Justus Sustermans, i Medici e il ritratto granducale

Nato ad Anversa, Justus Sustermans fu un pittore di ritratti dallo stile aperto, che prese elementi da pittori fiamminghi, francesi, spagnoli e veneziani, del periodo barocco. Rimane noto anche come Giusto Sustermas, dal suo periodo a Firenze sotto il patrocinio della famiglia Medici. Tipico del suo stile l’uso di un impasto grasso delle carnagioni biaccose con una tendenza ad accendere di sanguigno le labbra e a illividire le ombre. Lavorò molto come ritrattista per i Medici, e realizzò il lavoro che gli fu commissionato per la celebrazione di Ferdinando II de’ Medici (1610-1670) che divenne Granduca nel 1621.

È d’argento la quadriga briosa di Vittorio Emanuele III

 Chiaramente ispirata ai modelli classici, in primis le favolose emissioni siracusane, questo pezzo testimonia la passione di Vittorio Emanuele III per la numismatica. La scena che rappresenta l’allegoria dell’Italia, stante su quadriga briosa, ornata di fiori e della scritta FERT, che tiene lo scudo nella sinistra e un ramo di ulivo nella destra venne modificata diverse volte da Calandra per migliorarne l’effetto di agilità e movimento. L’incisione fu affidata ad Attilio Motti e la tiratura fu di 272.515 esemplari. Lo scoppio della I Guerra Mondiale ha trasformato questo pezzo in una moneta rara e ricercata (…)

Dress code di corte tra colori e simboli

Se da noi si usa dire che “l’abito non fa il monaco” in Cina non è mai stato così. Sin dalle più antiche dinastie il colore ed il simbolismo ricamato degli abiti distingueva i ranghi sociali e militari e, durante il regno dell’imperatore Qianlong (1736-1795), della Dinastia Qing, fu redatto un documento che regolava il dress code di Palazzo.
Gli abiti di corte erano divisi in tre grandi categorie: formale (Ch’ao-fu), semi-formale(Ch’i-fu), ed informale (Ch’ang-fu).

Piguet & Meyland e le forme sublimi del tempo

I coltelli da frutta musicali sono da sempre stati considerati dei tesori particolarmente rari preziosi, destinati più alla collezione che al vero uso. La maggior parte di essi possiede una lama singola, mentre è doppia in quello esitato a Milano il 12 dicembre 2022 a 137.600 euro, fatto che lo rende uno dei quattro esempi conosciuti al mondo di coltelli da frutta musicali a doppia lama, prodotti per il mercato cinese. Entrando in dettaglio di questo rarissimo ed eccezionale coltello da frutta musicale con orologio, in oro, smalti e Perle, realizzato per Il mercato cinese, probabilmente da Piguet e Meylan tra il 1805-1815 (…)

Giuseppe Valadier e la misura della fantasia

Giuseppe Valadier (Roma 1765 – 1839), architetto, orafo e argentiere tra i più importanti tra l’arcadia neoclassica e il tardo romanticismo, era figlio di Luigi una delle figure più importanti dell’arte decorativa del XVIII secolo nella Città Eterna. Le sue opere rispetto a quelle del padre  – dove convivevano l’esuberanza rococò e rigore neoclassico , e celeberrime nelle corti d’Europa per preziosità e stravaganza, sia nei materiali che nell’ideazione, tanto da evocare la classicità maestosa e sensuale della Roma imperiale tanto amata dai colti viaggiatori del Grand Tour (…)

Fulco di Verdura e un cuore azzurro avvolto di bellezza

La spilla “Wrapped Heart” di Fulco di Verdura risalente al San Valentino nel 1940, dopo 85 anni rimane una delle creazioni più romantiche di questo eclettico e gioielliere siciliano. Fulco Santostefano della Cerda, duca di Verdura (1898-1978), nacque in una famiglia aristocratica di Palermo, in Italia. Sviluppò fin da piccolo un’ambizione per il disegno e nutriva una grande attrazione per il mondo naturale. Spinto dalla sua creatività, a metà degli anni ’20 Verdura si recò a Parigi con la speranza di diventare pittore. (…)

Romanée-Conti. Un sogno divino

Nel villaggio di Vosne-Romanée, nel cuore della Borgogna, troviamo Domaine de la Romanée-Conti, spesso indicato semplicemente come DRC, un lembo di terra così leggendaria che il solo citarne il nome richiama alla mente ad un nettare degno degli Dei che banchettano nel Parnaso. La leggenda del vigneto Romanée-Conti risale a molto tempo fa ed è menzionata per la prima volta nel 1232 quando il vigneto era di proprietà del Monastero di Saint-Vivant. (…)

Ettore Sottsass e la forma dell’anima

Il genio di Ettore Sottsass è quello di un’artista imprestato al disegno industriale. Egli plasma le idee come uno scultore modella la creta e scolpisce il marmo. Come Cezanné usa le forme elementari e come Picasso scompone per comporre di nuovo.  Nell’asta di Forme del 17 giugno 2019 è stata battuta una sua rara lampada per Arredoluce del 1956 circa, il modello 12731, che spiega con quale estro creativo egli affrontasse la progettazione di una struttura illuminante.

Ignazio Gardella e le affinità armoniche delle forme

Per Ignazio Gardella l’architettura come il design è una continua e incessante riflessione sui principi partendo dagli esempi e risalendo alle idee che ognuno di questi contiene e su cui ognuno si conforma. Ogni progetto contiene un’idea forte e precisa, un’idea che nasce sempre dal mondo a cui l’opera è destinata. Dal desiderio di rendere più intelligente la nostra esperienza del mondo. Nella prossima asta di Design e Stile Italiano del 16 – 17 dicembre sarà esitata una poltrona “Digamma” progettata nel 1957 per Gavina (lotto 63, stima 3.000 – 4.000 euro).

Nell’icona l’archetipo della bellezza senza tempo

Persone e cose venivano rappresentate prive di peso, il corpo era dipinto secondo regole ascetiche, le vesti cadevano rigidamente, gli alberi e la natura circostanti venivano stilizzati. La testa, espressione dell’anima, diviene il fulcro dell’immagine; nello sforzo di mostrare il più possibile l’anima il pittore effigiava il volto in modo caratteristico (…) La figura diventava quella forma sensibile che permetteva all’uomo di elevarsi verso Dio. L’immobilità delle figure aveva un profondo significato religioso, perché la persona umana, conquistata una spiritualità divina, era in pace con sé stessa, serena, tranquilla: per questo nelle Icone i santi appaiono dipinti in stato contemplativo, impassibili e privi di dinamismo. (…)