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Radiofonografo Brionvega RR126.
Quando il design diviene forma del futuro

Brionvega, storico marchio italiano dell’elettronica di consumo, si è distinta, nel mondo dei prodotti audio dominato dalle aziende dell’estremo oriente, per la sua capacità di esaltare la tecnologia in modo poetico. Segno tangibile di questo approccio giocoso ci viene dal più celebre prodotto dell’azienda, il Radiofonografo Brionvega RR126 – concepito nel 1964 da Achille e Pier Giacomo Castiglioni – che immediatamente divenne non solo un oggetto di design, ma soprattutto una dichiarazione di stile e identità: un oggetto che ha contribuito a definire l’immagine dell’Italia moderna, simbolo di status e gusto raffinato, oltre che di un’attitudine verso il futuro.

Un’oggetto diventato una felice icona pop, un elettrodomestico da salotto che si distingueva per la sua forma geometrica che ricordava vagamente i tratti di un volto sorridente che lo rendeva immediatamente riconoscibile e rifletteva l’idea dei due designer secondo la quale è possibile dare un’espressione alle funzioni. La sua forma poteva ricordare quella di un robot o di un curioso animale dalle grandi orecchie, con il muso ottenuto grazie a un’accorta disposizione degli elementi di controllo del radiofonografo.

RR 126 era un’apparecchiatura stereofonica che entrava nelle case per riprodurre musica. “Il corpo centrale contiene il giradischi e il complesso ricevente con due sintonie MA e MF. Lateralmente sono agganciate due casse acustiche con altoparlanti. Queste si possono sovrapporre al corpo centrale richiudendovi il giradischi, o possono essere poste a distanza per la migliore ricezione stereofonica. L’involucro dell’apparecchio e degli altoparlanti è in legno laccato. Il piede in fusione di alluminio”.

Concepito come un oggetto autoportante componibile, a volumi separabili è in grado di fornire prestazioni acustiche innovative per l’epoca come la stereofonia e l’alta fedeltà. Il supporto del corpo centrale è in fusione di alluminio anodizzato ed è composto da quattro ruote a sfera e permette un’agevole mobilità dell’apparecchio. Le casse possono assumere tre collocazioni differenti: appoggiate entrambe sul blocco centrale a formare un cubo, offrendo così un ingombro minimo; oppure agganciate sui due fianchi a formare un parallelepipedo. Si possono allontanare le casse a piacimento visto la disponibilità di lunghi cavi di collegamento”.

L’apparecchio era disponibile in diverse colorazioni (bianco, nero, rosso, finto legno, giallo) e si distingueva non solo per il suo design ma anche per le sue funzionalità, per l’epoca all’avanguardia. RR126 integrava infatti una radio AM/FM, un giradischi con coperchio rimovibile, e due casse che si potevano spostare per dare al radiofonografo una forma rettangolare oppure quadrata o ancora a forma di L, secondo il proprio gusto e adattandolo all’arredamento della casa. Le casse potevano dunque essere spostate sopra il giradischi, che veniva nascosto in un’apposita cavità tra le casse, oppure ai lati del corpo centrale, agganciate.

Questi ultimi consistevano in due commutatori rotanti con scala semicircolare, per la selezione della sintonia AM e FM, con, al centro, un indicatore di sintonia a bobina mobile, un commutatore di gamma e di funzione a tastiera, cinque selettori rotanti per la regolazione di bassi, acuti e bilanciamento, volume e livello. Presenti anche due antenne incorporate per AM ed FM.