Lo stile del Realismo socialista dall’inizio degli anni Trenta fino al 1989 – anno della caduta del muro di Berlino – vide un ritorno al disegno e alla pittura dal vero, in modo molto lineare e preciso, tanto da sembrare fotografie in forma di pittura. Il soggetto doveva essere ottimista nello spirito, realista nello stile e incentrato sul proletariato o su singoli eroi della nuova repubblica, figure di stato o, come più spesso accadeva, membri delle classi lavoratrici elevati al livello di celebrità, come Alexey Stakhanov, esempio massimo del lavoratore incrollabile.

Lotto 31. TAMARA GEORGIEVNA DANILENKO (Krasnodon, 1937), Pionieri ad Artek. Olio su tela, cm 119X158,5. Stima € 3.000 – 4.000
Il Realismo socialista, era vista come una forma d’arte proletaria puramente figurativa volta “all’educazione dei lavoratori nello spirito del socialismo”, in contrapposizione alle avanguardie russe degli anni Venti che, pur nel dichiarato tentativo di dare alle arti una nuova funzione sociale, non rispondevano alle reali esigenze della nuova URSS. Quelle avanguardie che avevano prodotto il modernismo ucraino, anticonformista e ribelle, e artisti come Alexander Archipenko, Sonia Delaunay, Alexandra Exter e Kazymyr Malevych, ognuno dei quali ha lasciato un segno indelebile sullo sviluppo della scena artistica europea all’inizio del ventesimo secolo.

Lotto 143. FEDIR ZAKHAROVICH ZAKHAROV (Alexandrovske, 1919 – Yalta, 1994), Fiori di pesco sul davanzale, Olio su cartone, cm 60X80. Stima € 1.000 – 2.000
Contro l’astrazione geometrica e la funzionalità del Suprematismo le opere realiste devono rappresentare operai e scienziati, ingegneri civili e contadini, operosi e felici, tutti capaci di incarnare lo stesso spirito di volontà individuale diretto verso ideali collettivi.

Lotto 172. SERGIY FEDOROVICH SHISHKO (Nosivka, 1911 – Kiev, 1997) Nuove costruzioni a Kiev, 1960, Olio su tela, cm 65X95. Stima € 1.000 – 2.000
Paesaggi industriali e bucoliche campagne si alternano a scene di lavoro e interni familiari idilliaci che confermano che il bene comune era superiore alle ambizioni del singolo. L’immaginario doveva essere eroico e romantico con un’enfasi che sottolineasse l’ideale rispetto al reale.
