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Romano Dal Forno. Potenza, vigore, eleganza esemplare

È il 1957 quando Romano Dal Forno, all’età di 22 anni fece un incontro che gli cambierà la vita: quello con Giuseppe Quintarelli, l’artista – artigiano della Valpolicella.

Dopo anni di esperienza sul campo, nel 1983 Romano assieme alla moglie Loretta, decide di fondare la sua azienda: poco più di 12 ettari al centro della Val d’Illasi a est di Verona. Oggi gli ettari sono raddoppiati ma la resa resta bassissima per mantenere la grande qualità di questa meraviglia che nasce da un mix di uve: corvina, rodinella, oseleta e croatina, provenienti tutti da piante con almeno 10 anni di vita.

L’Amarone affina 3 anni in barriques e altri 2 anni in bottiglia; un lunghissimo riposo per un vino dalle incredibili potenzialità. Una volta aperto, nel calice si presenta color rosso rubino, impenetrabile. Al naso è ricchissimo di sensazioni: si apre su toni balsamici seguiti da sentori di confettura di gelsi e amarene. Lasciato ossigenare, svela profumi più evoluti di caramello, cioccolata, tartufo e cuoio. In bocca il finale è lunghissimo.

Potenza, vigore, eleganza: emblematico riassunto della filosofia di Romano Dal Forno il cui l’Amarone risplende di una complessità che potremmo definire esemplare.

L’Amarone di Romano Dal Forno, oggi affiancato dal figlio Marco, è diventato un altro grande mito della Valpolicella, fortemente diverso da quello del suo mentore il cui approccio è sempre stato rigorosamente “tradizionalista”, ma ugualmente emozionante. Un’opera all’olfatto, un’arte al palato.

Nel catalogo dell’asta web-live “Una grande selezione di vini italiani e francesi” che si terrà tra il 29 e 30 ottobre 2024 nella seconda sessione delle cinque in programma (relativa ai lotti tra il 149 e il 307) saranno esitati diciotto lotti (dal 232 a 249) dedicati ad una selezione di bottiglie di Romano dal Forno dal 2008 al 2011.

Dell’Amarone della Valpolicella Monte Lodoletta del 2008 verranno presentati un lotto da sei bottiglie da 75 cl (lotto 237, stima 1.200 – 1.800 euro) uno da 12 bottiglie da 75 cl (lotto 238, stima 2.200 – 3.500 euro), un magnum da 150 cl con la confezione originale in legno (lotto 239, stima 150 – 350 euro), e un doppio magnum da 300 cl con la confezione originale in legno (lotto 240, stima 1.200 – 1.800 euro). Del 2009, un lotto da sei bottiglie da 75 cl (lotto 234, stima 1.200 – 1.800 euro), da nove da 75 cl (lotto 235, stima 1.700 – 2.600 euro) e ventiquattro bottiglie da 75 cl (lotto 237, stima 5.000 – 7.000 euro). Tre bottiglie del 2010 da 75 cl del (lotto 233, stima 500 – 850 euro) e tre del 2011 (lotto 232, stima 500 – 850 euro).

Del Valpolicella Superiore Monte Lodoletta del 2008 verranno presentati un lotto da sei bottiglie da 75 cl (lotto 247, stima 250 – 500 euro) uno da 12 bottiglie da 75 cl (lotto 248, stima 550 – 950 euro), e uno da 24 bottiglie da 75 cl (lotto 249, stima 1.200 – 1.900  euro). Del 2010 un lotto da sei bottiglie da 75 cl (lotto 244, stima 250 – 500 euro) uno da 12 bottiglie da 75 cl (lotto 245, stima 550 – 950 euro), e uno da 30 bottiglie da 75 cl (lotto 246, stima 1.500 – 2.400  euro). Infine, del 2011, un lotto da sei bottiglie da 75 cl (lotto 241, stima 250 – 500 euro) uno da 12 bottiglie da 75 cl (lotto 242, stima 550 – 950 euro), e uno da 30 bottiglie da 75 cl (lotto 243, stima 1.500 – 2.400  euro).