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Dress code di corte tra colori e simboli

Se da noi si usa dire che “l’abito non fa il monaco” in Cina non è mai stato così. Sin dalle più antiche dinastie il colore ed il simbolismo ricamato degli abiti distingueva i ranghi sociali e militari e, durante il regno dell’imperatore Qianlong (1736-1795), della Dinastia Qing, fu redatto un documento che regolava il dress code di Palazzo.

Gli abiti di corte erano divisi in tre grandi categorie: formale (Ch’ao-fu), semi-formale(Ch’i-fu), ed informale(Ch’ang-fu). I primi venivano indossati nelle più importanti cerimonie quali ascensione al trono o cerimonie quali compleanni, matrimoni o cerimonie sacrificali, i secondi chiamati “Dragon Robe”, erano indossati da tutti coloro che facevano parte della corte o servivano l’imperatore in imprese ufficiali.

Le donne avevano abiti separati per occasioni formali, ed informali quest’ultimi erano due: Changyi con un pannello che attraversava da sinistra a destra, relativamente dritto, mentre Chenyi aveva uno spacco su ogni lato, permettendo la facilità di movimento.

La simbologia ampia fa emergere il drago quale simbolo imperiale che insegue la perla infuocata (simbolo di saggezza) con cinque artigli mentre per i cortigiani gli artigli erano quattro o tre. Sull’abito c’erano nove draghi di cui cinque visibili guardando di fronte e da dietro perché 5 e 9 erano numeri associati alla dignità del trono. I “Dodici Simboli” erano riservati agli abiti formali dell’imperatore. I simboli del buddhismo, del taoismo, fiori, piante, caratteri e animali venivano scelti a seconda degli abiti.

I ricami con fili di seta colorata, fili d’ oro o argento venivano ricamati con varie tecniche su seta semplice, raso, damasco o garza a seconda delle stagioni e delle funzioni.

I colori indicavano lo status dei ranghi cinque come i cinque elementi dell’universo: Blu (Est/legno) per i nobili. Bianco (Ovest/metallo) associato al lutto. Nero (Nord/acqua) per il rango minore. Rosso (Sud/fuoco) per i rituali del matrimonio e della nascita.

Giallo (centro/terra) riservato all’imperatore in quanto era considerato il centro del potere. Altri membri della famiglia imperiale indossavano varie sfumature di giallo/arancione, essendo vicini al centro del potere. L’abito informale dell’imperatore era spesso marrone rossastro, grigio o azzurro. Verde e rosa erano specifici per le donne.

Paradigmatico a questo riguardo uno splendido abito imperiale in seta a fondo giallo con draghi ed i “dodici simboli”,Jifu, periodo Jiaqing (1796-1820), che è stato aggiudicato a 204.836 euro.

Spicca – di questo eccelso e museale manufatto tessile – il ricco raso giallo meticolosamente tessuto con fili multicolori e dorati raffigura nove draghi a cinque artigli (uno sul lembo interno) che inseguono la perla fiammeggiante, su uno sfondo con motivo a wan blu densamente stilizzato e in mezzo a gruppi di nuvole a forma di ruyi intervallate da pipistrelli rossi con le pesche in bocca, caratteri shou e i ‘Dodici simboli dell’autorità imperiale’.

Il fondo e le maniche sono ricamati con onde che si infrangono a diagrammi terrestri, nuvole e fasce lishui, mentre gli avambracci di seta gialla sono lasciati semplici; il colore scuro dei polsini e il colletto in raso blu a forma di zoccolo di cavallo sono decorati con sinuosi draghi e pipistrelli sopra delle onde increspate su uno sfondo blu con sfondo pallido, con orli in filo d’oro e la fodera in seta azzurra fantasia.