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Gaja: tradizione di famiglia

Angelo Gaja è un ambasciatore del vino nel mondo.  I suoi vini sono tra i più apprezzati nel panorama enologico mondiale.
La storia della storica cantina piemontese inizia nel 1859.
Al fondatore Giovanni Gaja succederà il figlio, Angelo, ma sarà il padre dell’attuale Angelo Gaja allargare l’azienda acquistando straordinarie vigne ed iniziando la produzione di vini considerati già all’epoca capolavori.
Nel 1961 subentra l’attuale titolare con la voglia di sfidare il mondo, cercando di portare il nebbiolo alla ribalta mondiale: nascono così il Sorì (termine piemontese che indica un luogo baciato dal sole) Tildin, il Sorì San Lorenzo, il Costa Russi, il Darmagi e successivamente i Barolo Sperss e Conteisa.
Andando anche contro i dettami dei disciplinari troppo rigorosi e poco “artistici”, Angelo Gaja ha saputo guadagnarsi la sua fama di innovatore. Negli anni ha destato scalpore, introducendo piccole percentuali di barbera nei vini a base nebbiolo, rinunciando all’uso delle denominazioni Barolo e Barbaresco o sostituendo vigne di nebbiolo per far posto ai vitigni internazionali.
Tutti i vini Gaja hanno uno stile unico e inconfondibile, permettendo alla cantina di estendersi dal Piemonte alla Toscana, all’ Etna
Secondo Angelo, l’artigiano ha due compiti: fare del buon vino e poi saperli raccontare. Lo slancio che Angelo Gaja ha saputo dare alla sua azienda e alla sua terra è stato un atto senza precedenti nella storia del vino italiano.
Una parabola che ha saputo tenere stretti gli affetti famigliare e le lezioni apprese da chi quella terra l’ha amata prima di lui.

Nel catalogo dell’asta web-live “Una grande selezione di vini italiani e francesi” che si terrà tra il 29 e 30 ottobre 2024 nella prima sessione delle cinque in programma (relativa ai lotti tra l’1 e il 148) saranno esitati 7 lotti (dal 59 al 66) dedicati ad una selezione di bottiglie di Gaja dal 2011 al 2014.

Del 2011 verranno esitate 6 bottiglie di Spess da 75 cl (lotto 65, stima 700 – 1.200 euro) e della stessa etichetta 24 bottiglie da 75 cl (lotto 66 stima 2.800 – 4.000 euro), entrambe con casse originali in legno.
Darmagi del 2012 è protagonista con due lotti: il primo di sei bottiglie da 75 cl (lotto 63, stima 550 – 950), e il secondo di 24 bottiglie da 75 cl (lotto 64, stima 2.000 – 3.000 euro), anche queste con casse originali in legno.
Il Barolo Contesia è presente con sei bottiglie da 75 cl del 2013 (lotto 62, stima 550 – 950), mentre il 2014 è presente con tre lotti che mettono in evidenza le etichette che hanno reso famoso a livello internazionale il nome di Gaia: la prima riguarda sei bottiglie da 75 cl di Barbaresco Costa Russi stimate 1.100 – 1.700 euro (lotto 59); la seconda relative a 12 bottiglie da 75 cl di Barbaresco Sorì San Lorenzo (lotto 60, stima 2.000 – 3.000 euro), e la terza, infine, che vede protagoniste 12 bottiglie di Sorì Tildin (lotto 61, stima 2.000 – 3.000 euro).