Donatello lavorò alle porte con la tecnica della fusione a cera persa, che gli consentiva una grande libertà esecutiva, in un getto unico di metallo massiccio. Plasmò i battenti in venti riquadri incorniciati da fregi, e in ognuno, come a volersi fronteggiare, ritrasse una coppia di santi, le cui identità restano per la maggior parte incerte, poiché Donatello antepose la sua libertà creativa a una precisa iconografia dei soggetti. (…) Qui Donatello costruisce un memorabile campionario di forme plastiche di variegata e bizzarra fantasia, in uno spazio atemporale dove l’unico obiettivo è cogliere l’essenza dell’espressione per giungere all’anima della materia…
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