta “una storia, un racconto, una responsabilità, una postura, una domanda, una parzialità, una sottile distanza, un testo” (Paola Mattioli, L’infinito nel volto dell’altro, Mimesis, Milano 2023, pag. 5).

Mendini. Emozionale e romantico

Intervista di Luca Violo a Alessandro Mendini
Nella calda estate del 2011 entrare nell’Atelier Mendini è stato come essere introdotti nell’officina di un felice alchimista che insieme ai suoi amati ragazzi si diverte a ricostruire le forme della fantasia con lo spirito della bottega rinascimentale, dove la somma delle competenze creava l’eccellenza del manufatto. Alessandro Mendini è una fucina di idee e il suo sguardo è proiettato sempre verso il futuro.

Essere Gian Paolo Barbieri

Intervista di Luca Violo a Gian Paolo Barbieri
La fotografia è un momento magico. È la memoria del passato. È un ripescaggio culturale incredibile, difficile da specificare perché immediato, visivo. Se anche guardiamo alla preistoria e ai disegni rupestri vediamo che l’uomo ha trovato nell’immagine la sua prima forma di racconto. Senza la fotografia non ci sarebbe la magia di ritrovare il passato e la storia.

Stranieri ovunque. Adriano Pedrosa presenta la 60° Biennale Arte di Venezia

Sarà aperta al pubblico da sabato 20 aprile a domenica 24 novembre 2024, ai Giardini e all’Arsenale, la 60. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, a cura di Adriano Pedrosa e prodotta dalla Biennale di Venezia. La pre-apertura avrà luogo nei giorni 17, 18 e 19 aprile, la cerimonia di premiazione e inaugurazione si svolgerà il 20 aprile 2024.

Amici di Doccia. Una avventura molto fiorentina: o forse no

di Luca Melegati, responsabile Dipartimento Ceramiche e Vetri e Direttore Milano
La nascita della associazione degli Amici di Doccia, si deve, ma questa è cosa nota, alla determinazione di John Winter (1944 – 2014), personalità, io credo, tra le più interessanti nel campo del commercio dell’arte e, più in generale, della connoisseurship del Secolo Breve.

Pagani. L’emozione di un sogno

Intervista di Luca Violo a Horacio Pagani, Founder & Chief Designer Pagani Automobili
Progettare macchine da sogno è per noi un’emozione e una grande responsabilità. Dobbiamo fare in modo che le nostre creazioni accendano la passione. Nel lavoro mettiamo amore e dedizione, usiamo le nostre competenze che provengono da anni di studio e applicazione.

Classic & Sports Cars. Libertà e bellezza in movimento

di Piero Evangelisti
Secondo sociologi ed economisti l’automobile è saldamente al secondo posto, dopo la casa, nella classifica delle cose più importanti per una persona e non tanto come mezzo di trasporto – che resta fondamentale nella nostra libertà di movimento – ma soprattutto per le emozioni che ci sa trasmettere (…)

Adolfo Wildt, la scultura e l’emozione di essere contemporanei

’arte del XX secolo è stato il crogiuolo di disparate quanto emozionanti esperienze di ricerca. Dalle Avanguardie che avevano spezzato l’obbligo della verosimiglianza prospettica rinascimentale, a movimenti figurativi che sentono il violento calore della modernità, fino alla negazione del reale per una rappresentazione astratta che previlegia l’equilibrio musicale tra forma e colore. (…) Adolfo Wildt con la “Vergine” del 1925 – 1930 e la “Vittoria”, databile agli anni Venti, dimostra che la scultura anche nel secolo della modernità può essere ancora un linguaggio capace di rendere tangibili le emozioni profonde dell’uomo.

Francesco Hayez. La nuda beltà del sentimento

di Fernando Mazzocca

Francesco Hayez, ormai raggiunto il successo come il maggior interprete del Romanticismo, cominciò a riprodurre i suoi quadri più riusciti in magnifici disegni d’apres, realizzati a lapis e inchiostro, o all’acquarello, talvolta con rialzature a biacca su carte preziose. Ne sono finora emersi alcuni, come questo straordinario foglio relativo al dipinto Tamar di Giudaeseguito nel 1847 per Gaetano Taccioli e ora conservato al Museo Civico di Varese. Queste prove della versatilità del grande pittore hanno goduto sempre di una certa considerazione presso i collezionisti e la critica…

Bowmore. Piacere celestiale

È la più antica distilleria dell’isola di Islay, fondata nel lontano 1779 da John Simpson e si trova sulla riva del Loch Indaal vicino all’omonima città, ed oggi è considerata il punto di riferimento per tutta la produzione di whisky scozzese. Le brezze salmastre che soffiano fin dentro i magazzini – situati in parte sotto il livello del mare – rendono inconfondibile il carattere e il gusto di questo straordinario whisky, dove l’originale ‘Malting floor’ viene ancora effettuato a terra seguendo la centenaria tradizione. Per ovvie ragioni di produzione molto dell’orzo arriva alla distilleria già maltato, ma una piccola percentuale viene ancora oggi distesa sui vecchi pavimenti di pietra, girata a mano e fatta essiccare sul classico fuoco di torba che caratterizza i distillati dell’isola di Islay…

Chanel bags. Una rivoluzione in forma di borsa

Nel febbraio 1955 Coco Chanel comprende che le esigenze delle donne stavano cambiando e intercetta il desiderio di libertà e comodità che offre alle donne l’opportunità di avere le mani libere. Per risolvere questo problema, introduce un design rivoluzionario aggiungendo una lunga catena alla borsa, permettendole di essere indossata sulla spalla. Nacque l’iconica 2.55, anche se inizialmente non presentava l’ormai famoso logo (disegnato poi da Karl Lagerfeld nel modello Timeless). L’esterno del primo Chanel la borsa 2.55 è stata realizzata con lana trapuntata, ispirata alle corse di cavalli Coco Chanel frequentati ma potresti trovarne anche di pelle…

Consuntivo 2025. Solidi risultati per Wannenes

Il 2025 si chiude con solidi risultati per la Casa d’Aste Wannenes, come dimostrano i numeri: nel corso dell’anno sono state realizzate 66 aste fra le sedi italiane – Genova, Milano, Roma, Torino – e quella nel Principato di Monaco, per un totale di 28.280.664 euro (inclusi i diritti d’asta).

Gabriele D’Annunzio, Napoleone e la triste tabacchiera dell’eroe di Ajaccio

Gabriele D’Annunzio vedeva in Napoleone un archetipo del superuomo, un modello di condottiero e figura storica che incarnava il suo ideale di vita eccezionale, azione e gloria; questa fascinazione si rifletteva nelle sue opere e nella sua stessa biografia, con D’Annunzio che ripercorreva e si auto-identificava con l’epopea napoleonica, vedendo in essa un ponte biografico tra sé stesso e la storia. La tabacchiera del primo Napoleone, donata a d’Annunzio da uno dei suoi legionari più prodi, il quale vantava tra i suoi avi un «veterano della Beresina», viene descritta con una ekphrasis che la visualizza come «un singolare allestimento, quasi un’edicola votiva». Un’esemplare di questo prezioso cimelio sarà esitato nella prossima asta di Argenti, Icone e Oggetti d’Arte Russa che si terrà nei prestigiosi spazi di Villa Carrega Cataldi di Genova il prossimo 18 dicembre 2028 (lotto 559, stima 600 – 800 euro).

Marilyn. La luce, la dea, la luna

“Arrendersi non significa sempre essere deboli; a volte significa essere forti abbastanza da lasciar perdere”. Questa frase di Marilyn Monroe è perfetta per raccontare il clima dell’ultimo servizio fotografico che l’attrice concesse a Bern Stern per “Vogue”,  in una stanza del Bel-Air Hotel di Los Angeles nel giugno 1962, a pochi giorni dalla prematura scomparsa dell’attrice avvenuta il 4 agosto in circostanze ancora misteriose. Un corpo che si spoglia del mito per abbandonarsi alla fragilità dell’anima; una donna profondamente sola che cerca disperatamente di essere ascoltata per ciò che è e non per ciò che appare. Essere il paradigma della bellezza, la misura con cui tutte le donne si confrontano, è un traguardo ambito e nel contempo un inganno alla fugacità del tempo che scorre. Questo meraviglioso e struggente shooting fotografico racconta quel breve spazio in cui la semplice e silenziosa ragazza Norma Jean dimenticò di essere Marilyn Monroe…

UNRRA. La pace e la speranza si costruiscono insieme

L’United Nations Relief and Rehabilitation Administration (UNRRA) era un’organizzazione internazionale con sede a Washington, istituita da 44 paesi firmatari il 9 novembre 1943 per assistere economicamente e civilmente i Paesi usciti gravemente danneggiati dalla seconda guerra mondiale, entrata a far parte delle Nazioni Unite nel 1945, e sciolta il 3 dicembre 1947. Circa il 40% dei fondi dell’UNRRA furono usati nell’acquisto di generi alimentari. Fra le altre merci fornite dall’UNRRA si debbono ricordare carbone, carburanti e lubrificanti, materie prime industriali, fertilizzanti, sementi e macchine agricole, cotone, lana e indumenti, e oltre 10.000 diversi tipi di materiali sanitarî e medicinali. Un altro importante compito dell’UNRRA fu quello dell’assistenza ai profughi di cittadinanza delle N. U., apolidi e perseguitati per ragioni politiche o razziali. Nella prossima asta milanese di Filatelia del 12 dicembre 2025 sarà venduto un rarissimo foglietto di quattro esemplari da 100 lire stampati nel 1946 dalle Poste della Repubblica di San Marino (con la varietà senza la dentellatura sinistra, nuovo con gomma integra originale), con una stima di 20.000 – 40.000 euro (lotto 208).

Un viaggio nelle grandi collezioni: The Wine & Spirits Vintage Auction

L’asta prevede la vendita all’incanto di 585 lotti, in gran parte provenienti da tre grandi collezioni private, tra cui la cantina di Giorgio Manenti. Il suo obiettivo era creare una selezione di vini di cui andare fiero e la sua ricerca lo ha portato a esplorare l’Italia (anche grazie al suo ruolo di dirigente della CIGA – Compagnia Italiana Grandi Alberghi) alla scoperta di etichette famose e piccole gemme ancora poco conosciute, oltre ai grandi territori della Francia. Con pazienza, dedizione e, soprattutto, amore, è riuscito a dare forma ai suoi sogni, costruendo una collezione che racconta la sua autentica passione per il vino, con annate che risalgono fino alla metà degli anni Ottanta.  Durante l’evento verrà proposta una degustazione di etichette selezionate dalla cantina ManentI…