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Andrea Brustolon. Il Michelangelo del legno

Andrea Brustolon, definito da Honoré de Balzac “il Michelangelo del legno” nel suo romanzo “Le cousin Pons”, nasce a Belluno nel 1662. Da qui partirà la sua carriera che lo porterà ben presto a divenire uno dei massimi protagonisti della scultura veneta tra Sei e Settecento, ancora memore della forza plastica del tardo barocco, ma già rivolta a una esuberanza virtuosistica che pare precedere il rococò.

Nel 1677 si trasferì a Venezia formandosi nella bottega del genovese Filippo Parodi – già allievo di Gian Lorenzo Bernini – dal quale apprese l’eleganza compositiva e l’uso sapiente del movimento che alleggerisce le masse: stilemi che resteranno la cifra distintiva della sua maniera.

Il contesto storico nel quale si trovò ad operare era quello di una Serenissima non più sfavillante, ma una città in lento e inesorabile declino, che non avendo più un futuro iniziava a guardare al suo glorioso passato.

Qui si inserì il genio creativo di Brustolon capace di flettere il legno a imitazione del marmo e del bronzo dorato – come sono le sculture della seconda metà della sua carriera – andando incontro alle committenze pubbliche e religiose che, non potendosi più permettere i materiali costosissimi di un tempo, videro nel virtuosismo di Brustolon una risposta di eclatante bellezza; un superlativo esempio del suo talento sono i due grandi angeli reggilampada in legno dorato del 1711, realizzati per chiesa dei Frari a Venezia e conservati nella Sacrestia.

Di contro, mentre le casse dello Stato si impoverivano progressivamente, le potenti famiglie patrizie veneziane mantenevano intatte le loro ricchezze, non più gravate dalle tasse di guerra, permettendosi grandi commesse di arredi per le loro sfarzose dimore, tra cui spicca il celebre “fornimento Venier” di trentuno elementi realizzati da Brustolon tra il 1680 e il 1706, conservato a Ca’ Rezzonico; o le dodici poltrone in legno di bosso con i segni zodiacali, oggi al Quirinale, provenienti da Villa Pisani a Stra.

Andrea Brustolon fu abilissimo imprenditore di sé stesso, come fu Tiziano e come sarà Canova, tenendo bottega a Venezia e con il fratello Paolo a Belluno, nel cui territorio tuttora si conserva una parte importante della sua produzione, tra opere giovanili precedenti il suo trasferimento a Venezia, e opere della tarda maturità seguenti il suo definitivo ritorno a Belluno, dove morirà nel 1732.

Un esempio della sua maestria sono le tre poltrone in legno di bosso scolpito e patinato, esitate da Wannenes a 87.600 euro, provenienti dalle collezioni di Gina Lollobrigida. Esse mettono in evidenza una elaborata lavorazione scultorea tipica del fare di Andrea Brustolon, con un ricco tralcio naturalistico sui piedi anteriori in forma di leoni accucciati, e posteriori su sfera artigliata; putti allegorici alloggiano nei montanti e sui braccioli con teste di animali fantastici e aquile.

Le poltrone fanno parte di una serie più ampia che rimanda alle sedute di medesima fattura, ma rivestite in tessuto differente, che dal 1927 arredano la Sala delle Aquile del Wawel Royal Castle a Cracovia (National Art Collection).