Medardo Rosso e la fugacità della forma

Nel 1895 Medardo Rosso acquistò a Parigi uno studio in rue Caulaincourt (officina privata, a differenza dello studio per il pubblico sul boulevard des Batignolles), dove costruì i forni per sperimentare personalmente la fusione dei bronzi e la composizione delle leghe, e dove iniziò la produzione in cera, con cui è tradizionalmente identificata la sua opera. Milo Beretta, a cui è dedicata questa cera raffigurante il “Bambino ebreo” del 1895-1898 che sarà esitata nell’asta milanese di Arte Moderna e Contemporanea del 12 giugno 2025 (lotto 81, stima 80.000 – 120.000 euro), era nato a Montevideo nel 1875 (…)

L’eclettica meraviglia del collezionismo

Nel prossimo catalogo dell’asta genovese del 28 – 29 maggio 2025 dedicata alle collezioni di una nobile famiglia piemontese che comprende onorificenze, arredi, sculture, oggetti d’arte e una collezione di ventagli il fil rouge che unisce i quasi 500 lotti del catalogo è la varietà eclettica dell’offerta che attraverso i secoli racconta le infinite sfaccettature del collezionismo. Come acutamente sottolinea Italo Calvino “La collezione nasce del bisogno di trasformare lo scorrere della propria esistenza in una serie di oggetti salvati dalla dispersione, o in una serie di righe scritte, cristallizzate, fuori dal flusso continuo dei pensieri”. (…)

Vittorio Amedeo Cignaroli e i paesaggi felici dell’Arcadia

Vittorio Amedeo Cignaroli nel 1782 fu ricordato da Vittorio Amedeo III come il ‘nostro pittore in paesaggi e boscarecce’, distinguendosi così quale principale paesista del Rococò piemontese. Le sette tele qui presentate nel catalogo della Collezione Appendino che sarà esitata a Genova il 27 maggio 2025 (lotti dal 190 al 193 e dal 200 al 202) per qualità e varietà illustrativa si possono giudicare tra le migliori creazioni dell’artista, in cui l’arcadica visione è strettamente legata all’estetica pittoresca di gusto europeo e il genere paesistico assume valenze prettamente cortesi, luogo privilegiato della nobiltà.

Pietro Domenico Olivero. Sensibilità rocaille tra realtà e finzione

Pietro Domenico Olivero fu pittore per la corte sabauda dipingendo scene di genere raffigurando mercati, feste contadine e di piazza. Le sue composizioni risentono dell’influenza fiamminga di Callot e in particolare di Jan Miel (1599-1663) artefice che, dopo il soggiorno romano avvenuto tra il 1630 e il 1640, traspose nella capitale piemontese il gusto narrativo di Van Laer e dei ‘bamboccianti’. e tele qui presentate si possono considerare i capolavori dell’artista per esuberanza creativa, sapienza scenica e prospettica, in cui l’autore mette in scena cinque rappresentazioni allegoriche inerenti alla Pittura, all’Architettura, alla Scultura, alle arti ‘meccaniche’ e all’arte della Guerra (lotti 206 – 210, con la stima per tutti e cinque di 15.000 – 24.000 euro).

La collezione Appendino. Nell’eclettica varietà il gusto del Settecento piemontese

La raccolta Appendino va certamente inserita in quel felice filone collezionistico che ha caratterizzato, ed a lungo, le scelte degli appassionati d’arte del nostro Paese. In anni nei quali le arti decorative cominciavano ad acquisire un ruolo sempre maggiore nel campo degli studi, si cominciano a riunire insiemi che affiancano ai dipinti ed agli oggetti d’arte ceramiche, tappeti e mobili, visti non solo come completamento degli arredi ma anche e soprattutto come cornice utile e necessaria per comprendere pienamente la temperie artistica dei secoli precedenti. (…)

Una tazza Ginori per il cardinale Stoppani

Come è noto la produzione araldica doveva costituire, per molte manifatture di porcellana settecentesca, il campo di prova della propria eccellenza, destinata come era alle élite del tempo. Carlo Ginori, sempre con un occhio alla manifattura sassone, non trascurerà la produzione araldica: e tra i risultati più felici andrà certo inserito il servizio realizzato, probabilmente nel 1753, per il cardinale Stoppani che sarà esitata nell’asta milanese di Ceramiche e Vetri dell’8 maggio 2025 (lotto 538, stima 1.600 – 1.800 euro)

Porcellane, maioliche e vetri. Le delicate forme della grazia

La vendita milanese del prossimo 8 maggio 2025, presenta, oltre alla usuale panoramica di porcellane e maioliche italiane ed europee, due interessanti nuclei collezionistici.
Il primo è costituito da una bella raccolta di porcellane di Doccia, per la gran parte esempi di vasellame databile al primo periodo di attività della manifattura: tra i vari lotti segnaliamo una tazza bassa appartenente al noto servizio realizzato da Ginori per il prelato milanese Gianfranco Stoppani (1695-1774), elevato alla porpora nel 1753 (lotto 538, stima 1.600 -1.800 euro).

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