La movimentazione dell’arte nella massima sicurezza

Ogni anno in Italia, solo per l’area museale, si muovono in entrata…

La movimentazione dell’arte nella massima sicurezza

Intervista di Luca Violo a Alvise di Canossa

Ogni anno in Italia, solo per l’area museale, si muovono in entrata e in uscita all’incirca un milione e quattrocentomila pezzi, che vanno dal capolavoro assoluto all’oggetto di minor valore. Penso che nell’ottica del nostro tipo di servizio sia fondamentale garantire, a qualunque tipologia di bene artistico, la massima sicurezza nella sua movimentazione. È evidente che davanti a questi numeri dobbiamo ottemperare a un’efficienza operativa la più valida possibile, perché non è solo la perdita del pezzo in sé, quanto che ogni pezzo è quasi sempre unico sotto molti aspetti, impossibile da riprodurre; quindi il danno sarebbe totale e inaccettabile.

Carol Rama. Nel caos del tutto l’arte dell’anima

L’arte del XX secolo ha visto spesso incrociarsi artisti e movimenti tra loro lontani come galassie, ma uniti dalla reciproca volontà di esplorare i reconditi spazi dell’animo umano, che oltre le ideologie, s’interrogava e si rifletteva nelle babeliche espressioni di un presente sempre più incerto. Carol Rama, nella sua lunga e feconda esperienza umana e artistica è stata un’artista eccentrica e poliedrica capace d’evolversi dagli inizi torinesi negli anni Trenta come allieva e frequentatrice assidua dell’atelier di Felice Casorati (…)

Pietro Chiesa. La semplicità complessa

di Valerio Terraroli

Il rigore delle linee, la pulizia delle lastre in vetro cristallo, incise con un motivo a losanghe dall’eco secessionista, la semplicità complessa fanno di questo mobile bar un pezzo davvero eccezionale del design italiano a metà degli anni Trenta. Inciso nel rivestimento ligneo interno, come facevano gli antichi maestri artigiani, compare il monogramma “FX”. Si tratta della “Fontana Arte” di Pietro Chiesa, uno dei più originali e inventivi proto designer italiani del Novecento, capace di coniugare sapienze artigianali raffinatissime e imprenditorialità industriale, senza perdere mai di vista il carattere fondante dello “stile italiano”: il glamour.

Un portaprofumo neogotico e la restaurazione eclettica di Jacob Petit

Jacob Petit (Parigi 1796 – 1868) dopo aver imparato a disegnare da autodidatta, entra come studente nell’atelier del pittore Antoine-Jean Gros, discepolo di Jacques-Louis David. Un portaprofumo di un caratteristico ed esuberante stile neo gotico, pur non firmato, riporta ai prodotti della sua versatile creatività (lotto 277, stima 100 – 150 euro). A partire dal 1830, dalla sua succursale parigina uscirono fino ai pieni anni Cinquanta del secolo intriganti porcellane dalla decorazione variegata e vivace che tanto piaceva all’epoca, una sorta di elegantissimo horror vacui benissimo rappresentato in questo piccolo oggetto fortemente scultoreo. (…)

Picasso. Gigante della modernità

Picasso ha divorato la pittura, la scultura, la ceramica, qualsiasi manifestazione d’arte che il XX secolo poteva offrire, prosciugato alla fonte tutti i segni, le forme e i colori, che i secoli precedenti avevano pazientemente raccolto fondando la cultura figurativa occidentale. Picasso il cannibale, che sperimenta dal primo all’ultimo giorno della sua frenetica e stupefacente vita, tutte le galassie della creatività umana con una passione e freschezza commovente (…)

Quando un mobile diventa teatro di un segreto meraviglioso

Lo stipo monetiere è un mobile da wunderkammer che nel Rinascimento assunse le caratteristiche di manufatto estremamente prezioso dalla forma architettonica complessa arricchita, negli esemplari più esclusivi, da bronzi dorati al mercurio, incrostazioni d’avorio e di pietre dure, di madreperla e corallo, con piccoli dipinti e incisioni.  
Un’oggetto creato per custodire segreti, spesso regali e aristocratici, che esalta la fantasia e il talento dell’ebanista e il gusto del committente. (…)

Rolex Daytona e Paul Newman: l’icona che fa storia

Intervista di Luca Violo a Michele Rosa. Responsabile Orologi da polso

Se compariamo due Daytona della stessa referenza e in simili condizioni di preservazione, quello dotato di quadrante Paul Newman indicativamente ha un valore che va dal doppio fino anche a cinque volte il rispetto alla sua variante standard. (…) Sicuramente buona parte del suo successo è dovuto al connubio con un nome così iconico come quello di Paul Newman – un attore di rara bellezza e un grande appassionato delle corse sportive – ma comunque anche i modelli di Daytona standard dell’epoca hanno il loro successo in termini di collezionismo (…)

Francesco Guardi e il capriccio come epifania della memoria

Nel Settecento del Grand Tour il ricordo, la memoria del Viaggo in Italia sulle orme di Gorthe può essere rappresentato in pittura, come una veduta di un luogo urbano o di un paesaggio, che può rappresentare topograficamente il luogo visitato ma può essere anche di fantasia, un capriccio, magari arricchito di rovine architettoniche, così tipiche dell’ambiente italiano del tempo. A Venezia si forma un’importante scuola di vedutisti dove emergono Canaletto Bellotto e Francesco Guardi. I capricci di Guardi sono costruiti su vibranti e impalpabili segni dove l’artista lascia trasparire un sentimento che solo in lui è documentato con tale seduzione: la decadenza di Venezia (…)

Octavianus Monfort e le nature morte barocche su pergamena

Octavianus Montfort (documentato in Piemonte tra il 1680 e il 1689) è un artista noto per la produzione di raffinate nature morte dipinte a tempera su pergamena. Notizie che lo riguardino sono scarse e le fonti artistiche non riportano informazioni utili a definirne la vicenda biografica. Nell’asta Web-Only di Dipinti Antichi e del XIX secolo aperta fino all’11 febbraio 2025 sono presenti una “Coppia di piatti con frutta, fiori e crostacei” dipinti con delicata sensibilità a tempera su pergamena applicata su tavola (lotto 97, stima 5.000 – 8.000 euro)