Il grande collezionismo premia l’aurea effige di Giovanni II Casimiro Vasa

Il re di Polonia e Granduca di Lituana Giovanni II Casimiro Vasa (Cracovia 1609 – Nevres 1672),  fu un appassionato collezionista di dipinti olandesi e fu patrono del pittore Daniel Schultz. Gran parte dei dipinti del re venne acquisita negli anni ’60 del Seicento tramite Hendrick van Uylenburgh, un agente di Amsterdam, e poi di suo figlio Gerrit van Uylenburgh. Tra i dipinti di Rembrandt, Rubens, Jordaens, Jan Brughel il Giovane, Guido Reni e Jacopo Bassano…

Ciro il Grande contro Tomiri. In un arazzo la vendetta si mostra nella fulgida bellezza

Gli arazzi, i quadri di stoffa, simboli dell’aristocrazia europea tra il XV e il XVII secolo assolvevano alla doppia funzione di protezione dal freddo e di magnificenza dei fasti di chi li possedeva. Nell’asta di Tappeti e Tessuti Web-Live del 5 novembre sarà esitato un bellissimo arazzo storico di Bruxelles della bottega di Jan van Tieghem, con l’attribuzione della realizzazione a Michel Coxcie raffigurante la storia di Ciro il Grande, in particolare la scena in cui Ciro sconfigge Spargapise in un accampamento militare (lotto 45, aggiudicato a 38.500 euro).Una storia che racconta l’acerrima disputa tra Ciro il Grande e la regina Tomiride, madre di Spargapise.

Bahman Mohasses. L’abisso dell’anima

Esiste una ristretto gruppo di artisti che vivono l’espressione creativa come un’ossessione che assorbe ogni aspetto della vita pubblica e privata. Una necessità che diviene un principio per sviluppare un linguaggio che è parallelo ma non sempre intersecante con la realtà delle cose. Nato a Rasht in Iran nel 1931 da una numerosa famiglia di proprietari terrieri di Lehijan che commerciavano tè e seta, Bahman Mohasses era discendente dai mongoli da parte di padre e Qajar da parte di madre (…)

Ico Parisi, il design e la fantasia senza confini

Ico Parisi ama definirsi artista rinascimentale per il suo interesse a tutte le forme d’arte e per sapere governare con eclettica misura una fantasia che non prevede confini e che lo impone come uno dei principali artefici dello stile del mobile italiano negli anni Quaranta e Cinquanta. Insofferente alle etichette non vuole essere considerato un architetto, un industrial design o un pittore, ma una persona attenta a qualsiasi aspetto della creatività che gli possa dare l’opportunità di realizzare un oggetto originale e pratico…

Mediterraneo. Sulla pergamena le antiche rotte del Mare Nostrum

Carta nautica manoscritta su un unico foglio di pergamena (960 x 610 mm) centrata sul Mediterraneo e limitata a Nord alle Shetland e ai confini della Norvegia (il mar Baltico non è delineato), a Est alle sponde orientali del Mar Nero, a Sud al Mar Rosso sull’Atlantico alla zona costiera della Mauritiana, a Ovest alle Azzorre (comprese Faja Grande e Corvo). Presenti 7 vedute di città tra cui Lisbona sormontata dalla bandiera portoghese, Gerusalemme con la croce del Golgota e Venezia sormontata dalla bandiera con il Leone di San Marco. Sono presenti inoltre 13 stemmi e bandiere di regni: Irlanda, Scozia, Inghilterra, giglio di Francia, stemma di Spagna…

Fornasetti si misura solo con il metro di Fornasetti

La cosa che credo importante, come credeva anche lui, è che Fornasetti non ha epoca, non è identificabile in uno stile, è “trasversale”. Egli inventa un modo di creare che utilizza gli stili e le epoche e le mescola con garbo e ironia, ricavando oggetti sempre attuali. In un certo senso anticipa nel design quello che nella musica stanno facendo oggi i Disk Jockey, un mix di culture assolutamente attuale. Mi piace citare una frase di Bruno Munari che trovo assolutamente geniale ed esplicativa “Fornasetti si misura solo con il metro di Fornasetti”.

Giovan Battista Crosato. La gioia della pittura è Rococò

Nella asta Web-Only di Dipinti Antichi e del XIX secolo aperta fino all’11 luglio 2025 sono presenti due deliziosi bozzetti attribuiti a Giovan Battista Crosato (lotto 122, stima 4.000 – 6.000 euro) raffiguranti delle scene mitologiche che rivelano al meglio il linguaggio della sua pittura deliziosamente rococò, caratterizzata da una pennellata frizzante, rapida e a macchie,  e da una composizione dove prevalgono figure piccole e nervose che esprimono un interesse verso una resa popolaresca nelle espressioni argute dei personaggi, e una ricerca della realtà che traducono in scene spiritose le magniloquenze delle scene mitologiche, che lo avvicinano alla straordinaria qualità di luce e di colore, d’impasto e di tocco, all’adesione emozionale e l’attenzione naturalistica tipica della maniera del bolognese Giuseppe Maria Crespi…

La ricchezza delle nazioni di Adam Smith. In un libro la nascita dell’economia politica

Nella prossima asta milanese del 15 luglio di Libri e Manoscritti sarà esitata una rarissima prima edizione italiana dell’opera fondamentale di Adam Smith “An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations”, considerata “the first and greatest classic of modern economic thought”. Pubblicata a Napoli in cinque volumi tra il 1790 e il 1791, la traduzione si colloca nel vivace contesto dell’Illuminismo napoletano, all’epoca uno dei più attivi centri di riformismo economico, giuridico e sociale in Europa (lotto 170, stima 15.000 – 18.000 euro).

Boucheron. Quando il gioiello diviene visionaria fantasia di splendore

Tra Otto e Novecento Frédéric e Louis Boucheron gettarono le basi per una filosofia completamente inedita per l’epoca: il gioiello non doveva considerarsi soltanto un oggetto prezioso e di prestigio sociale ma un veicolo potente per definire la personalità individuale. Nella prossima asta di Bijoux e Sac de Luxe che si terrà il 7 luglio 2025 nel prestigioso Hotel Metropole di Monte Carlo, sarà esitata un’importante collana di Boucheron in oro, platino, smalto, zaffiri e diamanti conservata nell’astuccio originale del famoso gioiellere Auger che aveva il suo negozio in Place des Victoires a Parigi (lotto 430, stima 40.000 – 50.000).

Adolfo Franchi e Federico Fellini. Insieme nell’antro di Vulcano

Fellini trovava divertente ed esaltante l’idea di veder trasformati i suoi appunti da cineasta in racconti tradotti in pezzi di argenteria.
Era così piacevole e coinvolgente per lui veder nascere gli stravaganti personaggi schizzati a matita, da chiedere a papà di poter assistere all’elaborazione di quelle idee tradotte nella materia dell’argento. Ricordo bene lo sguardo del celebre regista, attento e coinvolto mentre il ferro da cesello scorreva veloce sotto la mano abile dell’argentiere, al quale spettava il compito di dare forma plastica agli schizzi di Fellini. La forma embrionale veniva elaborata dal retro, operazione non semplice, poiché si deve rendere una forma pensandola dal negativo…