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Design Italiano. Unico, funzionale e riproducibile

Dove nasce la peculiarità del Design italiano? Nell’aver mutato la percezione dell’oggetto industriale da prodotto artigianale riprodotto in forma seriale, a ‘forma aperta’ della creatività che si evolve e diviene immagine di un’epoca e di un gusto. Da classica, decorativa e alto borghese, a essenziale nella scelta di soluzioni che coniugavano funzionalità e stile impeccabile.

Questa evoluzione, in una travolgente successione, la possiamo ritrovare nei 763 lotti che compongono il catalogo di “Forme e Stile Italiano” che si svolgerà in tre tornate l’11 e il 12 luglio 2024 negli affascinanti spazi sei-settecenteschi di Villa Carrega Cataldi di Genova.

Spicca di Osvaldo Borsani una credenza in ottone legno rivestita in pergamena con decori di Adriano Spilimbergo prodotta negli anni ’40 dagli Arredamenti Borsani di Varedo (lotto 40, stima 6.000 – 8.000 euro). Notevole esempio della cosiddetta contaminazione delle arti teorizzata in particolare da ponti negli anni 30 e 40 sulla rivista stile i decori pur essendo figurativa mostrano un chiaro richiamo all’astrattismo e si allineano alla ricerca formale che porterà poi alcuni artisti all’astrattismo prima e allo spazialismo poi. Sempre di Osvaldo Borsani un mobile settimanale (lotto 49, stima 2.800 – 4.800 euro) e un mobile da soggiorno (lotto 51, stima 3.000 – 5.000 euro) realizzati dal suo atelier per un’importante committenza privata. I due arredi si inseriscono nella tradizione europea iniziata nei primi anni del Settecento con la moda della decorazione Chinoiserie, fatta di paesaggi esotici, di architetture insolite e di persone vestite in modo diverso. Infatti i pannelli decorativi sono degli alto rilievi policromi e dorati di provenienza cinese della metà del XIX secolo.

Nella prossima asta di luglio Pietro Chiesa e Max Ingrand sono i protagonisti, con pezzi che rappresentano degli unicum della loro produzione.

Pietro Chiesa è un raffinatissimo maestro dell’arte vetraria, che ha saputo meglio di chiunque altro impiegare il cristallo nella creazione di mobili, lampade, con una tecnica perfetta e in un’inesauribile varietà di modelli. Un primo esempio è la lampada da tavolo in cristallo molato, ottone, vetro pressato curvato prodotta da Fontana Arte negli anni ’40 (lotto 39, stima 2.600 – 2.800 euro).

Per Max Ingrand la luce di “Un lampadario o un elemento luminoso deve rispondere a certe norme, deve adattarsi al volume dei locali che deve illuminare, deve far parte dello spirito stesso dell’architettura dei locali per diventarne parte integrante”. Con questo principio ha lasciato un segno indelebile nel decennio 1954-1964 che segna la sua direzione artistica della Fontana Arte. Due esempi della sua irradiante fantasia nella ‘spaziale’ lampada a sospensione mod. 2132 prodotta nel 1962, Alluminio, alluminio laccato, ottone nichelato, cristalli molati a gemma (lotto 59, stima 6.000 – 8.000 euro), e dalla lampada a sospensione mod. 2338 degli anni ’60 in ottone nichelato, cristallo colorato molato e parzialmente sabbiato (lotto 89, stima 7.000 – 9.000 euro).

Alvar Aalto è indicato come uno tra i maestri del Movimento Moderno, oltre che il più importante architetto, urbanista e designer finlandese del XX secolo e indiscusso capostipite dell’architettura organica europea.

La lampada da terra mod. A 808 in ghisa, ottone, cuoio, prodotta in Finlandia negli anni ’50 da “Valaistusty” (come si legge dal marchio impresso) è realizzata con delicate strisce di metallo laccato che evitano l’abbagliamento diffondendo la luce in modo uniforme (lotto 37, stima 2.200 – 2.600). Le strisce formano cerchi concentrici di dimensioni crescenti che si combinano per formare una forma di ciotola rovesciata. L’esile collo ad angolo ha un colletto in ottone lucido che contrasta in modo accattivante con il rivestimento in pelle nera dello stand, cucito a mano in Finlandia. Questo elegante diffusore luminoso è stato progettato da Alvar Aalto nel 1955 per il National Pensions Institute di Helsinki.