Quando un mobile diventa teatro di un segreto meraviglioso

Lo stipo monetiere è un mobile da wunderkammer che nel Rinascimento assunse le caratteristiche di manufatto estremamente prezioso dalla forma architettonica complessa arricchita, negli esemplari più esclusivi, da bronzi dorati al mercurio, incrostazioni d’avorio e di pietre dure, di madreperla e corallo, con piccoli dipinti e incisioni.  
Un’oggetto creato per custodire segreti, spesso regali e aristocratici, che esalta la fantasia e il talento dell’ebanista e il gusto del committente. (…)

Rolex Daytona e Paul Newman: l’icona che fa storia

Intervista di Luca Violo a Michele Rosa. Responsabile Orologi da polso

Se compariamo due Daytona della stessa referenza e in simili condizioni di preservazione, quello dotato di quadrante Paul Newman indicativamente ha un valore che va dal doppio fino anche a cinque volte il rispetto alla sua variante standard. (…) Sicuramente buona parte del suo successo è dovuto al connubio con un nome così iconico come quello di Paul Newman – un attore di rara bellezza e un grande appassionato delle corse sportive – ma comunque anche i modelli di Daytona standard dell’epoca hanno il loro successo in termini di collezionismo (…)

Francesco Guardi e il capriccio come epifania della memoria

Nel Settecento del Grand Tour il ricordo, la memoria del Viaggo in Italia sulle orme di Gorthe può essere rappresentato in pittura, come una veduta di un luogo urbano o di un paesaggio, che può rappresentare topograficamente il luogo visitato ma può essere anche di fantasia, un capriccio, magari arricchito di rovine architettoniche, così tipiche dell’ambiente italiano del tempo. A Venezia si forma un’importante scuola di vedutisti dove emergono Canaletto Bellotto e Francesco Guardi. I capricci di Guardi sono costruiti su vibranti e impalpabili segni dove l’artista lascia trasparire un sentimento che solo in lui è documentato con tale seduzione: la decadenza di Venezia (…)

Octavianus Monfort e le nature morte barocche su pergamena

Octavianus Montfort (documentato in Piemonte tra il 1680 e il 1689) è un artista noto per la produzione di raffinate nature morte dipinte a tempera su pergamena. Notizie che lo riguardino sono scarse e le fonti artistiche non riportano informazioni utili a definirne la vicenda biografica. Nell’asta Web-Only di Dipinti Antichi e del XIX secolo aperta fino all’11 febbraio 2025 sono presenti una “Coppia di piatti con frutta, fiori e crostacei” dipinti con delicata sensibilità a tempera su pergamena applicata su tavola (lotto 97, stima 5.000 – 8.000 euro)

Luca Giordano classicamente barocco

di Riccardo Lattuada

La “Vocazione all’apostolato dei Santi Pietro e Andrea” di Luca Giordano è una delle più vaste composizioni dell’artista mai apparse sul mercato (cm 240 x 379). Le sue condizioni conservative sono tali da mostrare un dipinto da secoli in mani private, in cui qualche vecchio ritocco e un naturale ingiallimento delle vernici, facilmente reversibile, non impediscono di leggere in tutta la loro chiarezza le intenzioni dell’artista. L’anno 1690 apposto nell’iscrizione è perfettamente coerente con un momento stilistico molto particolare nella maturità di Giordano (…)

Justus Sustermans, i Medici e il ritratto granducale

Nato ad Anversa, Justus Sustermans fu un pittore di ritratti dallo stile aperto, che prese elementi da pittori fiamminghi, francesi, spagnoli e veneziani, del periodo barocco. Rimane noto anche come Giusto Sustermas, dal suo periodo a Firenze sotto il patrocinio della famiglia Medici. Tipico del suo stile l’uso di un impasto grasso delle carnagioni biaccose con una tendenza ad accendere di sanguigno le labbra e a illividire le ombre. Lavorò molto come ritrattista per i Medici, e realizzò il lavoro che gli fu commissionato per la celebrazione di Ferdinando II de’ Medici (1610-1670) che divenne Granduca nel 1621.

È d’argento la quadriga briosa di Vittorio Emanuele III

 Chiaramente ispirata ai modelli classici, in primis le favolose emissioni siracusane, questo pezzo testimonia la passione di Vittorio Emanuele III per la numismatica. La scena che rappresenta l’allegoria dell’Italia, stante su quadriga briosa, ornata di fiori e della scritta FERT, che tiene lo scudo nella sinistra e un ramo di ulivo nella destra venne modificata diverse volte da Calandra per migliorarne l’effetto di agilità e movimento. L’incisione fu affidata ad Attilio Motti e la tiratura fu di 272.515 esemplari. Lo scoppio della I Guerra Mondiale ha trasformato questo pezzo in una moneta rara e ricercata (…)

Dress code di corte tra colori e simboli

Se da noi si usa dire che “l’abito non fa il monaco” in Cina non è mai stato così. Sin dalle più antiche dinastie il colore ed il simbolismo ricamato degli abiti distingueva i ranghi sociali e militari e, durante il regno dell’imperatore Qianlong (1736-1795), della Dinastia Qing, fu redatto un documento che regolava il dress code di Palazzo.
Gli abiti di corte erano divisi in tre grandi categorie: formale (Ch’ao-fu), semi-formale(Ch’i-fu), ed informale (Ch’ang-fu).

Piguet & Meyland e le forme sublimi del tempo

I coltelli da frutta musicali sono da sempre stati considerati dei tesori particolarmente rari preziosi, destinati più alla collezione che al vero uso. La maggior parte di essi possiede una lama singola, mentre è doppia in quello esitato a Milano il 12 dicembre 2022 a 137.600 euro, fatto che lo rende uno dei quattro esempi conosciuti al mondo di coltelli da frutta musicali a doppia lama, prodotti per il mercato cinese. Entrando in dettaglio di questo rarissimo ed eccezionale coltello da frutta musicale con orologio, in oro, smalti e Perle, realizzato per Il mercato cinese, probabilmente da Piguet e Meylan tra il 1805-1815 (…)

Giuseppe Valadier e la misura della fantasia

Giuseppe Valadier (Roma 1765 – 1839), architetto, orafo e argentiere tra i più importanti tra l’arcadia neoclassica e il tardo romanticismo, era figlio di Luigi una delle figure più importanti dell’arte decorativa del XVIII secolo nella Città Eterna. Le sue opere rispetto a quelle del padre  – dove convivevano l’esuberanza rococò e rigore neoclassico , e celeberrime nelle corti d’Europa per preziosità e stravaganza, sia nei materiali che nell’ideazione, tanto da evocare la classicità maestosa e sensuale della Roma imperiale tanto amata dai colti viaggiatori del Grand Tour (…)