Gino De Dominicis. Toccare l’invisibile
L’entropia, la morte erano stati l’eterno rovello di Gino De Dominicis che nell’arte aveva identificato l’unico possibile antidoto. Artista trasversale ad ogni classificazione, capace di coniugare talento e vocazione filosofica, De Dominicis era persuaso che solo l’arte potesse essere eterna e che tale prerogativa le derivasse dalla sua immobilità. Mentre tutto ciò che è dotato di moto, sosteneva, è per sua natura impermanente, destinato a essere travolto dall’entropia, l’arte, che appartiene a una dimensione incorruttibile, fuori dal tempo e dallo spazio, è immortale…