Con la piena realizzazione della rivoluzione industriale e l’ascesa della borghesia come perno del benessere economico, politico e sociale della società, il XIX secolo trova nella famiglia l’icona di equilibrio, coesione e forza, tra laica operosità e fedele osservanza religiosa.
Il nucleo familiare è scrigno dei valori da difendere e tramandare attraverso le generazioni, con una continuità d’intenti che in sé è paradigma di progresso e specchio in vitro del concetto di produzione industriale, scandita da una precisa suddivisione delle mansioni e delle responsabilità: l’uomo decide le priorità in virtù di una radicata tradizione patriarcale, ma soprattutto per un ruolo sociale acquisito non più dal censo ma da una dinamica emancipazione economica. La donna, oltre ad essere luminosa testimone di un status convenientemente raggiunto, è delegata ad una amorevole procreazione e ad un ruolo educativo che diventa esempio ideale di eleganza e virtù.
La casa è lo spazio fisico e simbolico dell’amore coniugale: angelo del focolare, la figura femminile è oggetto di un rispetto e di un culto sentito e profondo, che tra doveri privati e obblighi pubblici, nell’Ottocento diviene piena consapevolezza del proprio ruolo sociale.
L’uomo e la donna del XIX secolo sono individui che si definiscono attraverso l’etica del lavoro e della famiglia, capace di alimentare sia la cultura del fare sia quella dell’essere, il desiderio d’ascesa e la passione nel promuovere la bellezza dell’atto creativo. Parole, immagini, forme e colori divengono patrimonio del fare e dell’essere di una civiltà.
Il mecenatismo borghese nasce dal desiderio di condividere il benessere personale con la comunità degli individui che formano la società, per tramandare un’immagine delle proprie scelte attraverso la bellezza, che scevra delle quotidiane necessità incarna l’equilibrio tra ragione e sentimento.
Il ritratto di famiglia, dipinto o scolpito, rappresenta la condivisione degli affetti che assurge a valore assoluto dell’origine dell’identità: essere è riconoscersi attraverso gli altri, e ritrarre la propria discendenza innalza il legame parentale a testimonianza immortale della memoria.
Due esempi li possiamo trovare nell’asta web-only di Dipinti Antichi e del XIX secolo in corso fino al 10 maggio, nell’intimo doppio Ritratto di Lili e Nadia Boulanger di Jean Marcel Poussard (Sedan 1891 – 1972) (lotto 262, stima 1.000 – 1.500 euro), ma soprattutto nelle Signore al parco di Friedrich Stahl (Monaco di Baviera, 1863 – Roma, 1940), realizzato ad acquarello, tempera e china su carta (lotto 267, stima 500 – 700 euro) che ripropone in tutta la sua freschezza uno spaccato della vita e del gusto a cavallo tra Ottocento e Novecento, con tutta la joie de vivre e la fiducia nel progresso che contraddistinse la Belle Époque.

