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PROGETTO APOLLO. Verso una riforma del mercato dell’arte

di Giuseppe Calabi e Valentina Favero (CBM&Partners)

Wannenes si è recentemente unita al Progetto Apollo, un gruppo di interesse – composto dai principali esponenti della filiera del mercato dell’arte – che promuove un progetto di riforma della normativa sulla circolazione dei beni culturali. L’obiettivo di questo progetto è la razionalizzazione e semplificazione della normativa, senza tuttavia compromettere la funzione della tutela del patrimonio artistico consacrata nell’art. 9 della Costituzione.
L’esigenza di proporre una riforma nasce da limitazioni legislative e impostazioni regolamentari anacronistiche che hanno a lungo paralizzato il mercato dell’arte italiano, il quale non cresce come gli altri mercati europei e internazionali.
Infatti, in un mercato che, secondo il Tefaf Art Market Report 2015, genera un fatturato di circa 51 miliardi di euro a livello globale, l’Italia detiene soltanto l’1% della quota di mercato: un dato irrisorio, soprattutto se confrontato con il Regno Unito che, pur avendo un patrimonio artistico di gran lunga inferiore al nostro, genera circa il 20% del fatturato globale ed è il Paese con il maggior numero di importazioni ed esportazioni a livello mondiale.
Le ragioni di tale stagnazione devono essere rinvenute essenzialmente in una normativa che impone un indiscriminato controllo all’esportazione per qualsiasi oggetto d’arte che sia opera di autore deceduto e che abbia più di 50 anni, senza tener conto del valore economico obiettivo e ricorrendo a criteri di assoluta discrezionalità, da parte degli Uffici Esportazione, nel giudizio circa lo specifico interesse per il patrimonio culturale nazionale.
Che si tratti di un’opera di De Chirico o un acquerello di un artista sconosciuto, ogni oggetto d’arte deve essere fisicamente visionato da una commissione di funzionari della Soprintendenza e la relativa pratica deve essere trasmessa all’amministrazione centrale che – teoricamente – risponde entro i successivi 10 giorni. In pratica, non esistono termini perentori e, quindi, i tempi per ottenere un attestato di libera circolazione superano ampiamente i 40 giorni previsti in totale dalla legge, creando molte difficoltà a quegli operatori che devono spedire le opere all’estero.
Inoltre, la grande discrezionalità che caratterizza l’azione amministrativa comporta grosse incertezze circa l’esito delle procedure. Infatti, indipendentemente dal valore economico dell’opera, quando gli Uffici Esportazione rilevano un particolare interesse culturale negano il rilascio dell’attestato di libera circolazione e danno automaticamente avvio alla procedura di dichiarazione di interesse culturale (la c.d. “notifica”).
Questo costituisce un grave deterrente per coloro che, pur volendo vendere o anche solo esibire un’opera all’estero, sono frenati dalla possibilità che l’amministrazione possa dichiarare l’opera di interesse culturale, negando così una volta per tutte la possibilità che l’opera lasci il territorio nazionale.
Si capisce perciò come gli operatori del settore siano fortemente penalizzati, rispetto ai colleghi europei, a causa di un impianto normativo eccessivamente protezionista e un’ipertrofia amministrativa che non ha eguali a livello europeo.
Ecco dunque che la riforma sostenuta dal Progetto Apollo promuove innanzitutto l’introduzione delle soglie di valore che sono già previste, in base alla normativa europea, per le esportazioni fuori dal territorio Ue – anche alle esportazioni all’interno del territorio europeo. In particolare, l’estensione delle soglie di valore previste dal Regolamento europeo consentirebbe l’uscita, sulla base di una semplice autocertificazione, di dipinti fino ad un valore di 150.000 euro e di libri e sculture, fino ad un valore di 50.000 euro.
In secondo luogo, il Progetto Apollo promuove l’allungamento della soglia temporale di rilevanza al fine della tutela da 50 anni a 70 anni dalla data della creazione dell’opera, in caso di artista defunto, per valorizzare l’arte contemporanea, permettendo a tutte le opere che hanno meno di 70 anni di uscire liberamente dal territorio italiano, sulla base di un’autocertificazione.
Non da ultimo, il gruppo di interesse richiede la revisione dei criteri – attualmente contenuti in una Circolare del Ministero dell’Istruzione del 1974 – cui l’amministrazione deve attenersi nelle procedure riguardanti le esportazioni, estendendo gli stessi criteri alle dichiarazioni di interesse culturale (c.d. notifiche), al fine di rendere più rigorosa e meno arbitraria la dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante dell’opera.
Negli ultimi mesi la delegazione del gruppo di interesse si è frequentemente confrontata con numerosi esponenti delle principali forze politiche, con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT).
Al termine di lunghe negoziazioni (che hanno portato ad escludere altre richieste del gruppo di interesse, quali l’introduzione del silenzio assenso e di un termine perentorio per la procedura del rilascio dell’attestato di libera circolazione), la proposta di riforma promossa dal Progetto Apollo è stata inserita nel disegno di legge n. 2085 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), assegnato all’esame della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo).
In attesa della votazione del testo del disegno di legge, confidiamo che questa riforma aiuti a superare l’immobilismo in un settore molto importante per il nostro Paese e che permetta di raggiungere una maggiore competitività in un mercato che è sempre più globalizzato.