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The Italian Love: Scotch whisky

Gelasio Gaetani d’Aragona, Alessio Leonardi

Gli italiani sono sempre stati degli esterofili; alla perenne ricerca della bellezza, della buona cucina e del buon bere. Non a caso, il whisky in Italia è stato sempre considerato qualcosa di più di una semplice bevanda da sorseggiare a fine pasto. La cultura del Bel Paese, unito alla voglia di apprezzare prodotti di alta qualità, hanno portato gli italiani ad appassionarsi sempre di più ai distillati. La varietà del whisky rappresenta una vera attrazione per il collezionista e gli italiano furono i primi ad essere folgorati da questa passione: una sorta di giostra di colori, un caleidoscopio di emotività suscitata dalla storia di centinaia di distillerie, etichette, blend, finishing e bottiglie dalle età differenti. Oltre a queste ci sono poi gli imbottigliamenti per anniversari, commemorazioni, decanter, brocche di ceramica, per non parlare delle scatole di legno, metallo, pelle differenti, fino ad arrivare agli imbottigliamenti personali dedicati ai grandi collezionisti che hanno dedicato una vita alla ricerca dell’eccellenza. Però l’aspetto più interessante del whisky sono le quantità limitate che vengono prodotte e loro gradazioni. Alcune volte determinate distillerie producono un numero così basso di bottiglie, legate a specifiche gradazioni, che possono essere assimilate al “pezzo unico”. Il mercato su scala internazionale del whisky, nato alla fine dell’Ottocento sulla spinta della rivoluzione industriale e della fillossera che distrusse più della metà dei vigneti europei, si muoveva principalmente verso i blend. Le distillerie che mettevano il loro nome sulle bottiglie erano davvero pochissime. Infatti, accanto a loro nascevano i famosi “merchants” che muovevano realmente le file del mercato e che permisero a diverse distillerie di sopravvivere fino ad oggi. Uno dei maggiori contributi se parliamo di Scotch whisky, arriva dai nostri imbottigliatori indipendenti, ai selezionatori e agli importatori. Parliamo di Silvano Samaroli, della Sestante di Rino Mainardi acquisito e rilanciato da Massimo Righi con il nome di Silver Seal e della High Spirits nota anche con il nome di Intertrade di Ferdinando “Nani” Fiore. La Wilson&Morgan – che a dispetto del nome britannico – cela le origini italiane della famiglia Rossi di Treviso, la Hidden Spirits, giovane marchio fondato da Andrea Ferrari, ed infine la Moon Import, storico marchio genovese fondato nel 1980 da Pepi Mongiardino che si occupa della selezione dei malti e della creazioni di etichette indimenticabili. Una grande spinta venne data anche dagli importatori come la Giovinetti di Bologna, la Filippi Fausto e la Bonfanti. Possiamo dire che gli italiani sono sempre stati un popolo di Santi, poeti, navigatori….e collezionisti…di Whisky