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Picasso. Gigante della modernità

Picasso ha divorato la pittura, la scultura, la ceramica, qualsiasi manifestazione d’arte che il XX secolo poteva offrire, prosciugato alla fonte tutti i segni, le forme e i colori, che i secoli precedenti avevano pazientemente raccolto fondando la cultura figurativa occidentale. Picasso il cannibale, che sperimenta dal primo all’ultimo giorno della sua frenetica e stupefacente vita, tutte le galassie della creatività umana con una passione e freschezza commovente, perché la forza vigorosa della giovinezza – come la nascita di una sorgente d’acqua – nelle infinite maturità si alimenta ossessivamente, per divenire nell’ultimo tratto della sua produzione, una travolgente cascata di idee primigenie.

L’uso della tecnica mista è la prova che il maestro di Malaga usa tutto ciò che gli serve a rendere immediatamente tangibile il suo incessante entusiasmo creativo.

Fori, triangoli, rettangoli e cerchi, sono queste le figure geometriche che hanno permesso a Picasso di realizzare i protagonisti dei suoi più importanti dipinti del periodo africano e successivamente cubista. Gli elementi iconici dell’intera carriera artistica vengono rielaborati e riprodotti nel- l’ultima fase della sua produzione, fino ad arrivare all’estate del 1972, perio- do in cui si inserisce quest’opera.

Picasso con la sua prorompente e inesauribile creatività dà vita nello stesso giorno, dello stesso anno, a due opere diverse ma presenti sullo stesso supporto. L’arte africana è considerata dal- l’artista veicolo di un linguaggio potente e fortemente espressivo. Sintesi di for- me e manifestazione simbolica, evoca forze spirituali che si manifestano nello spazio umano. Stesso linguaggio espressivo è ripreso nell’ultima fase della sua vita, nella quale l’artista sviluppa la necessità di esprimere una sensazione di morte imminente, tanto da realizzare nei mesi estivi del 1972 una serie di au- toritratti su questa tematica.

Un orientamento al primo cubismo si può notare sul secondo profilo, il quale mostra un nudo di donna e una maschera, oggetto profondamente diverso dall’immaginario occidentale. In questo caso Picasso non intende fornire un’im magine frontale del soggetto, ma ripreso da più punti di vista per rappresentarne la realtà così come è e non come appare. Voracemente lavorata in entrambi i lati, essendo di fatto due opere distinte, dove Picasso si arrovella per cogliere il segno che lo renderà per sempre l’immortale gigante della modernità.

Pablo Picasso, Senza titolo, 1972, tecnica mista su carta, cm 36,5 x 29 (recto). Aggiudicata a € 192.860

Pablo Picasso, Senza titolo, 1972, tecnica mista su carta, cm 36,5 x 29 (verso). Aggiudicata a € 192.860