Van Dyck l’europeo

Intervista di Luca Violo ad Anna Orlando

Van Dyck viaggia e si sposta quasi forsennatamente in tutta Europa per circa venti anni, trovandosi sostanzialmente a schivare i conflitti più accesi. I suoi committenti lottano per mantenere quel potere che li aveva anche arricchiti e che si fondava sulla solidità di alcuni pilastri della società e della religione: rigore, fedeltà, fede convinta, dedizione, sacrificio. E poi, senso profondo della famiglia come baluardo sociale di tutti questi valori. Per certi aspetti, pur restando aderente al vero, Van Dyck parrebbe ritrarre più i sogni, i desideri e le aspirazioni dei suoi clienti che non il loro mero aspetto.

Bernini e i Barberini

Intervista di Luca Violo ad Andrea Bacchi

…È poi con la sua ascesa al papato il 6 agosto 1623, che Urbano VIII capì di poter chiedere a Gian Lorenzo qualcosa che andasse oltre la scultura. Quindi, proprio come Michelangelo da scultore era diventato pittore e poi architetto, Urbano VIII maturava lo stesso ambiziosissimo progetto intellettuale nei confronti di Bernini: fu insomma colui che cambiò la fisionomia stessa dell’attività artistica berniniana, portando Gian Lorenzo dalla scultura in marmo alla progettazione di grandi insiemi architettonici, il primo dei quali sarà il Baldacchino di San Pietro…

Appunti sugli esordi di Beato Angelico

Intervista di Luca Violo ad Angelo Tartuferi

È giusto anche indicare nell’artista un archetipo universale di una bellezza assoluta, esaltata e resa addirittura “paradisiaca” dall’altissimo spessore spirituale delle sue creazioni. Non meno importante credo sia stata la scoperta da parte del pubblico di un narratore di straordinaria ed efficacissima semplicità: le “prediche” pittoriche di Fra Giovanni hanno saputo trasmettere il dettato delle Sacre Scritture e delle fonti agiografiche non soltanto in maniera inappuntabile sul piano teologico, ma lo hanno rivestito di un’umanità quotidiana, comprensibile sia ai suoi confratelli e soprattutto ai potenti e alla gente più semplice del suo tempo, ma in aggiunta anche al vastissimo pubblico dei nostri giorni…

Donatello. Tornano a San Lorenzo le porte della Sagrestia Vecchia

di Luca Violo

Donatello lavorò alle porte con la tecnica della fusione a cera persa, che gli consentiva una grande libertà esecutiva, in un getto unico di metallo massiccio. Plasmò i battenti in venti riquadri incorniciati da fregi, e in ognuno, come a volersi fronteggiare, ritrasse una coppia di santi, le cui identità restano per la maggior parte incerte, poiché Donatello antepose la sua libertà creativa a una precisa iconografia dei soggetti. (…) Qui Donatello costruisce un memorabile campionario di forme plastiche di variegata e bizzarra fantasia, in uno spazio atemporale dove l’unico obiettivo è cogliere l’essenza dell’espressione per giungere all’anima della materia…

L’Opera del Duomo di Firenze. Teatro di sculture

di Timothy Verdon

Sin dall’inaugurazione il 29 ottobre 2015, il Nuovo Museo dell’Opera del Duomo di Firenze è riconosciuto come uno tra i più innovativi allestimenti museali del XXI secolo, passando dalla media annuale del vecchio museo, di 60,000 visitatori,  agli oltre 600.000 odierni.
Dall’apertura al pubblico nel 1891, il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze è stato in continua espansione, con ampliamenti, ristrutturazioni e nuovi allestimenti negli anni 1931-1937, 1948-1950, 1954, 1965-1967 e 1998-2000. L’ultima e più ambiziosa di queste trasformazioni risale al 2010-2015, quando i preesistenti spazi sono stati più che raddoppiati con la reintegrazione di una vasta proprietà per secoli appartenente all’Opera ma alienata nel tardo Settecento…

Giovanni Pisano.
Memoria di uno scultore

Nella storia della scultura Nicola Pisano ricopre un ruolo che nella pittura rivestirà Giotto, ovvero di colui che pone la figura dell’uomo come misura per comprendere la realtà terrena, che si manifesta con una sostanza plastica così carnale ed espressiva che non solo era sconosciuta al Medioevo, ma che con spontanea ed umana semplicità riannodava i fili di quel perduto equilibrio delle proporzioni tipico della statuaria classica greca e latina. Suo figlio Giovanni si distingue per un realismo formale e psicologico e per un linearismo tipico della scultura gotica francese che nella realizzazione del pulpito del Duomo di Pisa completato nel 1310, capolavoro della sua produzione matura, si ammorbidisce per adottare dal padre Nicola un pieno plasticismo classico che rende l’opera un continuum narrativo circolare affollato di forme e figure di raffinatissima eleganza formale, esempio sommo di una scultura sanguigna di potente tensione plastica, che come quella del padre Nicola è anticipatrice del Rinascimento quattrocentesco…

Anton Raphael Mengs. Rinascimentale, barocco e universale

Ancora dieci giorni per ammirare un maestro della pittura europea del Settecento, che seppe con strepitoso talento rendere viva la fama immortale di Antonio Correggio e Raffaello Sanzio, sommi interpreti di una bellezza capace di unire grazia, equilibrio e tenera affettività. Antonio Rafael Mengs (Aussig [Ústí nad Labem], 1728-Roma, 1779) ricevette i suoi nomi grazie all’ammirazione di suo padre, Ismael Mengs, per Antonio Allegri da Correggio e Raffaello de Urbino. Fin da bambino fu sottoposto a una rigorosa educazione artistica sotto l’occhio attento di Ismael, pittore della corte sassone a Dresda. I suoi anni di formazione trascorsero tra questa città tedesca e Roma, dove ebbe accesso sia alle ricche collezioni della Sassonia che allo straordinario insieme di sculture dell’antichità classica riunito nella Città Eterna…

Museo di San Marco.
Uno spazio da vivere

Intervista di Luca Violo a Marco Mozzo

Il pensiero principale che deve accompagnare il visitatore è quello della riflessione interiore. San Marco non è un luogo da attraversare con l’intento di consumare velocemente l’esperienza, ma uno spazio da vivere, come se fosse ancora il convento che ospitava i frati domenicani. Ogni angolo del convento, ogni cella, ogni affresco, è stato pensato per stimolare la meditazione silenziosa e la contemplazione profonda. Il visitatore dovrebbe avvicinarsi a questo luogo con l’idea di sospendere il frastuono del mondo esterno e farsi guidare dalle immagini e dalle atmosfere per entrare in contatto con una dimensione più intima e spirituale.

Friends of Florence e l’arte della donazione

Intervista di Luca Violo a Simonetta Brandolini d’Adda

Qualsiasi forma di mecenatismo per gli americani abbienti è una questione morale, un dovere che sentono verso la loro comunità e non solo; quindi, anche aiutare delle realtà che sono altrove, come nel nostro caso salvaguardare un patrimonio artistico che è di Firenze ma è anche dell’umanità, per gli americani è un gesto naturale. Questi mecenati sono persone che danno un grande valore all’istruzione e all’educazione, per cui aprirsi alla cultura e conoscere nuove realtà è prima di tutto una crescita personale.

Collezione Giuseppe e Gabriella Ferrero. Lenci e la forma della fantasia

Intervista di Luca Violo a Giuseppe Ferrero

La Lenci alla guida di Enrico ed Elena Scavini si inserisce nel contesto di Torino tra le due guerre, riuscendo con successo a coniugare industria e arte, spirito d’impresa e vocazione al contemporaneo. Iniziarono la loro produzione ceramica in un momento di grande slancio per le manifatture italiane e di affermazione in ambito europeo, individuando sin dal principio in una serie di temi e modelli il proprio mercato. Un’impresa importante con oltre seicento dipendenti e un gruppo di giovani protagonisti della scena culturale cittadina tra le due guerre. In questo la Casa Ceramica Lenci è un esempio che fa sintesi dei molti lati per noi affascinati di Torino in quel periodo storico.