Joseph Abramovich Marchak nacque nel 1854 a Ignatovka, da una famiglia ebrea ucraina. All’età di 14 anni, lasciò la sua città natale e la sua famiglia per iniziare un apprendistato in un laboratorio orafo. Dieci anni dopo, nel 1878, fondò la Maison Marchak a Kiev e, nel giro di un anno, si trasferì da un quartiere povero alla via principale della città, guadagnando progressivamente notorietà. Con l’affinarsi della sua produzione, passò rapidamente dalla realizzazione di catene alla creazione di pezzi innovativi, mettendo a frutto il suo talento di orafo e gioielliere.
Nel giro di vent’anni, la Maison era diventata la più importante gioielleria dell’Impero russo e il suo marchio era conosciuto da tutti. Non passò molto tempo prima che venisse soprannominato “il Cartier di Kiev”, il diretto rivale del celebre Fabergé.
Joseph Marchak morì prematuramente di cancro all’età di 64 anni nel 1918. Il figlio minore, Alexander, ereditò lo spirito creativo del padre. A causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, la famiglia Marchak fuggì in Francia, nascondendo gli ultimi resti delle proprie creazioni di gioielleria sotto i vestiti.
Appena arrivato a Parigi, Alexander aprì una gioielleria in Rue de la Paix, al numero 4, proprio accanto a Place Vendôme, il cuore del commercio del lusso. Fedele alle sue origini familiari, l’originalità e la qualità delle creazioni di Alexander lo distinguevano dagli altri gioiellieri parigini: l’azienda era nota per i suoi stili fortemente romantici, con motivi che includevano uccelli e fiori. Nodi, cestini e anelli venivano incorporati insieme a pietre preziose e pietre di luna, giada intagliata e intarsi di madreperla, creando un tocco orientale.
Negli anni ’50 Marchak abbracciò il nuovo stile emergente di temi tratti dalla natura e dagli animali, in particolare uccelli, motivi floreali e vegetali, che divennero i pilastri del suo design e sostituirono le stilizzazioni lisce e levigate degli anni ’30. Gli uccelli riacquistarono le piume, i rami vennero texturizzati per assomigliare alla corteccia, e foglie e altri elementi furono resi in modo naturalistico. Marchak incorporò anche alcuni dettagli che conferivano estro e dinamismo ai suoi disegni: usò catene a coda di volpe come pinne di pesce, piume di uccello, stami di fiori, e ovunque ciò potesse aggiungere movimento e dimensione al gioiello.
Un esempio del vivace e raffinato estro creativo di Marchak è la spilla stilizzata a forma di tulipano in oro, platino, rubini, smeraldi e diamanti, esitata da Wannenes a 50.800 euro.