Il “San Girolamo” di Jusepe de Ribera, esitato da Wannenes nel marzo 2024 a 300.100 euro, è collocato dagli studiosi al primo periodo romano dell’artista spagnolo, tra il 1612 e il 1616. Nato nel 1591 a Xàtiva, vicino Valencia, il giovane Ribera è talentoso e spregiudicato, frequenta i caravaggeschi del Nord, e interpreta la realtà del Merisi con un ardore espressivo che meraviglia e stupisce: come scriveva Raffaello Causa, “la ripresa veristica è spinta al di là di ogni limite convenzionale, disconoscendo qualsiasi condizionamento di decoro… È per tutta l’opera di Ribera come un canto spiegato alla vecchiaia, al dolore fisico, al disfacimento della carne…” (“La pittura a Napoli da Caravaggio a Luca Giordano” in “Civiltà del Seicento a Napoli”, Electa, 1984, pag. 101).
Riferito alla cerchia di Baburen e successivamente a Wouter Crabeth da Benedict Nicolson, il dipinto è stato indipendentemente attribuito e pubblicato nel 2003 da Gianni Papi e Nicola Spinosa quale rilevante e precoce opera di Jusepe de Ribera, realizzata quando l’artista era appena giunto a Roma e influenzato dai seguaci francesi e fiamminghi di Caravaggio. Gli studiosi hanno indicato chiare affinità stilistiche tra questo dipinto e il “San Girolamo” firmato ora in collezione privata a Toronto (Cfr. G. Papi 2002; Spinosa, 2003, n. A2) evidenziando l’alta qualità delle stesure e i segni evidenti delle pennellate su cui l’artista ha tornito le forme con lumeggiature. Un altro utile confronto è con il “Mendicante” appartenente alla Galleria Borghese, la cui datazione al 1612-1613 offre un utile appiglio cronologico.
La vicenda dell’attività romana di Ribera è, quindi, un fatto recente e prende l’avvio nel 2002 grazie a Gianni Papi che assegnò al giovane Ribera le opere fino ad allora riferite all’anonimo Maestro del Giudizio di Salomone, traendo spunto dal soggetto di una tela conservata alla Galleria Borghese, che nel 1952 Roberto Longhi interpretò di un artista probabilmente di origini francesi, e attivo a Roma nel secondo decennio del Seicento. Come sappiamo la presenza a Roma del pittore si attesta tra il 1612 e 1616, poi documentato a Napoli, in questi anni Ribera acquisì al meglio la cultura caravaggesca. Tornando alla datazione Papi presume che sia antecedente al “San Girolamo” canadese e alla tela di Langres, ponendola verosimilmente al 1612.