Andrea Brustolon. Il Michelangelo del legno

Andrea Brustolon, definito da Honoré de Balzac “il Michelangelo del legno” nel suo romanzo “Le cousin Pons”, nasce a Belluno nel 1662. Da qui partirà la sua carriera che lo porterà ben presto a divenire uno dei massimi protagonisti della scultura veneta tra Sei e Settecento, ancora memore della forza plastica del tardo barocco, ma già rivolta a una esuberanza virtuosistica che pare precedere il rococò. Nel 1677 si trasferì a Venezia formandosi nella bottega del genovese Filippo Parodi – già allievo di Gian Lorenzo Bernini – dal quale apprese l’eleganza compositiva e l’uso sapiente del movimento che alleggerisce le masse: stilemi che resteranno la cifra distintiva della sua maniera…

Una colazione tête à tête nella Vienna di fine Settecento

La Manifattura di Vienna, la seconda più antica d’Europa, fu fondata nel 1718 da Claudius Innocentius du Paquier, venendo incontro al desiderio della corte viennese di avviare una produzione propria di porcellane che contrastasse quella di importazione cinese. Grazie alle sue relazioni diplomatiche con tutta Europa, e al privilegio concessogli da Carlo VI, du Paquier accolse le maestranze che, fuggite da Meissen, portarono con sé le competenze tecniche e artistiche per la fabbricazione della porcellana dura, conservate gelosamente dalla manifattura sassone nella rocca di Albrechtsburg…

Royal Oak. La nascita di una icona

Audemars Piguet è una delle manifatture più prestigiose dell’Alta Orologeria svizzera. La sua storia ha avuto inizio nel 1875 a Le Brassus, nella Vallée de Joux, grazie all’intraprendenza e allo spirito visionario di due amici, Jules Louis Audemars ed Edward Auguste Piguet: dopo 151 anni è uno dei pochi marchi storici dell’orologeria ancora di proprietà delle famiglie fondatrici. Audemars Piguet da subito si inserì in un contesto locale all’epoca già fiorente (Jaeger-Le Coultre, Breguet, Blancpain) con orologi da tasca complicati, dotati di calendario perpetuo e ripetizione minuti. In controtendenza rispetto alla moda dell’epoca, fu verso la fine del XIX secolo che la Manifattura fece la scelta coraggiosa di dedicarsi alla realizzazione di orologi da polso, e presentò il suo primo modello con ripetizioni minuti nel 1891. Il successo dette modo all’azienda di espandersi con filiali a Berlino, Londra, Parigi, New York, e i loro movimenti divennero molto richiesti, anche nel settore della gioielleria, come ad esempio Tiffany New York. L’affidabilità di Audemars Piguet ha fatto sì che l’azienda superasse la Grande Guerra, il crollo di Wall Street del 1929, la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale. All’inizio degli anni Settanta, con la crisi del quarzo, la Manifattura si trovò di nuovo a fronteggiare una difficile situazione finanziaria, che la indusse a una svolta dirompente facendo proprio lo spirito audace dei suoi fondatori, dalla quale uscì con un orologio rivoluzionario che non si era mai visto prima: il Royal Oak, la nascita di una icona…

Picasso. Osare sempre per essere liberi

Picasso ha divorato la pittura, la scultura, la ceramica e qualsiasi manifestazione d’arte che il ‘900 poteva offrirgli; ha prosciugato alla fonte tutti i segni, le forme e i colori che i secoli precedenti avevano pazientemente raccolto, fondando la cultura figurativa occidentale. Picasso il cannibale, che sperimenta dal primo all’ultimo giorno della sua frenetica e stupefacente vita tutte le galassie della creatività umana, con una passione e una freschezza commoventi. La forza vigorosa della giovinezza, come la nascita di una sorgente d’acqua, si è alimentata ossessivamente nelle infinite maturità dell’artista, per divenire nell’ultimo tratto della sua produzione una travolgente cascata di idee primigenie…

Gio Ponti e le forme di una moderna classicità

L’attività di Gio Ponti è complessa e poliedrica, spaziando dalle ville ai grattaceli, dalle cattedrali alle navi, dalle riviste al design. Per Ponti l’architettura è una continua rilettura delle fonti che brillano come i lati di un cristallo: è pura, finita, chiusa, esclusiva, incontaminata e perpetua, come asseriva Andrea Palladio, capace di sconfiggere la caducità del tempo. Una profonda affinità spirituale lega Gio Ponti al grande architetto veneto del Cinquecento, che egli considera il suo maestro d’elezione e modello di forme essenziali, che rendono tangibile l’eterea sostanza delle idee e dei sogni…

È oltre ogni limite la verità di Ribera

Il “San Girolamo” di Jusepe de Ribera, esitato da Wannenes nel marzo 2024 a 300.100 euro, è collocato dagli studiosi al primo periodo romano dell’artista spagnolo, tra il 1612 e il 1616. Nato nel 1591 a Xàtiva, vicino Valencia, il giovane Ribera è  talentoso e spregiudicato, frequenta i caravaggeschi del Nord, e interpreta la realtà del Merisi con un ardore espressivo che meraviglia e stupisce…

Maison Marchak. Romanticamente originale da Kiev da Parigi

Joseph Abramovich Marchak nacque nel 1854 a Ignatovka, da una famiglia ebrea ucraina. All’età di 14 anni, lasciò la sua città natale e la sua famiglia per iniziare un apprendistato in un laboratorio orafo. Dieci anni dopo, nel 1878, fondò la Maison Marchak a Kiev e, nel giro di un anno, si trasferì da un quartiere povero alla via principale della città, guadagnando progressivamente notorietà. Con l’affinarsi della sua produzione, passò rapidamente dalla realizzazione di catene alla creazione di pezzi innovativi, mettendo a frutto il suo talento di orafo e gioielliere…

Gioielli, Borse e Orologi a Monte Carlo. L’unicità risplende nel Principato

Eccellente risultato a Monte Carlo per le aste del 6 e 7 luglio dedicate ai Gioielli, alle Borse e Accessori di lusso e agli Orologi rari, tenutesi negli splendidi spazi dell’Hotel Metropole, che hanno totalizzato 3.082.032 euro, con una percentuale di venduto per valore del 185.8% e per lotto del 74.9% L’asta di Gioielli del 6 luglio ha raggiunto 2.117.987 euro, con una percentuale di venduto per valore del 195.3% e per lotto del 71.4% Protagonista assoluto un anello in oro, diamanti e grande smeraldo colombiano che ha raggiunto 177.800 euro (lotto 251)…

Mario Sironi. Immortale, monumentale e severo

Nato a Sassari nel 1885, Mario Sironi vive un’infanzia influenzata dall’arte e dalla cultura: la madre era una musicista, mentre il nonno materno e lo zio paterno erano entrambi architetti e scultori. Trasferitosi a Roma nel 1856, durante l’adolescenza si immerge nella lettura di classici letterari e filosofici. Inizialmente iscritto a ingegneria nel 1902, abbandona gli studi per una grave depressione spostando il suo interesse verso la pittura. In questa fase della sua vita ha modo di conoscere Umberto Boccioni e Giacomo Balla. Sebbene fosse inizialmente in disaccordo con le idee promosse da Boccioni, presto Sironi si unisce al movimento futurista adattandone lo stile alle sue inclinazioni artistiche…

Jacob Frères e la classicità rivoluzionaria del nuovo stile “antico”

I fratelli Georges II e François-Honoré Jacob furono ebanisti attivi in Francia nel periodo tra il 1796 e il 1803 con il marchio “Jacob Frères”. Contribuirono ad arredare le residenze imperiali e a diffondere così lo stile impero.

L’azienda Jacob Frères formata dai due fratelli era sostenuta dai governi che serviva e vantava di grande considerazione da parte delle avanguardie che consideravano l’azienda “l’unica e ovvia alternativa a Parigi per i nuovi mobili di lusso”.

Nell’asta live di Arredi, Sculture e Oggetti d’Arte del 30 giugno 2026 sarà esitato un gueridon in bronzo dorato e piuma di mogano, firmato “Jacob Frères” dell’inizio del XIX secolo (lotto 6, stima 2.000 – 3.000 euro) con il piano in marmo cinturato, montanti antropomorfi su piedi ferini, base quadripartita centrata da vaso classico…