La torre neorinascimentale di Hermann Böhm. Pittoresca e antica senza tempo

Hermann Böhm (anche scritto Boehm) fu un rinomato argentiere e smaltatore viennese, attivo dalla fine del XIX secolo fino al 1922. Originario dell’Ungheria, si trasferì in Austria nel 1866 e iniziò a lavorare al fianco del suocero, Ludwig Politzer, un affermato argentiere. Böhm si guadagnò rapidamente fama per la sua eccezionale maestria, in particolare nello stile neorinascimentale, molto in voga in Austria e Germania all’epoca. Nella prossima asta milanese di Argenti, Icone e Oggetti d’Arte Russa del 25 giugno 2025 sarà presentata una spettacolare torre in argento, lapislazzulo, smalti, perline e pietre che Hermann Böhm realizzò nel 1880 circa (lotto 895, stima 20.000 – 30.000 euro)…

Ferro di cavallo. Quando l’aumento di valore è una rarità

Il “Ferro di cavallo” deriva il suo nome dalla sovrastampa apposta sui precedenti valori da 15 centesimi per aumentarne il valore postale a 20 centesimi, come prescritto nell’art. 5 della Legge 24 novembre 1864 nº 2006. La decisione, approvata in Parlamento nell’ottobre 1864, colse di sorpresa la stessa Amministrazione postale, che continuava ad ordinare all’Officina De La Rue di Londra la stampa del 15 centesimi, in base alle vecchie tariffe. La fornitura era arrivata ad almeno 60 milioni di esemplari del 15 centesimi…

L’erudita saggezza di Claudio nell’aurea moneta

Tiberio Claudio Nerone Germanico nacque a Lugdunum, la capitale della Gallia ai tempi di Augusto ‒ vicino all’attuale Lione ‒ nel 10 a.C. Era figlio di Antonia minore, nipote dell’imperatore Augusto, e di Nerone Claudio Druso, un potente generale dell’esercito romano, che morì l’anno seguente. Avendo coltivato la passione per la storia fin da giovane, vi si dedicò con dedizione e, cosa rara, non si concentrò soltanto sui romani, ma anche sui popoli che erano stati loro nemici, come gli etruschi e i cartaginesi. Si occupò anche di politica, di leggi, di geografia e scrisse perfino un trattato sul gioco dei dadi, uno dei più popolari tra la plebe romana. Nella prossima asta milanese di Monete e Medaglie del 25 giugno verrà esitata una moneta aurea di Claudio che in lato riporta la testa laureata dell’imperatore e dall’altra le mura merlate che racchiudono l’accampamento del pretorio (lotto 30, stima 8.000 – 12.000 euro).

Luigi Ontani e l’arte come gioco senza tempo

I lavori degli anni Novanta di Luigi Ontani riguardano in particolar modo la porcellana, infatti inizia in questo periodo una proficua collaborazione con la Bottega Gatti di Davide Servadei di Faenza, che porta alle cosiddette ErmEstEtiche, una serie di statue in ceramica dipinta ed oro zecchino. Esce proprio dalla prestigiosa Bottega Gatti di Faenza l’opera in terracotta dipinta in policromia raffigurante Cristoforo Colombo, realizzata da Luigi Ontani nel 1998 e presente nel catalogo dell’asta milanese di Arte Moderna e Contemporanea che 12 giugno 2025 (lotto 85, stima 50.000 – 90.000 euro)…

Medardo Rosso e la fugacità della forma

Nel 1895 Medardo Rosso acquistò a Parigi uno studio in rue Caulaincourt (officina privata, a differenza dello studio per il pubblico sul boulevard des Batignolles), dove costruì i forni per sperimentare personalmente la fusione dei bronzi e la composizione delle leghe, e dove iniziò la produzione in cera, con cui è tradizionalmente identificata la sua opera. Milo Beretta, a cui è dedicata questa cera raffigurante il “Bambino ebreo” del 1895-1898 che sarà esitata nell’asta milanese di Arte Moderna e Contemporanea del 12 giugno 2025 (lotto 81, stima 80.000 – 120.000 euro), era nato a Montevideo nel 1875 (…)

L’eclettica meraviglia del collezionismo

Nel prossimo catalogo dell’asta genovese del 28 – 29 maggio 2025 dedicata alle collezioni di una nobile famiglia piemontese che comprende onorificenze, arredi, sculture, oggetti d’arte e una collezione di ventagli il fil rouge che unisce i quasi 500 lotti del catalogo è la varietà eclettica dell’offerta che attraverso i secoli racconta le infinite sfaccettature del collezionismo. Come acutamente sottolinea Italo Calvino “La collezione nasce del bisogno di trasformare lo scorrere della propria esistenza in una serie di oggetti salvati dalla dispersione, o in una serie di righe scritte, cristallizzate, fuori dal flusso continuo dei pensieri”. (…)

Vittorio Amedeo Cignaroli e i paesaggi felici dell’Arcadia

Vittorio Amedeo Cignaroli nel 1782 fu ricordato da Vittorio Amedeo III come il ‘nostro pittore in paesaggi e boscarecce’, distinguendosi così quale principale paesista del Rococò piemontese. Le sette tele qui presentate nel catalogo della Collezione Appendino che sarà esitata a Genova il 27 maggio 2025 (lotti dal 190 al 193 e dal 200 al 202) per qualità e varietà illustrativa si possono giudicare tra le migliori creazioni dell’artista, in cui l’arcadica visione è strettamente legata all’estetica pittoresca di gusto europeo e il genere paesistico assume valenze prettamente cortesi, luogo privilegiato della nobiltà.

Pietro Domenico Olivero. Sensibilità rocaille tra realtà e finzione

Pietro Domenico Olivero fu pittore per la corte sabauda dipingendo scene di genere raffigurando mercati, feste contadine e di piazza. Le sue composizioni risentono dell’influenza fiamminga di Callot e in particolare di Jan Miel (1599-1663) artefice che, dopo il soggiorno romano avvenuto tra il 1630 e il 1640, traspose nella capitale piemontese il gusto narrativo di Van Laer e dei ‘bamboccianti’. e tele qui presentate si possono considerare i capolavori dell’artista per esuberanza creativa, sapienza scenica e prospettica, in cui l’autore mette in scena cinque rappresentazioni allegoriche inerenti alla Pittura, all’Architettura, alla Scultura, alle arti ‘meccaniche’ e all’arte della Guerra (lotti 206 – 210, con la stima per tutti e cinque di 15.000 – 24.000 euro).

La collezione Appendino. Nell’eclettica varietà il gusto del Settecento piemontese

La raccolta Appendino va certamente inserita in quel felice filone collezionistico che ha caratterizzato, ed a lungo, le scelte degli appassionati d’arte del nostro Paese. In anni nei quali le arti decorative cominciavano ad acquisire un ruolo sempre maggiore nel campo degli studi, si cominciano a riunire insiemi che affiancano ai dipinti ed agli oggetti d’arte ceramiche, tappeti e mobili, visti non solo come completamento degli arredi ma anche e soprattutto come cornice utile e necessaria per comprendere pienamente la temperie artistica dei secoli precedenti. (…)

Una tazza Ginori per il cardinale Stoppani

Come è noto la produzione araldica doveva costituire, per molte manifatture di porcellana settecentesca, il campo di prova della propria eccellenza, destinata come era alle élite del tempo. Carlo Ginori, sempre con un occhio alla manifattura sassone, non trascurerà la produzione araldica: e tra i risultati più felici andrà certo inserito il servizio realizzato, probabilmente nel 1753, per il cardinale Stoppani che sarà esitata nell’asta milanese di Ceramiche e Vetri dell’8 maggio 2025 (lotto 538, stima 1.600 – 1.800 euro)