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L’eclettica meraviglia del collezionismo

Nel prossimo catalogo dell’asta genovese del 28 – 29 maggio 2025 dedicata alle collezioni di una nobile famiglia piemontese che comprende onorificenze, arredi, sculture, oggetti d’arte e una collezione di ventagli il fil rouge che unisce i quasi 500 lotti del catalogo è la varietà eclettica dell’offerta che attraverso i secoli racconta le infinite sfaccettature del collezionismo. Come acutamente sottolinea Italo Calvino “La collezione nasce del bisogno di trasformare lo scorrere della propria esistenza in una serie di oggetti salvati dalla dispersione, o in una serie di righe scritte, cristallizzate, fuori dal flusso continuo dei pensieri”.

Una variegata wunderkammer che inizia con una sezione di onorificenze (lotti 305 – 331); tra quelle italiane spicca il bastone del maresciallo del ducato di Savoia, in oro, bronzo dorato e tessuto (lotto 330, stima 5.000 – 8.000 euro), il collare dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata in bronzo dorato della prima metà del XIX secolo (lotto 331, stima 5.000 – 8.000 euro), e un pendente con due placche dell’Ordine Gran Croce di Cristo in oro, argento e smalti del XIX secolo. Tra quelle straniere emergono un pendente e una placca di Gran Croce dell’Ordine di Saint Louis, in oro e smalti del XIX secolo (lotto 306, stima 4.200 – 5.000 euro) e un pendente e una placca dell’Ordine di Leopoldo, in oro, argento e smalti del XIX secolo (lotto 308, stima 4.200 – 5.000 euro).

Nel catalogo verrà esitata un’incantevole collezione di ventagli (lotti 476 – 550) che oltre ad essere oggetti affascinanti sono frivoli testimoni dell’evoluzione del gusto e delle mode, tra utilità e comunicazione. Introdotto in Francia da Caterina De’ Medici e amato da Elisabetta I d’Inghilterra nell’Europa del Sei e Settecento divenne all’inizio un oggetto aristocratico ed artistico, spesso riprendente i soggetti di dipinti noti sia sulla pagina che sulle montature d’avorio, destinato a dame della classe superiore, e successivamente, con il trionfo della borghesia ad un oggetto standardizzato dalle innumerevoli fogge, leggero e resistente per l’uso estivo.

Nell’Italia del Grand Tour tra Sette e Ottocento l’Italia è la principale meta dei turisti aristocratici del Nord Europa in cerca di emozioni assolute nel confronto con l’arte classica greco-romana e una natura rigogliosa e incontaminata. Il ventaglio è un souvenir della memoria, un’epifania struggente di un viaggio di formazione che diveniva la misura del proprio gusto estetico. È un’oggetto di seducente comunicazione con un suo linguaggio cifrato ben codificato che le nobildonne europee usavano sia per ragioni sentimentali che diplomatiche.

Spiccano i quattro con soggetto romano e quello napoletano (lotti 484 – 488) stimati tra 300 a 800 euro, a quelli in materiali preziosi come il grande ventaglio in tartaruga bionda, pizzo nero, diamanti e argento del XIX secolo firmato E. Creusy Paris (lotto 501, stima 500 – 600 euro), il grande ventaglio in madreperla, pizzo, oro e diamanti firmato M. Rodrigue (lotto 545, stima 500 – 600 euro) e il ventaglio in tartaruga bionda e pizzo della seconda metà dell’Ottocento (lotto 548, stima 500 – 700 euro).

Per quanto riguarda la produzione di arredi del Cinquecento è da segnalare un raffinatissimo cofanetto in legno e pastiglia parzialmente policromi, probabilmente veneziano con una lotta di cavalieri che sembrano di danzare in un essenziale paesaggio boscoso (lotto 414, stima 6.000 – 7.000 euro), e un cassone toscano in legno di noce scolpito, intagliato e patinato (lotto 709, stima 15.000 – 18.000 euro).

L’arredo barocco è presente con una grande cornice in legno intagliato, scolpito e dorato del XVII – XVIII secolo che per l’idea compositiva l’avvicina alla fastosa maniera dell’intagliatore romano Angelo Scoccianti (1674 – 1726) (lotto 590, stima 4.000 – 6.000 euro), una coppia di consolle romane in legno intagliato scolpito e dorato della fine del XVII secolo (lotto 591, stima 8.000 – 10.000 euro), e una magnificente consolle romana del XVII – XVIII secolo in legno intagliato, scolpito e dorato (lotto 770, stima 5.000 – 7.000 euro).

Il mobile neoclassico è rappresentato ai massimi livelli con due lotti di Giuseppe
 Maggiolini
 (1738‐1814)
considerato
 il
 maggior
 ebanista
 italiano
 del
 Settecento. Il primo è una coppia di cassettoni impiallacciati in legni vari dell’inizio dell’Ottocento (lotto 405, stima 26.000 – 40.000), e il secondo è una di comodini impiallacciati in legni vari dell’inizio dell’Ottocento (lotto 406, stima 26.000 – 40.000). Maggiolini
 fu
 fornitore
del
 governo
 arciducale
 di
 casa
 Asburgo,
 e,
dopo
 il
 1796,
 di
 quello
 napoleonico,
 e
 delle
 più
 grandi
 famiglie
lombarde.
 Espresse
 nei
 suoi
 mobili
 intarsiati
 con
 tecnica
 da
 virtuoso,
 il
 gusto
 del
 Neoclassicismo
 milanese,
che
 fu
 uno
 dei
 momenti
 più
 creativi
 della
decorazione
e
dell’arredo
nella
penisola
italiana. Sicuramente da segnalare un grande scrigno in legno dipinto e laccato del XVIII secolo (lotto 716, stima 6.000 – 7.000 euro), e un cassettone torinese in legni vari e avorio che nel gusto ricorda il supremo estro ebanistico di Pietro Piffetti (lotto 788, stima 4.000 – 6.000 euro).

Per i micromosaici è giusto segnalare due gueridon: il primo in bronzo e acciaio del XIX secolo con una veduta di rovine romane (lotto 475, stima 5.000 – 6.000 euro) e il secondo con la veduta di Piazza San Pietro (lotto 746, stima 3.000 – 4.000 euro)

In conclusione di questo breve excursus del catalogo, è giusto mettere in risalto una coppia di placche in commesso di marmi policromi fiorentine della fine del Settecento con la rappresentazione di un gentiluomo e di una gentildonna (lotto 600, stima 2.000 – 2.800).