La prima asta di stagione del dipartimento Libri e Manoscritti – tenutasi a Milano il 17 luglio 2024 – si chiude con quasi 450.000 di fatturato, l’80% di lotti venduti e il 160% di rivalutazione dei prezzi base, e con una forte partecipazione internazionale, la metà degli oltre 100 acquirenti.
Top lot dell’asta è stato il raro set completo, impreziosito dalla presenza delle cornici istoriate, della celebre serie dei quattro continenti pubblicata per la prima volta da Willem Blaeu nel 1608 ad Amsterdam, considerata il capolavoro della cartografia olandese del “Gouden Eeuw”, che partendo da una stima di 50.000 – 80.000, dopo un’accesa disputa tra collezionisti internazionali è stata aggiudicata a 100.100 euro (lotto 207).
Blaeu fu allievo dell’astronomo danese Tycho Brahe (maestro di Keplero) dal 1594 al 1596 e, al suo ritorno ad Amsterdam, fondò l’Officina Blaviana, specializzata nella realizzazione e vendita di mappe, globi e strumenti scientifici. Nell’impresa fu affiancato dal cartografo Hessel Gerritsz (1580-1632) e dall’incisore Joshua van de Ende. Dopo la prima edizione del 1608, i quattro continenti furono successivamente pubblicati nel 1612, e nel 1624 furono riediti da Hendrik Hondius e nel 1655 da Nicholas Visscher.
In Italia, una versione fu pubblicata nel 1646 da Stefano Mozzi Scolari (1598-1650), da cui successivamente Pietro Todeschi derivò questa versione. Tra le due versioni, le differenze sono minime, ma in questa versione il “Mare del Nort” della versione di Scolari diventa “Mare del Noi”.
Il continente americano appare in questa mappa già molto ben delineato, anche se il Sudamerica risulta sottodimensionato a causa dell’inesattezza nella determinazione della longitudine. La costa atlantica canadese segue le misurazioni dei viaggi di Samuel de Champlain e Pierre Dugua de Mons del 1604; Capo Horn è rappresentato a seguito della scoperta del passaggio da parte di Jacob Le Maire nel 1616. Nel Pacifico compaiono l’Australia sudorientale e la Nuova Zelanda, raggiunte da Abel Tasman nei viaggi del 1642-1644. Nei cartigli laterali sono rappresentate le coste del Polo Sud “Terra Australis Incognita” e i confini non definiti a nord del Canada.
La carta dell’Asia riflette l’alto interesse che l’area rivestiva per i commerci olandesi e la Compagnia olandese delle Indie orientali (VOC), di cui Willem Blaeu era idrografo ufficiale. Giava e Bali sono disegnate secondo i resoconti del viaggio di Willem Lodewijksz (1560-1620), mentre Ceylon e le Maldive derivano dalle descrizioni di Jan Huygen van Linschoten (1563-1611). Il Giappone è basato principalmente sulla mappa di Ortelius del 1595 e la Nuova Guinea è rappresentata in modo avanzato grazie alle informazioni dai viaggi di Abel Tasman. La mappa si spinge a rappresentare, verso occidente, il Mar Rosso e perfino il Mar Egeo e la costa meridionale dell’Italia, mentre il Mar d’Aral è assente e il Mar Caspio è indefinito.
La mappa dell’Europa è particolarmente precisa dal punto di vista geografico. Il grande cartiglio nello spazio dell’Oceano Atlantico presenta una doppia mappa emisferica brillantemente eseguita da Hessel Gerritsz (1580-1632), sormontata dallo stemma della città di Amsterdam, un riferimento ai privilegi ufficiali di Blaeu. Ai confini nord-occidentali è visibile una parte del Nord America con la “Terra de Labrador”.
La mappa dell’Africa raffigura la conoscenza europea del continente agli inizi del XVII secolo, con il profilo delle coste ben definito e ricco di dettagli, mentre l’interno è praticamente inesplorato. Le sorgenti dei grandi fiumi, Nilo e Zambesi, si basano ancora sulle descrizioni di Tolomeo e appaiono come laghi oltre le mitiche Montagne della Luna. L’Abissinia è ancora la terra del mitico “Prete Gianni” delle cronache medievali. Le fonti geografiche primarie per la raffigurazione delle coste includono la carta di Giacomo Gastaldi del 1564, le carte di Abraham Ortelius del 1595, le relazioni dei viaggi in Congo di Duarte Lopes (1591) e la rappresentazione aggiornata della Costa d’Oro di Luis de Texeira.
Ogni mappa è accompagnata da cartigli istoriate che raffigurano gli abiti e i costumi dei popoli di ciascun continente, mentre alla base vi sono vedute delle principali città, tratte principalmente da Braun e Hogenberg.
La serie che è stata esitata è molto rara, ed è censita in questa versione nella penisola italiana in solo due copie complete come il nostro esemplare dei quattro continenti e dei cartigli laterali: una alla Società Geografica Italiana a Roma e una alla Biblioteca Apostolica Vaticana.