Madonna, John Galliano e un’indimenticabile tailleur pied-de-poule

In occasione del video musicale del 1994 per il brano “Take a Bow”, Madonna ha collaborato con lo stilista britannico John Galliano, indossando diversi capi d’archivio della sua collezione Primavera/Estate 1995, denominata “Misia Diva” o “Pin-Up”. 

La collezione Misia Diva di Galliano trae ispirazione da Misia Sert, un’importante musa e patrona delle arti nella Parigi dell’inizio del XX secolo, nota per la sua influenza su figure come Picasso e Proust. Questa collezione riflette l’opulenza, il dramma e le influenze storiche di Galliano, mescolando tessuti lussuosi e dettagli intricati per evocare lo spirito artistico e l’eleganza del mondo di Misia…

Château Mouton Rothschild. Bordeaux, c’est moi.

Nessuno avrebbe pensato che un acquisto in asta potesse dar vita ad uno degli Chateau più famosi ed importanti di tutto il mondo, nemmeno il suo acquirente. È esattamente il 1853 quando il Barone Nathaniel de Rothschild, si aggiudicò lo Château Brane Mouton, per vinificare e godere delle uve di quei vigneti assieme ai suoi ospiti. Era nato lo Chateau Mouton Rothschild, dalla fusione dei due cognomi. Lo Chateau vive una rivoluzione mezzo secolo dopo, nel 1924, quando il nipote del Barone, Philippe de Rothschild, prese in mano le redini dell’azienda, decide di far imbottigliare tutto il vino prodotto. In quell’occasione decise di commissionare al più importante tra i cartellonisti, pubblicitari, Jean Carlu, l’etichetta per le sue bottiglie, che da quel momento diverranno uno degli elementi trainanti della bellezza e del fascino collezionistico di questo vino leggendario…

Giuseppe Bonzanigo, una tabacchiera e l’arredo come estro armonico

Questa splendida tabacchiera è opera di quell’insuperato artista che fu Giuseppe Bonzanigo nell’arte minuta del microintaglio.  Vero e proprio oggetto da Wunderkammer, questo piccolo gioiello in legno di tuia, avorio e tartaruga, commissionato da Vittorio Amedeo III di Savoia come dono diplomatico, ritrae l’imperatore Giuseppe II d’Asburgo Lorena ed è riconducibile all’anno della sua morte prematura avvenuta nel 1790.  Tra le allegorie che accompagnano il “buon sovrano” (Prudenza, Giustizia e Fortezza), anche l’Amicizia, per significare i sentimenti che dopo gli sconvolgimenti epocali della rivoluzione del 1789, legavano casa Savoia alla corte imperiale di Vienna…

Anwār-E Sohaylī di Husayn Kashifi e la luce dell’arte rinascimentale persiana

Manoscritto in persiano, riccamente decorato con oltre 100 miniature, del celebre libro letterario in prosa di racconti morali e aneddoti (appartenente al cosiddetto genere akhlaq) intitolato Anwār-E Sohaylī, che significa “Le luci della stella del Canopo” e “L’illuminante Suhayli”, un gioco di parole a calembour che allude al più fidato aiuto politico e ministro del sultano Husayn Bayqara’, il cui nome era per l’appunto Ahmad Suhayli. È il capolavoro dell’intellettuale timuride Husayn Va’iz Kashifi (1436 – 1504), poeta, esegeta del Corano, studioso sufi e un astronomo, trascorse la maggior parte della sua carriera a Herat. Compose circa quaranta opere, quasi tutte in persiano, su argomenti che coprono l’intero spettro dell’apprendimento nell’Iran medievale nella seconda metà del XV secolo…

Una argentea Fenice imperiale

Carlo VI, Sacro Romano Imperatore dal 1711 al 1740 (e sarà il padre della celebrata Maria Teresa), regna in Sicilia dal 1720 al 1734 col nome di Carlo III, dando un forte impulso al rinnovamento della monetazione siciliana e tentando di allineare i valori di monete estere e locali. Nel 1732 viene così avviata una nuova monetazione che comprende anche once d’oro e d’argento, raffiguranti una fenice sulle fiamme rivolta verso il sole. “Alludendosi colla Fenice che l’Oncia, rimasta per tanto tempo moneta ideale, risorgeva dalle sue stesse ceneri, come è stato scritto di questo favoloso uccello”…

Adolfo Wildt, la scultura e l’emozione di essere contemporanei

’arte del XX secolo è stato il crogiuolo di disparate quanto emozionanti esperienze di ricerca. Dalle Avanguardie che avevano spezzato l’obbligo della verosimiglianza prospettica rinascimentale, a movimenti figurativi che sentono il violento calore della modernità, fino alla negazione del reale per una rappresentazione astratta che previlegia l’equilibrio musicale tra forma e colore. (…) Adolfo Wildt con la “Vergine” del 1925 – 1930 e la “Vittoria”, databile agli anni Venti, dimostra che la scultura anche nel secolo della modernità può essere ancora un linguaggio capace di rendere tangibili le emozioni profonde dell’uomo.

Francesco Hayez. La nuda beltà del sentimento

di Fernando Mazzocca

Francesco Hayez, ormai raggiunto il successo come il maggior interprete del Romanticismo, cominciò a riprodurre i suoi quadri più riusciti in magnifici disegni d’apres, realizzati a lapis e inchiostro, o all’acquarello, talvolta con rialzature a biacca su carte preziose. Ne sono finora emersi alcuni, come questo straordinario foglio relativo al dipinto Tamar di Giudaeseguito nel 1847 per Gaetano Taccioli e ora conservato al Museo Civico di Varese. Queste prove della versatilità del grande pittore hanno goduto sempre di una certa considerazione presso i collezionisti e la critica…

Bowmore. Piacere celestiale

È la più antica distilleria dell’isola di Islay, fondata nel lontano 1779 da John Simpson e si trova sulla riva del Loch Indaal vicino all’omonima città, ed oggi è considerata il punto di riferimento per tutta la produzione di whisky scozzese. Le brezze salmastre che soffiano fin dentro i magazzini – situati in parte sotto il livello del mare – rendono inconfondibile il carattere e il gusto di questo straordinario whisky, dove l’originale ‘Malting floor’ viene ancora effettuato a terra seguendo la centenaria tradizione. Per ovvie ragioni di produzione molto dell’orzo arriva alla distilleria già maltato, ma una piccola percentuale viene ancora oggi distesa sui vecchi pavimenti di pietra, girata a mano e fatta essiccare sul classico fuoco di torba che caratterizza i distillati dell’isola di Islay…

Chanel bags. Una rivoluzione in forma di borsa

Nel febbraio 1955 Coco Chanel comprende che le esigenze delle donne stavano cambiando e intercetta il desiderio di libertà e comodità che offre alle donne l’opportunità di avere le mani libere. Per risolvere questo problema, introduce un design rivoluzionario aggiungendo una lunga catena alla borsa, permettendole di essere indossata sulla spalla. Nacque l’iconica 2.55, anche se inizialmente non presentava l’ormai famoso logo (disegnato poi da Karl Lagerfeld nel modello Timeless). L’esterno del primo Chanel la borsa 2.55 è stata realizzata con lana trapuntata, ispirata alle corse di cavalli Coco Chanel frequentati ma potresti trovarne anche di pelle…

Consuntivo 2025. Solidi risultati per Wannenes

Il 2025 si chiude con solidi risultati per la Casa d’Aste Wannenes, come dimostrano i numeri: nel corso dell’anno sono state realizzate 66 aste fra le sedi italiane – Genova, Milano, Roma, Torino – e quella nel Principato di Monaco, per un totale di 28.280.664 euro (inclusi i diritti d’asta).