UGO MULAS. L’OPERAZIONE FOTOGRAFICA

dal 29 marzo al 6 agosto 2023

Il nuovo centro Le Stanze della Fotografia inaugura con la mostra dedicata al grande maestro Ugo Mulas, nel cinquantenario della sua scomparsa (1928 – 1973). Ricca ed esaustiva, con quasi 300 immagini tra cui alcuni inediti e stampe vintage, la mostra ripercorre la sua breve ma straordinaria stagione artistica. Mulas ci restituisce la sua realtà, la sua visione intima e personale del mondo che ha conosciuto e dei personaggi che ha incontrato, rifuggendo dall’immagine iconica, dall’attimo perfetto per lo scatto assoluto e irripetibile, perchè “il momento meno significativo forse è proprio quello eccezionale”. Un artista che esula da ogni genere o categoria, piuttosto spazia tra argomenti sempre diversi mosso dal desiderio di comprendere, di individuare il suo punto di vista. La mostra pensata sugli scritti di Mulas attraversa per capitoli tutti i temi della sua ricerca, e come una grande narrazione ci svela il processo creativo di un fotografo che come nessuno ha indagato se stesso.

GUIDO RENI

dal 28 marzo al 9 luglio 2023

La mostra raccoglie quasi 100 opere provenienti dalle maggiori collezioni internazionali, esemplificative della prolifica carriera di Reni, trascorsa tra la natale Bologna centro artistico di primissimo piano in Europa, e Roma dove trova la sua definitiva consacrazione. Formatosi compiutamente alla scuola dei Carracci, suggestionato dal classicismo di Raffaello e dal naturalismo di Caravaggio di cui raccoglie la forza innovatrice, costruisce ben presto uno stile assolutamente personale, ispirato da un ideale di bellezza elegante e armoniosa, da una grande sensibilità a cogliere l’espressività dei volti e nei soggetti sacri la manifestazione del divino, fino alle opere della tarda maturità dove prevale la scelta del non finito e il colore quasi si dissolve. La mostra intende anche sottolineare l’influenza dello stile di Reni sull’arte del Seicento: sulla pittura barocca europea, e nello specifico sulla Spagna, evidente sia in ambito collezionistico sia tra i pittori del Siglo de Oro.

FAUSTO MELOTTI. LA CERAMICA

dal 25 marzo al 25 giugno 2023

Fausto Melotti, personalità colta, raffinata e versatile, nell’arte ha indagato generi e tecniche diverse, fra queste la ceramica, che dal secondo dopoguerra ai primi anni Sessanta sperimenta raggiungendo risultati altissimi, e una produzione multiforme che la mostra presenta divisa per tipologie e sezioni, sino ad una finale di confronto con quanto si andava producendo in quegli anni in Italia fra artisti e designer. Accanto alle prime opere a soggetto sacro, i bassorilievi, i Teatrini, gli Onu, le sculture tra cui la celebre “Lettera a Fontana” del 1944 e le Kore, ma anche oggetti pensati come opere in sé fuori dalla loro funzione d’uso, come vasi, ciotole, tazzine, piatti, lampade. Questa mostra, che cade a vent’anni dalla pubblicazione del Catalogo generale della ceramica dell’artista, vuole far emergere l’aspetto innovativo e di assoluto primo piano di questa produzione, erroneamente considerata marginale, nell’ambito della più vasta “galassia Melotti”.

VITTORE CARPACCIO

dal 18 marzo al 18 giugno 2023

A 60 anni dalla storica esposizione dedicata da Venezia a Carpaccio, la mostra offre un nuovo sguardo e una lettura aggiornata di questo originale protagonista e interprete del Rinascimento veneziano, attraverso 70 opere che comprendono un importante nucleo di disegni, il più ricco giunto fino a noi di un pittore veneziano della sua epoca, di cui fu anche un eccellente esecutore. Della formazione di Carpaccio si hanno frammentarie notizie, sebbene sia certo un suo apprendistato nella bottega dei Bellini; di fatto, il clima artistico in cui matura è quello ricco e vivace della Venezia corcevia economico e culturale del mondo. Rinomato soprattutto per i vasti cicli narrativi con storie sacre realizzati per le ‘scuole’ veneziane, Carpaccio arricchisce le sue composizioni di elementi architettonici fantasiosi, e con dovizia tratteggia paesaggi, ambienti e costumi, che ci restituiscono quel clima di elegante esotismo che caratterizza Venezia tra Quattro e Cinquecento.

PERUGINO NEL SUO TEMPO

dal 4 marzo al 11 giugno 2023

Questa mostra, evento principale nell’anno delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte di Pietro Vannucci detto il Perugino, è tesa a restituire all’artista quel ruolo da grande protagonista del Rinascimento adombrato nel tempo, a dispetto della fama e dei ricomoscimenti conseguiti nella sua epoca, complice una critica troppo incerta e mutevole nei suoi confronti. Con oltre 70 opere dall’Italia e dall’estero, la mostra indaga sul periodo di massima fortuna artistica di Perugino, con opere comprese fra i suoi esordi nella bottega del Verrocchio fino al 1504, quando la sua attività raggiuge l’apice con committenze prestigiose nei principali centri iatliani e il suo linguaggio si diffonde. Altro momento di analisi della mostra è il confronto con le personalità che in modo significativo hanno incrociato, anche idealmente, la sua vicenda artistica, durante gli anni della formazione e poi nei cantieri dove ha collaborato, o per cui ha rappresentato un modello d’ispirazione.

MASACCIO. LA CROCIFISSIONE

dal 22 febbraio al 7 maggio 2023

Ospite del Diocesano la struggente Crocifissione di Masaccio del 1426, in origine cuspide del polittico per la cappella di ser Giuliano di Colino degli Scarsi da San Giusto nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Pisa, smembrato alla fine del XVI secolo e in parte disperso. È tra le opere più simboliche della passione di Cristo e più espressiva del dolore umano legato alla morte, che Masaccio rende nel corpo abbandonato e provato dalla sofferenza di Gesù, nella postura delle mani della Madonna e san Giovanni, nell’espressione dei loro volti, ma soprattutto, nelle braccia alzate di Maria Maddalena, inginocchiata di schiena ai piedi della croce in un gesto di estrema disperazione. Masaccio attraversa la storia dell’arte come una folgore. Dall’inizio della sua attività nel 1422 alla morte improvvisa nel 1428, a soli 27 anni, rivoluziona appieno la pittura, come Brunelleschi l’architettura e Donatello la scultura, e insieme danno vita a un nuovo linguaggio: il Rinascimento.

RINASCIMENTO A FERRARA

dal 18 febbraio al 19 giugno 2023

Il programma espositivo di Palazzo dei Diamanti riparte con una mostra dedicata a Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa, prima tappa di un percorso che celebra i grandi interpreti del Rinascimento ferrarese tra il 1471, con l’investitura ducale di Borso d’Este, e il 1598, con la morte di Alfonso II e la devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio, e insieme il tramonto di una prestigiosa stagione culturale. Di Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa si ripercorre la vicenda artistica: per Ercole, erede della prestigiosa Officina ferrarese, gli esordi, gli anni bolognesi a seguito del suo mentore Francesco del Cossa, e poi il ritorno alla corte estense, pur mantenendo numerose committenze in Emila Romagna; per Costa, che di Ercole raccoglie la lezione, la formazione a Ferrara, il trasferimento a Bologna e infine a Mantova alla corte dei Gonzaga. Accanto ai due protagonosti la mostra si allarga a quella temperie artistica di eccellenti pittori che gravita tra Ferrara, Bologna e Mantova.

VREL. FORERUNNER OF VERMEER

dal 16 febbraio al 29 maggio 2023

Mentre Vermeer si annuncia l’evento espositivo dell’anno, il Mauritshuis dedica una piccola ma preziosa mostra di tredici dipinti a Jacobus Vrel, che delle atmosfere del maestro di Delft non fu epigone ma anticipatore. I medesimi soggetti rappresentati e le stesse iniziali del nome per lungo tempo hanno lasciato ipotizzare si trattasse dello stesso pittore, e diversi dipinti oggi attribuiti a Vrel sono entrati nelle raccolte ottocentesche come opere di Vermeer. In realtà Jacobus Vrel è un artista la cui biografia è quasi sconosciuta, molto amato dal collezionismo internazionale. Studi recenti su alcuni dipinti anticipano la sua attività già intorno al 1635-1640, quindi antecedente Vermeer e Pieter de Hooch. Vrel crea un mondo fatto di sospensione, abitato da figure femminili còlte nella quiete immobile di una stanza di un giorno qualunque; mentre scene di strada come quinte teatrali sono il palcoscenico silente della vita quotidiana.

GIACOMO CERUTI

dal 14 febbraio al 11 giugno 2023

A 35 anni di distanza dall’ultima retrospettiva dedicata a Giacomo Ceruti, questa mostra rilegge l’opera dell’artista in un contesto più ampio del Settecento europeo, alla luce di studi aggiornati che hanno portato a una revisione importante dei suoi lavori e a nuove attribuzioni. La fortuna critica di Ceruti legata alla sua produzione pauperistica prende avvio nel 1922, con la presenza del dipinto “La lavandaia” nella mostra fiorentina sulla pittura italiana del Sei e Settecento, gli studi da qui intrapresi da Longhi, e il ritrovamento del cosiddetto “Ciclo di Padernello” pubblicato da De Logu nel 1931. Ma la mostra amplia i confini di analisi della produzione lombarda del Ceruti e pone lo sguardo agli anni successivi, ai contatti dell’artista coi suoi contemporanei veneziani e francesi, e all’evoluzione della sua pittura in linea con le istanze europee del Settecento, che pur fedele al dato naturalistico, si allarga a temi di genere mondano con ritratti e scene galanti.

DONATELLO: SCULPTING THE RENAISSANCE

dal 11 febbraio al 11 giugno 2023

La mostra “Donatello: Sculpting the Renaissance” al Victoria & Albert Museum di Londra è il primo evento espositivo in Gran Bretagna dedicato ad uno dei più grandi innovatori della scultura e dell’arte del Rinascimento, artefice non solo di un rinnovato e aperto confronto con le divine proporzioni dell’antico, ma anche, e soprattutto, sommo interprete di una materia che diviene pura emozione plastica senza tempo, capace di riscrivere i canoni della bellezza con il coraggio espressivo che solo gli immortali come Michelangelo e Bernini sapranno fare. Divisa in cinque sezioni, la mostra curata per il V&A da Peta Motture con Whitney Kerr-Lewis, è l’ultima dei tre eventi espositivi distinti ma complementari, nati dalla collaborazione tra Fondazione Palazzo Strozzi e Museo Nazionale del Bargello di Firenze, Staatliche Museum di Berlino e V&A di Londra, per celebrare con un evento unico l’opera di un maestro eternamente moderno nella sua zenitale bellezza.