Il testone d’argento di Pietro Bérard. Una bellissima moneta rinascimentale

Il peso e modulo della moneta del testone in argento spingono a porre la moneta con il grossone da 20 soldi imperiali – anche noto come testone – introdotto dal duca Galeazzo Maria Sforza (1466-74) nella zecca di Milano, realizzato in diverse altre officine monetarie italiane ed estere ancora nel primo e secondo quarto del Cinquecento con caratteristiche immutate. La coniazione di un grossone da parte della zecca di Desana non deve sorprendere. Essa si innesterebbe in un filone avviato proprio nei primi anni del Cinquecento da parte di diverse altre zecche, in particolare in area piemontese, e contraddistinto dalla produzione di contraffazioni dei più diffusi nominali battuti all’epoca dalla zecca di Milano…

Le civilisateur. La vita suggerita di Magritte

di Xavier Canonne

Quando nel dicembre 1965, su invito del suo avvocato e collezionista Harry Torczyner, René Magritte fece il suo primo e unico viaggio negli Stati Uniti in occasione della sua retrospettiva al Museum of Modern Art di New York, il pittore si preoccupò di sapere se potesse portare il suo cane in aereo e se gli hotel americani tollerassero i cani. È molto probabile (c’è da scommettere) che una risposta negativa, unita al suo poco piacere per i viaggi, avrebbe portato Magritte a rifiutare l’offerta. In riconoscimento della sua autorizzazione a riprodurre il motivo dell’uccello dalla silhouette di cielo, la compagnia aerea belga permise eccezionalmente di far viaggiare il suo cane in cabina: Loulou conobbe così, con i suoi padroni, “il suo battesimo dell’aria” e il suo soggiorno oltre-Atlantico…

Donatello. Tornano a San Lorenzo le porte della Sagrestia Vecchia

Donatello lavorò alle porte con la tecnica della fusione a cera persa,…

Donatello. Tornano a San Lorenzo le porte della Sagrestia Vecchia

Donatello lavorò alle porte con la tecnica della fusione a cera persa,…

Donatello. Tornano a San Lorenzo le porte della Sagrestia Vecchia

Donatello lavorò alle porte con la tecnica della fusione a cera persa,…

Donatello. Tornano a San Lorenzo le porte della Sagrestia Vecchia

Donatello lavorò alle porte con la tecnica della fusione a cera persa,…

Donatello. Tornano a San Lorenzo le porte della Sagrestia Vecchia

Donatello lavorò alle porte con la tecnica della fusione a cera persa,…

Donatello. Tornano a San Lorenzo le porte della Sagrestia Vecchia

Donatello lavorò alle porte con la tecnica della fusione a cera persa,…

Donatello. Tornano a San Lorenzo le porte della Sagrestia Vecchia

di Luca Violo

Donatello lavorò alle porte con la tecnica della fusione a cera persa, che gli consentiva una grande libertà esecutiva, in un getto unico di metallo massiccio. Plasmò i battenti in venti riquadri incorniciati da fregi, e in ognuno, come a volersi fronteggiare, ritrasse una coppia di santi, le cui identità restano per la maggior parte incerte, poiché Donatello antepose la sua libertà creativa a una precisa iconografia dei soggetti. (…) Qui Donatello costruisce un memorabile campionario di forme plastiche di variegata e bizzarra fantasia, in uno spazio atemporale dove l’unico obiettivo è cogliere l’essenza dell’espressione per giungere all’anima della materia…

L’Opera del Duomo di Firenze. Teatro di sculture

di Timothy Verdon

Sin dall’inaugurazione il 29 ottobre 2015, il Nuovo Museo dell’Opera del Duomo di Firenze è riconosciuto come uno tra i più innovativi allestimenti museali del XXI secolo, passando dalla media annuale del vecchio museo, di 60,000 visitatori,  agli oltre 600.000 odierni.
Dall’apertura al pubblico nel 1891, il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze è stato in continua espansione, con ampliamenti, ristrutturazioni e nuovi allestimenti negli anni 1931-1937, 1948-1950, 1954, 1965-1967 e 1998-2000. L’ultima e più ambiziosa di queste trasformazioni risale al 2010-2015, quando i preesistenti spazi sono stati più che raddoppiati con la reintegrazione di una vasta proprietà per secoli appartenente all’Opera ma alienata nel tardo Settecento…