AFRO. DALLA MEDITAZIONE SU PIERO ALL’INFORMALE

dal 2 giugno al 22 ottobre 2023

Dalla meditazione sull’opera di Piero prende le mosse la mostra dedicata ad Afro. Da prologo fanno un nucleo di disegni e dipinti che documentano gli esordi dell’artista, quando nella definizione di uno stile pittorico originale si alimentava dello studio dei grandi maestri antichi, i cui echi si ritrovano elaborati con una cifra personale in quei lavori ancora compresi tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta, allorché anche la pittura murale occupa una parte importante della sua produzione artistica. A esempio di questa attività prolifica in quegli anni sono gli inediti dipinti per l’Albergo delle Rose e la Villa del Profeta a Rodi del 1938, e il materiale artistico e documentario che rimane del progetto mai realizzato per il complesso dell’E 42 a Roma, sul quale Afro lavora a partire dal 1939. L’approdo all’astratto e all’informale è invece testimoniato dai bozzetti e del materiale archivistico per la decorazione dell’UNESCO a Parigi del 1958, che unitamente alle altre opere selezionate illustrano l’evolversi della ricerca artistica di Afro tra gli anni Cinquanta e Settanta.

ALESSANDRO MAGNO E L’ORIENTE

dal 29 maggio al 28 agosto 2023

La figura di Alessandro Magno è tale che parrebbe immaginaria se le fonti non la testimoniassero. La sua leggenda ha attraversato i secoli, costellata di momenti memorabili: dall’adolescenza sotto la guida di Aristotele, alle eroiche imprese che in poco più di un decennio lo portarono alla conquista dell’Asia e dell’Europa, agli ultimi giorni della sua breve vita segnati da ombre funeste. Questa mostra a lui dedicata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che conserva il maggior numero di opere riferite all’eroe macedone, è insieme un viaggio attraverso le antiche civiltà d’Oriente, con reperti straordinari che giungono da ogni parte del mondo, presentati attraverso un percorso espositivo che segue cronologicamente le vicende di Alessandro: dai suoi natali, alle storiche battaglie e alle conquiste, al cammino verso l’Oriente e il matrimonio con Roxane, fino alla morte e alla mitica eredità lasciata ai posteri in Europa. Al centro della mostra l’epocale restauro del mosaico della Battaglia di Gaugamela tra Alessandro e Dario, allestito nel museo e visibile al pubblico.

DIANE ARBUS. CONSTELLATION

dal 26 maggio 2023 al 20 marzo 2024

Nel centenario della nascita di Diane Arbus (1923 – 1971), LUMA Arles dedica alla fotografa americana una grande retrospettiva, presentando riunite per la prima volta tutte le prove di stampa sviluppate da Neil Selkirk dopo la scomparsa dell’artista. La serie completa realizzata da Selkirk – il solo ad essere autorizzato dalla Arbus Estate a stampare dai suoi negativi – comprende 454 immagini in tiratura unica, alcune inedite, acquisite nel 2011 da Maja Hoffmann, fondatrice e presidente di LUMA Foundation.
Pensata come un’installazione immersiva, l’esposizione si dipana attraverso una “costellazione” di immagini allestite senza suggerire un percorso, senza una suddivisione temporale o tematica, lasciando che siano le storie e i mondi, tanti e diversi, dietro ogni scatto, a catturare l’occhio dello spettatore.
Il lavoro di Diane Arbus nasceva un po’ così, vagando tra i quartieri di New York guidata dal caso o dall’intuizione, per scoprire e rivelare con i suoi ritratti che non esiste un modo di essere e di vivere; che esprimere la propria autenticità è una scelta difficile, a volte dolorosa; che il concetto di “normalità” è solo una costruzione sociale, negato dalla complessità della natura umana.

18. MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA

dal 20 maggio al 26 novembre 2023

Decolonizzazione e decarbonizzazione. Sono questi i temi che la curatrice della Mostra Lesley Lokko ha posto al centro della Biennale Architettura 2023, dal titolo: “The Laboratory of the Future”. Per la prima volta l’architettura volge lo sguardo oltre i suoi soliti confini, per arricchirsi delle idee, delle aspirazioni e delle esperienze che nascono da contesti culturali finora inesplorati o ignorati. Degli 89 invitati sono oltre la metà quelli provenienti dall’Africa o dalla sua diaspora: ai più rappresentativi di loro è riservato il Padiglione Centrale ai Giardini, mentre i giovani sono presenti come “Guests from the Future” nelle sezioni “Dangerous Liaisons” e “Progetti Speciali della Curatrice” all’Arsenale. Il concetto essenziale di “cambiamento”, filo conduttore di tutti i progetti proposti, che cercano di immaginare un modo diverso di abitare il mondo, si estende anche alla scelta di definire “practiotioners” i partecipanti, perchè un continente così complesso come l’Africa, e un mondo in rapida trasformazione, richiedono una comprensione diversa di cosa sia oggi essere “architetto”.

CARLA ACCARDI. GLI ANNI SETTANTA: I LENZUOLI

dal 28 aprile al 29 ottobre 2023

La mostra è un omaggio di Venezia a Carla Accardi a quasi cento anni dalla sua nascita che si celebrerà nel 2024. Un omaggio dovuto per la coerenza del suo percorso di ricerca oltre che per il forte legame che aveva stretto con la città lagunare, sia privato sia artistico, a partire dalla sua prima partecipazione alla Biennale del 1948 a quelle degli anni successivi. Presentando i Lenzuoli i curatori hanno scelto di porre in evidenza la parte meno nota e quasi inedita della produzione dell’artista, raramente esposta dopo gli anni Settanta in cui fu concepita. Sono lavori realizzati con grande libertà e immediatezza di segno, su comuni lenzuoli in cotone di cui resta viva la trama, privi del telaio, stesi a terra e dipinti con colori per stoffa. Le opere in mostra, selezionate in un nucleo ristretto ma significativo, si presentano come un’unica grande installazione, ambientate rispetto allo spazio storico che le ospita, quasi a ricreare idealmente il clima della personale del 1974 da Editalia a Roma, una delle poche occasioni che aiutano a ricostruire la genesi di questi lavori.

GEORGIA O’KEEFFE: TO SEE TAKES TIME

dal 9 aprile al 12 agosto 2023

L’ultima volta che il MoMA ha dedicato una retrospettiva a Georgia O’Keeffe era il 1946, e fu la prima, all’epoca, che celebrava una donna. Oggi ritorna con una mostra pensata attorno alla sua quarantennale produzione su carta, attraverso una selezione di oltre 120 opere: non lavori isolati, ma serie nate da lunghi periodi di studio e osservazione su temi anche più volte rivisitati nel corso della sua carriera. I materiali nei lavori di Georgia O’Keeffe sono una parte determinante del suo linguaggio: carboncino, pastello, grafite e olio, scelti in relazione ai soggetti sviluppati e all’effetto compositivo; e poi l’acquarello, così rapido e immediato a cogliere e fermare in sequenza forme e fenomeni naturali veloci nella loro mutazione. Dalla vasta produzione degli esordi tra il 1915 e il 1918 alle stagioni successive, tra cui la serie dei fiori degli anni ‘30, dei ritratti degli anni ‘40, e delle vedute aeree degli anni ‘50. Un percorso che traccia il lavoro meno noto ma assolutamente significativo di questa grande protagonista del ‘900, pioniera dell’arte moderna americana.

RAFFAELLO E L’ANTICO

dal 6 aprile al 2 luglio 2023

L’idea della mostra che nasce alcuni anni fa dalle ricerche svolte tra i Fondi chigiani della Biblioteca Apostolica Vaticana, si è sviluppata in questo progetto promosso dall’Accademia dei Lincei, e teso a restituire il contesto della collezione di Agostino Chigi a Villa Farnesina e il clima culturale che la animava. Una dimora suburbana fastosa e celebre in tutta Roma, tra gli altri magnificamente decorata da Raffaello e la sua scuola, arredata con pezzi fantastici, e una straordinaria raccolta di antichità che per l’Urbinate fu di confronto e di ispirazione al suo processo creativo. Un patrimonio preziosissimo allestito e disperso in un decennio, costituito di statue, marmi e oggetti d’arte acquisiti dalle raccolte aristocratiche, dagli scavi e dal mercato internazionale, che la mostra ha ricostruito ove possibile con opere per certo in collezione, diversamente con pezzi che per tipologia o provenienza potevano appartenervi, ricreando infine quell’ideale dialogo con l’antico cercato da Agostino Chigi e superbamente restituito da Raffaello nei suoi affreschi.

DOSSO DOSSI. IL FREGIO DI ENEA

dal 4 aprile al 11 giugno 2023

Il Fregio di Enea di Dosso Dossi, dipinto dall’artista tra il 1518 e il 1520, che narra le imprese dell’eroe virgiliano tratte dai libri I, III, V e VI dell’Eneide, decorava con i Baccanali di Giovanni Bellini, Tiziano e Dosso le pareti del Camerino delle pitture di Alfonso I d’Este, così custodito fino alla devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio nel 1598, quando quello scrigno meraviglioso del Rinascimento ferrarese venne spogliato delle sue pitture dai cardinali romani, oggi conservate nei maggiori musei del mondo. Il Fregio, giunto nelle raccolte di Scipione Borghese nel 1608 insieme ad altri dipinti di artisti ferraresi, resta documentato in Villa fino alla fine del ‘700, per poi passare ancora integro nella collezione privata del direttore del Prado José de Madrazo, almeno fino al 1856. In seguito alla sua dispersione oggi conosciamo l’ubicazione solo di 7 delle 10 tele che componevano il ciclo, di cui 5 riunite per la prima volta alla Borghese, che rivelano lo stile estroso e inconfondibile di Dosso, capace di “trasformare il mito in una favola a colori.”

ARTURO MARTINI. I CAPOLAVORI

dal 1 aprile al 30 luglio 2023

Quest’ampia ed esaustiva retrospettiva che Treviso dedica ad Arturo Martini giunge dopo la storica esposizione del 1967, oggi allestita nelle sale del Bailo, in un percorso con al centro i grandi capolavori accostati per temi e confronti, e poi sezioni che cronologicamente comprendono tutte le fasi della sua breve ma instancabile ricerca artistica – Martini muore nel 1947 che non aveva ancora compiuto 58 anni. Dai primi lavori alla prolifica “stagione del canto” degli anni ‘20 e ‘3, fino a quelli tormentati della maturità, dove è addirittura l’esistenza stessa della scultura nell’età moderna che l’artista mette in discussione. In realtà Arturo Martini guardando all’arte del passato ridefinice sostanzialmente l’arte plastica, passando dalle grandi commissioni ufficiali ai lavori privati, dalle opere monumentali a quelle di piccole dimensioni; sperimentando materiali tra loro diversi, dal marmo alla terracotta, dal bronzo al gesso alla maiolica, e ogni volta riscrivendone il linguaggio, che fa di questo artista uno dei massimi scultori del XX secolo.

LUCA GIORDANO. MAESTRO BAROCCO A FIRENZE

dal 30 marzo al 5 settembre 2023

Il periodo fiorentino di Luca Giordano rappresenta un momento rilevante nella carriera del pittore, prolifico di commissioni e di largo consenso. La mostra documenta i suoi soggiorni compresi tra il 1682 e il 1686 attraverso una selezione di circa 50 opere, allestite nel palazzo dove ancora splendono gli affreschi tra le invenzioni più significative della sua attività, che determinarono lo sviluppo della sua ultima fase e della sua fama. Già apprezzato e presente in alcune collezioni fiorentine, Luca Giordano giunge a Firenze chiamato dai Corsini ad affrescare la cappella di famiglia alla chiesa del Carmine. Un lavoro prestigioso che gli vale comittenze importanti nell’ambiente nobiliare, come Andrea Del Rosso che lo ospita in quegli anni di permanenza a Firenze, Cosimo III de’ Medici e Vittoria della Rovere, fino ai marchesi Riccardi che nel 1659 avevano acquisito dai Medici il palazzo, affidando a Luca Giordano la decorazione della Galleria e della Biblioteca, fra le migliore espressioni del Barocco maturo.