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Arredare con eclettica fantasia

Nella prossima asta di Arredi, Sculture e Oggetti d’Arte del 17 maggio 2023 a Genova nella nuova sede di Villa Carrega Cataldi saranno presentati una serie di oggetti che ci fanno comprendere come l’eterogenea bellezza del collezionare possa dare la possibilità di conoscere pezzi di incredibile fascino e storia.

A partire da una coppia di lampadari a dodici luci in legno intagliato e dorato, metallo e cristallo di rocca, con catene e pendenti a goccia (lotti 5 e 6, entrambi stimati 3.000 – 4.000 euro), un piccolo tavolo da centro genovese del XVIII secolo impiallacciato in legno violetto con piano in alabastro fiorito incassato entro un bordo sagomato (lotto 29, stima 2.000 – 3.000 euro), e sempre dalla città della Lanterna una coppia si cassettoni angolari impiallacciati in legno violetto e bois de rose della metà del Settecento, con piano sagomato e fronte a doppia bombatura (lotto 40, stima 20.000 – 30.000 euro). Oggetti da conoscitore provenienti da una dimora che vengono raccolti dal lotto 1 al 40 dal suggestivo titolo “L’arte di abitare”.

Dalla seconda sessione dell’asta una serie di interessanti lotti provenienti dalla collezioni di un gentiluomo italiano (101-195) che si caratterizzano per un raffinato gusto da memorabilia da Grand Tour sette-ottocentesco come un piccolo tavolo a scrittoio torinese del XVIII secolo in legni vari con impianto mistilineo e decoro geometrico tridimensionale (lotto 136, stima 2.000 – 3.000 euro), tre gruppi scultorei raffiguranti mori, forse indiani delle Americhe, in legno laccato e dorato, probabilmente fiorentini del XVII – XVIII secolo (lotto 150, stima 4.000 – 6.000 euro). La moda di rappresentare figure more, in voga in tutta Europa così come in Italia, raggiunge l’apice nelle sue massime interpretazioni, quelle barocche, tra Sei e Settecento. Di estrema raffinatezza una stufa, forse realizzata da un atelier nordica, in maiolica bianca decorata a chinoiserie con grande palma e figura orientale (lotto 193, stima 4.000 – 4.500 euro). Spettacolare un piano di tavolo romano rettangolare lavorato a schema geometrico del XVI – XVII secolo in marmi commessi policromi, con grande riserva ovale al centro con volute a ricciolo stilizzato (lotto 195, stima 10.000 – 15.000 euro).
Autentici protagonisti del catalogo una coppia di console romane del terzo quarto del XVIII secolo in legno intagliato, scolpito e dorato provenienti dal palazzo Massimo di Rignano Colonna all’Ara Coeli (lotto 196, stima 40.000 – 60.000 euro). La straordinaria fattura e la scelta di usare marmo nero d’Aquitania per i piani impiallacciati sono alcuni dei dettagli di queste meravigliose testimonianze di quel veloce passaggio dal barocco al frivolo rocaille che si compie nella Città Eterna intorno alla metà del Settecento. Di superba fattura una croce d’altare trapanese in corallo, avorio, argento, rame dorato, madreperla e legno, realizzata nel 1750 circa, forse attribuibile alla mano di Andrea Tipa (lotto 197, stima 20.000 – 30.000 euro).
Dalle collezioni di un connoisseur (308 – 328), spicca una coppia di arazzi francesi della fine del XVIII secolo della manifattura di Beauvais con scene galanti e di genere entro un ovale con ghirlande fiorite (lotto 310, stima 2.000 – 3.000 euro), e una coppia di doppieri francesi del XVIII-XIX secolo in bronzo dorato con il fusto a tronco di colonna cimato da terminale a pigna (lotto 325, stima 1.500 – 1.800 euro).