Durante la Belle Époque (tra la fine del XIX secolo e il 1914), le vacanze in Costa Azzurra erano il simbolo estremo del lusso, della mondanità e del prestigio sociale per l’aristocrazia e l’alta borghesia europea. A differenza di oggi, la stagione d’oro era l’inverno, scelto per il clima mite che offriva rifugio dai freddi del Nord Europa. Nizza, Mentone, Cannes, Beaulieu-sur-Mer e Monte Carlo erano le mete predilette per il clima mite invernale.
Mentone ha rappresentato, insieme a Bordighera e Sanremo, un punto di incontro culturale internazionale durante la Belle Époque, attirando autori in cerca di un clima favorevole e di ispirazione paesaggistica. Meta prediletta dalla nobiltà russa e britannica (inclusa la Regina Vittoria), famosa per i suoi palazzi albergo come il Riviera Palace: con le sue 250 camere su 10 piani, ha accolto a lungo duchi, conti e principi in un ambiente sontuoso! L’ingresso, lo scalone di marmo e la sala della musica rivaleggiano con l’imponenza dei giardini e delle facciate, mentre gli ampliamenti e l’auditorium testimoniano lo splendore dell’epoca.
Mentone, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è stata un luogo di grande ispirazione e ritrovo per numerosi artisti, attratti dal clima mediterraneo, dalla luce particolare della Costa Azzurra e dalla vicinanza con l’Italia.
Due artisti sono particolarmente legati a Mentone in quel periodo: il primo è Aubrey Beardsley (1872-1898): Illustratore e grafico inglese, figura chiave dell’Art Nouveau, trascorse i suoi ultimi mesi a Mentone, dove morì e fu sepolto. E il secondo è Jean Cocteau (1889-1963), dove ha decorato la Sala dei Matrimoni del Comune (Salle des Mariages) e le sue opere sono custodite nel Bastione, un museo a lui dedicato sulla riviera.
Come gran parte della riviera, Mentone ha ospitato o attratto artisti che frequentavano la regione tra XIX e XX secolo, tra cui figure come Picasso, Matisse, Chagall, Renoir, Bonnard, Braque, Dufy, Léger. Tra gli scrittori spiccano i nomi di Robert Louis Stevenson e W.B. Yeats.
