Fin dal suo esordio a metà anni Sessanta Luigi Ontani ha sempre considerato l’arte e la scultura come un gioco, un momento di svago e divertimento, un modo per esprimersi liberamente e per sperimentare materiali e forme diverse con leggero e autoironico disincanto.
Anche i temi trattati dall’artista dimostrano la sua idea di arte, che mette a confronto i temi di sacro e profano, Oriente e Occidente e indaga il movimento e la ripetitività delle cose, scegliendo spesso soggetti privi di un particolare significato, così come la sua capacità di sperimentare utilizzando tecniche e stili diversi per divertirsi ed eliminare qualsiasi tipo di limitazione alla sua arte.
I lavori degli anni Novanta di Luigi Ontani riguardano in particolar modo la porcellana, infatti inizia in questo periodo una proficua collaborazione con la Bottega Gatti di Davide Servadei di Faenza, che porta alle cosiddette ErmEstEtiche, una serie di statue in ceramica dipinta ed oro zecchino.
Esce proprio dalla prestigiosa Bottega Gatti di Faenza l’opera in terracotta dipinta in policromia raffigurante Cristoforo Colombo, realizzata da Luigi Ontani nel 1998 e presente nel catalogo dell’asta milanese di Arte Moderna e Contemporanea che 12 giugno 2025 (lotto 85, stima 50.000 – 90.000 euro), che incarna perfettamente l’estetica eccentrica e colta dell’artista, che fonde miti personali, storia e cultura popolare in un immaginario visionario. Ontani riprende la figura di Colombo non come eroe epico, ma come maschera teatrale, un simulacro ambiguo e ironico che mette in discussione la retorica del “grande scopritore”.
La terracotta, materiale arcaico e artigianale, si carica di simbolismo, mentre la policromia accesa restituisce una teatralità quasi barocca, accentuando l’aspetto allegorico del personaggio. Il volto di Colombo, spesso un autoritratto dell’artista stesso, diventa tramite per un gioco identitario che sfuma i confini tra soggetto e rappresentazione.
In quest’opera, il tempo storico è superato: Colombo diventa una figura senza tempo, riletta attraverso l’immaginazione di Ontani, dove ironia, citazione e trasformazione si fondono in una poetica del travestimento.