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L’argentea barca di Fabergé naviga nel sogno

Nella Russia zarista che gareggia per sfarzo e opulenza con le grandi corti europee tra Belle Époque e la rivoluzione bolscevica del 1917, Peter Carl Fabergè è considerato come uno dei maggiori orafi e gioiellieri del suo tempo. Le sue opere interpretano l’arte settecentesca francese attraverso la visione popolare russa, e risentono, specialmente nei motivi ornamentali, dello stile severo dell’Impero come delle sinuosità floreali dell’Art Nouveau.

Nato a Pietroburgo il 30 Maggio 1846, dove suo padre Gustav, di origine ugonotta, si era stabilito nel 1842 aprendovi una gioielleria, studiò a Pietroburgo e girò per l’Europa occidentale per prepararsi a rilevare l’azienda paterna, come avvenne nel 1870. Ben presto l’atelier di Carl Fabergè raggiunse il culmine impiegando tra operai, maestri disegnatori oltre 500 persone. Aprì filiali a Mosca, Kiev, Odessa e Londra e utilizzò altri laboratori d’importanti orafi. Nel 1885 fu nominato Argentiere e Gioielliere Imperiale.

La fama di Fabergè si diffuse anche in Europa occidentale ed ebbe quindi importantissimi clienti dell’alta società, specialmente inglese. Nel 1900 fu decorato con la Legione d’Onore in occasione dell’Esposizione Internazionale di Parigi.

Nella prossima asta milanese di Argenti, Icone e Oggetti d’Arte Russa del 26 giugno un’essenziale quanto elegante esemplare di kovsh in argento e pietre realizzato da Karl Fabergé tra 1908 e il 1917 corredato dalle insegne imperiali (lotto 10, stima 4.000 – 5.000 euro) e dalla caratteristica forma a barca.

LOTTO 10. KOVSH IN ARGENTO E PIETRE, SAN PIETROBURGO, 1908-1917, ORAFO K. FABERGE’ BOLLO CON INSEGNE IMPERIALI, INVENTARIO N.18458, CHEF A. WAKEVA. STIMA € 4.000 – 5.000

 

Il kovsh (o kowsch a seconda della traslitterazione dal cirillico) è un recipiente per bevande di origine russa, dalla forma ovale, simile a un mestolo, con un manico da un lato e un beccuccio dall’altra. Dal XVI secolo i kovsh sono diventati un simbolo dell’impero zarista, che li utilizzava come doni per ricompensare ufficialmente i servitori più leali e fedeli, il cui nome veniva inciso sul bordo del recipiente.

È in questa fase che il kovsh comincia a essere realizzato in metalli preziosi e decorato con ori e pietre preziose. Si narra che lo Zar Pietro I il Grande abbia donato a Federico Augusto I di Sassonia un meraviglioso esemplare realizzato in oro e niello (una lega metallica di colore nero composta da zolfo, rame e argento), decorato con zaffiri e perle.

LOTTO 10. KOVSH IN ARGENTO E PIETRE, SAN PIETROBURGO, 1908-1917, ORAFO K. FABERGE’ BOLLO CON INSEGNE IMPERIALI, INVENTARIO N.18458, CHEF A. WAKEVA. STIMA € 4.000 – 5.000