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AFRO. DALLA MEDITAZIONE SU PIERO ALL’INFORMALE

Dalla meditazione sull’opera di Piero prende le mosse la mostra dedicata ad Afro. Da prologo fanno un nucleo di disegni e dipinti che documentano gli esordi dell’artista, quando nella definizione di uno stile pittorico originale si alimentava dello studio dei grandi maestri antichi, i cui echi si ritrovano elaborati con una cifra personale in quei lavori ancora compresi tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta, allorché anche la pittura murale occupa una parte importante della sua produzione artistica. A esempio di questa attività prolifica in quegli anni sono gli inediti dipinti per l’Albergo delle Rose e la Villa del Profeta a Rodi del 1938, e il materiale artistico e documentario che rimane del progetto mai realizzato per il complesso dell’E 42 a Roma, sul quale Afro lavora a partire dal 1939. L’approdo all’astratto e all’informale è invece testimoniato dai bozzetti e del materiale archivistico per la decorazione dell’UNESCO a Parigi del 1958, che unitamente alle altre opere selezionate illustrano l’evolversi della ricerca artistica di Afro tra gli anni Cinquanta e Settanta.