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ARTURO MARTINI. I CAPOLAVORI

Quest’ampia ed esaustiva retrospettiva che Treviso dedica ad Arturo Martini giunge dopo la storica esposizione del 1967, oggi allestita nelle sale del Bailo, in un percorso con al centro i grandi capolavori accostati per temi e confronti, e poi sezioni che cronologicamente comprendono tutte le fasi della sua breve ma instancabile ricerca artistica – Martini muore nel 1947 che non aveva ancora compiuto 58 anni. Dai primi lavori alla prolifica “stagione del canto” degli anni ‘20 e ‘3, fino a quelli tormentati della maturità, dove è addirittura l’esistenza stessa della scultura nell’età moderna che l’artista mette in discussione. In realtà Arturo Martini guardando all’arte del passato ridefinice sostanzialmente l’arte plastica, passando dalle grandi commissioni ufficiali ai lavori privati, dalle opere monumentali a quelle di piccole dimensioni; sperimentando materiali tra loro diversi, dal marmo alla terracotta, dal bronzo al gesso alla maiolica, e ogni volta riscrivendone il linguaggio, che fa di questo artista uno dei massimi scultori del XX secolo.