Manifattura di Sèvres. Una guarnitura da caminetto dal 1760

Il lotto costituisce un raro esempio di guarnitura da caminetto in tre elementi, ed è costituita da un vaso ‘ hollandais’ e da due vasi del modello denominato ‘hollandais nouveau’, tutti della prima grandezza. Sono pochi gli insiemi di questo tipo sopravvissuti (tra i quali uno alla Wallace Collection di Londra, inv. n. C220-2, dove però mentre l’elemento centrale è della prima misura, i due laterali sono della terza: databili al 1762, hanno una decorazione a fondo verde). Il modello di questi vasi, in due sezioni, spetta a Jean-Claude Duplessis (modellatore a Vincennes-Sèvres tra il 1748 ed il 1774, anno della morte) nel 1754…

Foulard Hermes. È quadrato l’eterno charme francese

Le origini del Foulard di Hermes che noi oggi conosciamo, possono risalire a quello che un tempo veniva chiamato “Ritratto Tessuto”, nome che veniva dato a questo semplice quadrato di seta che nasce a Lione intorno a 1770. I temi trattati e rappresentati erano quelli più disparati, da quelli militari, a quelli della vita civile, ai fasti e alle imprese dell’epopea napoleonica. Sarà poi nell’ottocento che il foulard prenderà il nome di “fazzoletto da collo” che rimarrà in voga per tutto il secolo, stampato con motivi satirici e pedagogici. Un mezzo quindi per divulgare un qualcosa, o con la pretesa di insegnare. Saranno quindi tutte le classi sociali, da quella operaia a quella borghese a sfoggiarli intorno al collo…

Tomaso Buzzi, e l’arte sottile e antica del vetro

Forse non tutti sanno che il vaso più famoso di Venini, anzi, il ‘vaso Venini’ per antonomasia lo ha disegnato Tomaso Buzzi (30 settembre 1900 – 16 febbraio 1981). Si tratta di quel vaso con pancia ovoidale piuttosto contenuta e un po’ schiacciata, dal collo moderatamente allungato simile alla parte terminale di una bùccina, lo strumento a fiato usato dagli antichi romani, dal quale, molto probabilmente, trae ispirazione, senza disattendere vaghe reminiscenze formali dell’arte orientale e dell’arte vascolare etrusca, di cui Buzzi era un profondo conoscitore, così come lo era di tutta l’arte e l’architettura classiche. Alla Venini, della quale è stato uno dei designer di punta e, per due anni, anche direttore artistico, fin dal 1932, quando vi ha fatto il proprio ingresso, Tomaso Buzzi ha introdotto una tecnica nuova nella lavorazione del vetro

Pietro Chiesa. Il lusso dell’essenzialità

Discendente da una illustre famiglia ticinese di artisti, dopo un periodo di apprendistato presso il vetraio Giannotti apre nel 1921 una propria bottega per la lavorazione del vetro. Nei primi anni ‘20 partecipa alla Biennale di Monza, alla Biennale di Venezia, all’Exposition des Arts Décoratifs di Parigi e alle esposizioni di Colonia e Barcellona. Nel suo lavoro coniuga un’estrema modernità e un’elevata abilità tecnica, raffinata sapienza artigianale unita a una solida imprenditorialità industriale, senza perdere mai di vista il carattere fondante dello “stile italiano”: il glamour…

Ornellaia Vendemmia d’Artista. Il vino è un’arte che si compie ogni anno

Ogni anno a partire dall’uscita di Ornellaia 2006 un artista contemporaneo firma un’opera d’arte site-specific per la tenuta e una serie di etichette in edizione limitata, traendo ispirazione da una parola scelta dal Direttore che descrive il carattere della nuova annata. Il progetto Vendemmia d’Artista prevede la produzione di un’edizione limitata di 111 bottiglie grande formato (100 Double Magnum, 10 Imperial e 1 Salmanazar) numerate e firmate personalmente dall’artista. Il dipartimento Wine & Spirits per preservare l’integrità di questa rara verticale completa (dal lotto 147 al 157) di Ornellaia Vendemmia d’Artista dal 2011 al 2021 in formato doppio magnum (300cl), ha deciso di riunirla nel lotto 147 con una stima di 30.000 – 50.000 euro…

Villeggiatura a Mentone. Il fulgido splendore dell’aristocratica mondanità

Durante la Belle Époque (tra la fine del XIX secolo e il 1914), le vacanze in Costa Azzurra erano il simbolo estremo del lusso, della mondanità e del prestigio sociale per l’aristocrazia e l’alta borghesia europea. A differenza di oggi, la stagione d’oro era l’inverno, scelto per il clima mite che offriva rifugio dai freddi del Nord Europa. Nizza, Mentone, Cannes, Beaulieu-sur-Mer e Monte Carlo erano le mete predilette per il clima mite invernale. Mentone ha rappresentato, insieme a Bordighera e Sanremo, un punto di incontro culturale internazionale durante la Belle Époque, attirando autori in cerca di un clima favorevole e di ispirazione paesaggistica…

Toni Cordero. Disegnare l’incoerenza

di Fulvio Ferrari

Chi ha conosciuto Toni Cordero e la sua opera, volendo sintetizzarne un ritratto, cita volentieri l’espressione “rinascimentale”. In effetti, nella brevissima postfazione dell’unico volume apparso sui suoi lavori, l’architetto afferma: «Non è il ricongiungimento con la natura l’obiettivo delle arti liberali?». Questo desiderio, questa necessità di conoscere la natura – il tutto –, incluse le opere con cui l’uomo attraversa la sua arte, il suo pensiero, i suoi manufatti ha arricchito il mondo, inquadra una persona che vuole profondamente indagare la vita in ogni suo verso facendone ricca esperienza. Non c’è quindi da stupirsi se operosamente raccoglie mobili, marmi antichi o freschi di segagione, quadri e fotografie, ma anche coltelli (ne possiede uno con centinaia di lame, acquistato dal coltellinaio Lorenzi in via Monte Napoleone) o campionari di sete e feltri, carte laminate e divinità indiane, microscopi teschi in avorio o modelli di lampadine e ancora campioni di legni, di vetri colorati, di lamiere grecate e forate, di cappellini giapponesi, di lance indiane, di smalti…

Masseto è un “Cru”

“I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar, quasi in corsa giganti giovinetti mi balzarono incontro e mi guardar” recitano i primi versi della famosa poesia di Carducci “Davanti a San Guido”. Non sappiamo quanto il poeta fosse stato amante del vino ma sicuramente se Il Masseto fosse già stato presente sulle nostre tavole, avrebbe dedicato qualche verso anche a quello che è diventato uno tra i pilastri fondamentali dell’enologia italiana. Il significato di questa denominazione trova la sua base vitale nelle caratteristiche del suolo, che deve far parte di un unico vigneto. Così è per Masseto: un singolo vigneto di 7 ettari, formato da argille del Pliocene, con un clima mediterraneo e brezze di mare che mitigano alla perfezione il calore del sole…

Atene 1896. Una medaglia d’argento ai vincitori delle prime Olimpiadi moderne

Questa medaglia rappresenta il premio più ambito della prima Olimpiade dell’era moderna, i Giochi delle Olimpiadi di Atene 1896, evento simbolo della rinascita olimpica promossa dal barone Pierre de Coubertin.

A differenza delle edizioni successive, il protocollo di premiazione stabilito per quell’occasione prevedeva che il vincitore ricevesse una medaglia d’argento, accompagnata da un ramo d’ulivo raccolto nel bosco sacro di Olimpia e da un diploma ufficiale. Al secondo classificato spettava invece una medaglia in bronzo o rame e un ramo d’alloro, mentre per il terzo classificato non era previsto alcun riconoscimento sotto forma di medaglia…

La cartomanzia ossia tarocchi egiziani. Quando l’esoterismo diviene divinazione

Straordinario manoscritto di argomento esoterico, di nobile provenienza maltese, interamente dedicato allo studio dei tarocchi in relazione ai segni zodiacali, alla classificazione delle carte in sei serie, alle loro possibili combinazioni, al valore simbolico e mistico dei numeri e, più in generale, all’interpretazione delle carte sia in posizione diritta sia inversa. Il nome del committente e proprietario, il cavaliere P(aolo?) de Bonici dei marchesi di Mompalao, sembra riconducibile all’omonima famiglia nobile maltese; verosimilmente residente in Egitto durante il periodo del Sultanato, egli appare profondamente interessato allo studio dei tarocchi egiziani, probabilmente anche in ambienti prossimi alla massoneria locale…