Fondazione Achille Castiglioni. Una casa delle idee

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di Giovanna e Carlo Castiglioni

Si varcava quel portone e si aveva la netta sensazione di entrare in un mondo dove tutto ciò che riguardava l’esterno, non poteva avere spazio o ascolto; lo studio era il luogo del lavoro inteso in senso puro, dove le idee, i discorsi, le risate ‘progettuali’, l’ironia di uno schizzo risuonavano e rimbalzavano tra le menti e le pareti, bucando la fitta coltre del fumo di sigaretta, accompagnati dal suono della carta delle caramelle scartate o dall’aroma di un cioccolatino. Lo studio era una sorta di seconda casa per i fratelli Castiglioni, questa è la verità. Una seconda casa dove si divertivano moltissimo, una casa che amavano tanto se non di più di quella dove effettivamente vivevano, un luogo dove si sentivano accolti, completi, perfettamente ‘a fuoco’…

Mario Sironi. Immortale, monumentale e severo

Nato a Sassari nel 1885, Mario Sironi vive un’infanzia influenzata dall’arte e dalla cultura: la madre era una musicista, mentre il nonno materno e lo zio paterno erano entrambi architetti e scultori. Trasferitosi a Roma nel 1856, durante l’adolescenza si immerge nella lettura di classici letterari e filosofici. Inizialmente iscritto a ingegneria nel 1902, abbandona gli studi per una grave depressione spostando il suo interesse verso la pittura. In questa fase della sua vita ha modo di conoscere Umberto Boccioni e Giacomo Balla. Sebbene fosse inizialmente in disaccordo con le idee promosse da Boccioni, presto Sironi si unisce al movimento futurista adattandone lo stile alle sue inclinazioni artistiche…