Dipinti Antichi e XIX secolo. Premiata la qualità e la rarità dei grandi maestri italiani ed europei

L’asta di Dipinti Antichi e del XIX secolo, tenutasi negli splendidi spazi seicenteschi di Villa Carrega Cataldi, ha raggiunto un totale di 1.286.882 euro, con una percentuale di venduto per valore del 211,7% e per lotto del 66,2%  La vendita dedicata ai Dipinti Antichi ha totalizzato 1.089.116 euro con una percentuale di venduto per valore del 204.1% e per lotto del 64.7%, premiando opere di elevata qualità, importanti attribuzioni e soggetti di particolare interesse per il collezionismo. Uno straordinario successo per Natura morta con Vanitas (lotto 176) del Maestro della natura morta Acquavella, aggiudicata a 125.150 euro. L’opera rappresenta uno degli esempi più significativi della natura morta caravaggesca romana della prima metà del XVII secolo e si distingue per l’intensa atmosfera contemplativa e per la raffinata regia luministica che anticipa già sensibilità pienamente barocche…

Gaja. Una famiglia innovativa

Angelo Gaja è un ambasciatore del vino nel mondo.  I suoi vini sono tra i più apprezzati nel panorama enologico mondiale. La storia della storica cantina piemontese inizia nel 1859. Al fondatore Giovanni Gaja succederà il figlio, Angelo, ma sarà il padre dell’attuale Angelo Gaja allargare l’azienda acquistando straordinarie vigne ed iniziando la produzione di vini considerati già all’epoca capolavori. Nel 1961 subentra l’attuale titolare con la voglia di sfidare il mondo, cercando di portare il nebbiolo alla ribalta mondiale: nascono così il Sorì (termine piemontese che indica un luogo baciato dal sole) Tildin, il Sorì San Lorenzo, il Costa Russi, il Darmagi e successivamente i Barolo Sperss e Conteisa…

Maioliche e porcellane conquistano l’interesse del grande collezionismo

Ottimo risultato dell’asta milanese di Maioliche e Porcellane del 20 maggio 2026 che ha totalizzato 316.355 euro, con una percentuale di venduto per valore del 249.4% e per lotto del 66.4% Top lot della vendita una guarnitura da caminetto in porcellana policroma di Sèvres (lotto 382), databile intorno al 1760, che ha raggiunto l’aggiudicazione di 106.400 euro. Il lotto è costituito da due vasi di modello “hollandais nouveau”, e da un vaso “hollandais”, decorato a motivi floreali e scene di genere su un fondo unito con dorature a motivi diversi…

Il successo di un raro orologio double face settecentesco firmato Kelhoff a Manheim

Ottimi risultati per l’asta milanese di Orologi da tasca e pendoleria del 19 maggio 2026, che raggiunge un totale di 360.399 con un eccellente percentuale di venduto per lotti del 92.3% Entrando nel dettaglio dei risultati dell’asta, il primo data che spicca è l’incremento del 423% del valore per lotto, il secondo è l’aggiudicazione a 75.100 euro di un raro orologio double face databile al XVIII secolo che porta la firma di Kelhoff a Manheim (lotto 191). Questo interessante segnatempo in oro rosso e cristallo, di forma verticale con un leggero restringimento verso la base, presenta due facce: da un lato cinque quadranti con mesi, data, ore, minuti e secondi, e sull’altra faccia un calendario lunare affiancato da un quadrante che indica le ore di luce e un secondo quadrante con i giorni della settimana…

Cavalier d’Arpino e un “Fuga in Egitto” di sofisticata eleganza manierista

Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino, nacque ad Arpino nel 1568 e si formò artisticamente a Roma, dove si trasferì nel 1582. Qui lavorò sotto la guida di Cesare Nebbia e Girolamo Muziano nella decorazione delle Logge Vaticane e di altri ambienti del palazzo apostolico, affermandosi rapidamente per la sua abilità pittorica. Iscritto all’Accademia di San Luca già nel 1583, vi ricoprì il ruolo di principe nel 1599, 1615 e 1629. Fu maestro di artisti destinati a rivoluzionare la pittura del Seicento, tra cui Guido Reni e Caravaggio. Ottenne prestigiose committenze papali e reali, operando a Roma, Napoli e in altre città italiane. Nella prossima asta genovese del 27 maggio 2026 di Dipinti Antichi e del XIX secolo sarà esitata una bella tela del 1595 circa di misure museali (cm 140 x180) raffigurante il “Riposo nella fuga in Egitto” (1595 circa) con una stima di 50.000 – 80.000 euro (lotto 172).

Giovanni Antonio Pellegrini e la leggera sensualità della pittura

Giovanni Antonio Pellegrini nasce a Venezia nel 1675 e si forma in un ambiente artistico straordinariamente vivace, segnato dall’eredità del pieno Barocco veneziano. Allievo di Paolo Pagani, assimila fin da giovane un linguaggio pittorico dinamico e decorativo, che divenne il tratto distintivo della sua carriera. Dotato di grande versatilità, Pellegrini è uno dei primi pittori veneziani a intraprendere un’intensa attività internazionale. Lavora in numerose corti europee, tra cui Inghilterra, Francia, Germania e Paesi Bassi, realizzando cicli decorativi, affreschi e grandi composizioni allegoriche per palazzi aristocratici e residenze reali. Questa dimensione cosmopolita contribuì in modo decisivo alla diffusione del gusto veneziano in Europa. Rientrato più volte a Venezia, continua a ricevere importanti commissioni fino agli ultimi anni di vita. Muore nel 1741, lasciando un corpus di opere che rappresenta un passaggio fondamentale verso la piena affermazione del Rococò veneziano…

Manifattura di Sèvres. Una guarnitura da caminetto dal 1760

Il lotto costituisce un raro esempio di guarnitura da caminetto in tre elementi, ed è costituita da un vaso ‘ hollandais’ e da due vasi del modello denominato ‘hollandais nouveau’, tutti della prima grandezza. Sono pochi gli insiemi di questo tipo sopravvissuti (tra i quali uno alla Wallace Collection di Londra, inv. n. C220-2, dove però mentre l’elemento centrale è della prima misura, i due laterali sono della terza: databili al 1762, hanno una decorazione a fondo verde). Il modello di questi vasi, in due sezioni, spetta a Jean-Claude Duplessis (modellatore a Vincennes-Sèvres tra il 1748 ed il 1774, anno della morte) nel 1754…

Foulard Hermes. È quadrato l’eterno charme francese

Le origini del Foulard di Hermes che noi oggi conosciamo, possono risalire a quello che un tempo veniva chiamato “Ritratto Tessuto”, nome che veniva dato a questo semplice quadrato di seta che nasce a Lione intorno a 1770. I temi trattati e rappresentati erano quelli più disparati, da quelli militari, a quelli della vita civile, ai fasti e alle imprese dell’epopea napoleonica. Sarà poi nell’ottocento che il foulard prenderà il nome di “fazzoletto da collo” che rimarrà in voga per tutto il secolo, stampato con motivi satirici e pedagogici. Un mezzo quindi per divulgare un qualcosa, o con la pretesa di insegnare. Saranno quindi tutte le classi sociali, da quella operaia a quella borghese a sfoggiarli intorno al collo…

Tomaso Buzzi, e l’arte sottile e antica del vetro

Forse non tutti sanno che il vaso più famoso di Venini, anzi, il ‘vaso Venini’ per antonomasia lo ha disegnato Tomaso Buzzi (30 settembre 1900 – 16 febbraio 1981). Si tratta di quel vaso con pancia ovoidale piuttosto contenuta e un po’ schiacciata, dal collo moderatamente allungato simile alla parte terminale di una bùccina, lo strumento a fiato usato dagli antichi romani, dal quale, molto probabilmente, trae ispirazione, senza disattendere vaghe reminiscenze formali dell’arte orientale e dell’arte vascolare etrusca, di cui Buzzi era un profondo conoscitore, così come lo era di tutta l’arte e l’architettura classiche. Alla Venini, della quale è stato uno dei designer di punta e, per due anni, anche direttore artistico, fin dal 1932, quando vi ha fatto il proprio ingresso, Tomaso Buzzi ha introdotto una tecnica nuova nella lavorazione del vetro

Pietro Chiesa. Il lusso dell’essenzialità

Discendente da una illustre famiglia ticinese di artisti, dopo un periodo di apprendistato presso il vetraio Giannotti apre nel 1921 una propria bottega per la lavorazione del vetro. Nei primi anni ‘20 partecipa alla Biennale di Monza, alla Biennale di Venezia, all’Exposition des Arts Décoratifs di Parigi e alle esposizioni di Colonia e Barcellona. Nel suo lavoro coniuga un’estrema modernità e un’elevata abilità tecnica, raffinata sapienza artigianale unita a una solida imprenditorialità industriale, senza perdere mai di vista il carattere fondante dello “stile italiano”: il glamour…