Ferro di cavallo. Quando l’aumento di valore è una rarità

Il “Ferro di cavallo” deriva il suo nome dalla sovrastampa apposta sui precedenti valori da 15 centesimi per aumentarne il valore postale a 20 centesimi, come prescritto nell’art. 5 della Legge 24 novembre 1864 nº 2006. La decisione, approvata in Parlamento nell’ottobre 1864, colse di sorpresa la stessa Amministrazione postale, che continuava ad ordinare all’Officina De La Rue di Londra la stampa del 15 centesimi, in base alle vecchie tariffe. La fornitura era arrivata ad almeno 60 milioni di esemplari del 15 centesimi…

L’erudita saggezza di Claudio nell’aurea moneta

Tiberio Claudio Nerone Germanico nacque a Lugdunum, la capitale della Gallia ai tempi di Augusto ‒ vicino all’attuale Lione ‒ nel 10 a.C. Era figlio di Antonia minore, nipote dell’imperatore Augusto, e di Nerone Claudio Druso, un potente generale dell’esercito romano, che morì l’anno seguente. Avendo coltivato la passione per la storia fin da giovane, vi si dedicò con dedizione e, cosa rara, non si concentrò soltanto sui romani, ma anche sui popoli che erano stati loro nemici, come gli etruschi e i cartaginesi. Si occupò anche di politica, di leggi, di geografia e scrisse perfino un trattato sul gioco dei dadi, uno dei più popolari tra la plebe romana. Nella prossima asta milanese di Monete e Medaglie del 25 giugno verrà esitata una moneta aurea di Claudio che in lato riporta la testa laureata dell’imperatore e dall’altra le mura merlate che racchiudono l’accampamento del pretorio (lotto 30, stima 8.000 – 12.000 euro).

Luigi Ontani e l’arte come gioco senza tempo

I lavori degli anni Novanta di Luigi Ontani riguardano in particolar modo la porcellana, infatti inizia in questo periodo una proficua collaborazione con la Bottega Gatti di Davide Servadei di Faenza, che porta alle cosiddette ErmEstEtiche, una serie di statue in ceramica dipinta ed oro zecchino. Esce proprio dalla prestigiosa Bottega Gatti di Faenza l’opera in terracotta dipinta in policromia raffigurante Cristoforo Colombo, realizzata da Luigi Ontani nel 1998 e presente nel catalogo dell’asta milanese di Arte Moderna e Contemporanea che 12 giugno 2025 (lotto 85, stima 50.000 – 90.000 euro)…

Collezione Ferrero. Lenci e la forma della fantasia

La Lenci alla guida di Enrico ed Elena Scavini si inserisce nel…

Collezione Ferrero. Lenci e la forma della fantasia

La Lenci alla guida di Enrico ed Elena Scavini si inserisce nel…

Collezione Ferrero. Lenci e la forma della fantasia

La Lenci alla guida di Enrico ed Elena Scavini si inserisce nel…

Collezione Ferrero. Lenci e la forma della fantasia

La Lenci alla guida di Enrico ed Elena Scavini si inserisce nel…

Collezione Ferrero. Lenci e la forma della fantasia

La Lenci alla guida di Enrico ed Elena Scavini si inserisce nel…

Collezione Ferrero. Lenci e la forma della fantasia

La Lenci alla guida di Enrico ed Elena Scavini si inserisce nel…

Collezione Giuseppe e Gabriella Ferrero. Lenci e la forma della fantasia

Intervista di Luca Violo a Giuseppe Ferrero

La Lenci alla guida di Enrico ed Elena Scavini si inserisce nel contesto di Torino tra le due guerre, riuscendo con successo a coniugare industria e arte, spirito d’impresa e vocazione al contemporaneo. Iniziarono la loro produzione ceramica in un momento di grande slancio per le manifatture italiane e di affermazione in ambito europeo, individuando sin dal principio in una serie di temi e modelli il proprio mercato. Un’impresa importante con oltre seicento dipendenti e un gruppo di giovani protagonisti della scena culturale cittadina tra le due guerre. In questo la Casa Ceramica Lenci è un esempio che fa sintesi dei molti lati per noi affascinati di Torino in quel periodo storico.