Guidobaldo II Della Rovere duca di Urbino e la commissione di due vasi della bottega di Orazio Fontana

Nella prossima asta milanese di “Importanti maioliche da XIV al XIX secolo” che si terrà il prossimo 30 ottobre 2025 (tornata unica di 223 lotti a partire dalle 14.30) saranno esitati due vasi in maiolica policroma che vantano la committenza tradizionale di Guidobaldo II della Rovere per la farmacia ducale di Urbino. Sono noti vari esemplari di questa farmacia, che appare vicina alla Farmacia della Santa Casa di Loreto realizzata dalla bottega di Orazio Fontana (lotti 51 e 52 entrambi con una stima di 5.000 – 8.000 euro). Tra le commissioni più illustri nel 1562 Orazio Fontana, su cartoni di Taddeo Zuccari e di altri artisti, dipinse i vasi per la credenza di maiolica, inviata da Guidobaldo in dono a Filippo II di Spagna. Un altro servizio di piatti, di sua produzione, fu inviato da Guidobaldo II a Carlo V d’Asburgo…

Il rinascimento della maiolica italiana e un corpus di Mastro Domenico da Venezia

La maiolica italiana del Rinascimento è stata a lungo riconosciuta come uno degli episodi più importanti della storia della ceramica. Esercita inoltre, è un dato di fatto, un’attrazione profonda sui conoscitori dell’arte rinascimentale, e più di di ogni altra forma d’arte applicata del Quattro o del Cinquecento, è un esempio, con i suoi colori vivi e originali, di quanto l’Umanesimo abbia influenzato il gusto del tempo in Italia. Il Rinascimento puntava alla rinascita ed alla reinvenzione dell’antichità classica: tuttavia, il predominio del mecenatismo della Chiesa spesso focalizzava l’attenzione dei più grandi pittori dell’epoca sull’arte religiosa. Al contrario, i pittori della maiolica soddisfacevano i loro clienti altolocati alla ricerca di espressioni artistiche che raccontassero della storia e della mitologia classica…

Arnaldo Pomodoro. La sfera è un’oggetto meraviglioso

La prima “Sfera” fu creata per la Città del Vaticano nel 1960. Collocata nel Cortile della Pigna presso i Musei Vaticani, assume un significato simbolico caricato dal luogo di collocazione. È stata realizzata con l’aspetto di una sfera dentro la sfera, che ruota lentamente mossa dal vento. È emblema della Chiesa, in quanto il Vaticano conserva sotto una superficie apparentemente perfetta dei complessi equilibri che durano da secoli e che sono messi in moto dal Mistero della Fede. Arnaldo Pomodoro così parla di queste misteriose sfere che si scompongono, si rompono e si aprono davanti allo spettatore: “La sfera è un oggetto meraviglioso, la sfera viene dalla magia, dai maghi, che sia di vetro che sia di bronzo, che sia piena d’acqua; e anche la sfera è il ventre materno”…

Radiofonografo Brionvega RR126.
Quando il design diviene forma del futuro

Brionvega, storico marchio italiano dell’elettronica di consumo, si è distinta, nel mondo dei prodotti audio dominato dalle aziende dell’estremo oriente, per la sua capacità di esaltare la tecnologia in modo poetico. Segno tangibile di questo approccio giocoso ci viene dal più celebre prodotto dell’azienda, il Radiofonografo Brionvega RR126 – concepito nel 1964 da Achille e Pier Giacomo Castiglioni – che immediatamente divenne non solo un oggetto di design, ma soprattutto una dichiarazione di stile e identità: un oggetto che ha contribuito a definire l’immagine dell’Italia moderna, simbolo di status e gusto raffinato, oltre che di un’attitudine verso il futuro…

Andy Warhol vs Campbell’s Soup.
Il lusso di essere seriale

Andy Warhol si è notoriamente appropriato di immagini familiari della cultura dei consumatori e dei mass media, tra cui fotografie di notizie di celebrità e scandalistiche, fumetti e, in questo lavoro, la zuppa in scatola ampiamente consumata prodotta dalla Campbell’s Soup Company. Quando ha esposto per la prima volta Campbell’s Soup Cans nel 1962, le tele sono state esposte insieme sugli scaffali, come prodotti in un corridoio di alimentari. All’epoca, Campbell’s vendeva 32 varietà di zuppe; ognuna delle 32 tele di Warhol corrisponde a un sapore diverso. (Il primo sapore che l’azienda ha introdotto, nel 1897, è stato il pomodoro)…

Gaetano Pesce & Nobody’s Perfect.
L’arte felice dell’incorenza

Dalla collaborazione fra Gaetano Pesce e Zerodisegno nasce nel 2002 la collezione Nobody’s Perfect che si articola in tredici diverse tipologie, ciascuna composta da pezzi unici e diversi: unicità, diversità e imperfezione sono i canoni di questa rivoluzionaria collezione.Ogni pezzo è siglato Gaetano Pesce/Zerodisegno nonché datato e firmato anche dall’operaio che viene coinvolto nel processo creativo/produttivo. “Siamo tutti imperfetti, per una ragione o per l’altra. Non c’è nessuna perfezione nel genere umano e lo dimostra la nostra classe politica. L’essere perfetto riguarda soltanto Dio, se esiste. Il Nobody’s perfect è il titolo perfetto per qualsiasi cosa facciamo. Che non siamo perfetti è essenzialmente certo, o no?”…

Giovan Battista Piranesi, Le antichità romane e il gusto del Grand Tour

Considerata l’opera più importante di Giovan Battista Piranesi Piranesi, “Le antichità romane” furono realizzate nel 1736 ma richiesero otto anni di studi e consacrarono l’autore come principale interprete del XVIII secolo dell’archeologia romana. È composta da quattro volumi che raccolgono 216 (di 218) tavole calcografiche che rappresentano le maggiori vestigia della Roma antica come apparivano all’inizio del Settecento. Il primo volume è dedicato all’urbanistica di Roma antica e alla descrizione degli edifici pubblici tra cui le mura e gli acquedotti. Il secondo e terzo volume si dedicano ai sepolcri e alle strutture funerarie mentre il quarto è dedicato alle più importanti opere d’ingegneria come il mausoleo di Adriano, la Curia Hostilia, e il teatro di Marcello…

Paulo Ghiglia. Nel ritratto la forma dell’anima

Figlio del pittore Oscar Ghiglia e fratello di Valentino, anch’egli pittore, Paulo Ghiglia nato a Firenze nel 1905 dimostra precocemente una spiccata attitudine al disegno.  Sarà il padre – interprete di una pittura che fonde con innata grazia la spontaneità dei macchiaioli ad una moderna sensibilità luministica tipico dell’impressionismo francese – a divenire il primo maestro del ragazzo…

Carlo Fazzina e il presepe come teatro della vita

di Roberta Catello

Il collezionismo presepiale a Napoli, fin dalla sua comparsa in epoca barocca ha avuto connotazioni molto peculiari, sempre in bilico tra esigenze devozionali e ostentazione di prestigio sociale. Quando poi, intorno al primo quarto dell’Ottocento, si farà strada una nuova figura di collezionista, rappresentante del ceto medio, non più committente ma acquirente, si conclude la produzione di quella generazione di artisti che avevano contribuito a rendere “unica” la tradizione presepiale napoletana…

Bernardo Strozzi. La scena del colore

Lo stile di Bernardo Strozzi è inconfondibile nell’uso di una rapida pennellata e di luci contrastate che ben uniformano con i vivi accostamenti cromatici, che egli aveva acquisito dalla conoscenza del manierismo senese, dall’opera di Federico Barocci e dai maestri del manierismo lombardo come Giulio Cesare Procaccini e il Cerano. Il contrasto tra luci e ombre è un omaggio all’opera di Orazio Gentileschi, mentre la grande libertà di tocco e il colore caldo e brillante nasce dall’incontro con la luce nordica di Pietro Paolo Rubens…