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Paulo Ghiglia. Nel ritratto la forma dell’anima

Figlio del pittore Oscar Ghiglia e fratello di Valentino, anch’egli pittore, Paulo Ghiglia nato a Firenze nel 1905 dimostra precocemente una spiccata attitudine al disegno.  Sarà il padre – interprete di una pittura che fonde con innata grazia la spontaneità dei macchiaioli ad una moderna sensibilità luministica tipico dell’impressionismo francese – a divenire il primo maestro del ragazzo.

Esordisce a Milano nel 1929 alla Galleria Pesaro insieme al padre Oscar e il fratello Valentino. A sua insaputa la madre spedisce alla Quadriennale di Roma del 1931 un suo dipinto ottenendo grande successo dando inizio alla sua carriera.

Grazie ad Ettore Petrolini, suo amico fraterno, viene introdotto nella Capitale dove inizia una fortunata carriera di ritrattista di personaggi pubblici della politica e dello spettacolo come il Presidente della Repubblica Gronchi, Aldo Fabrizi e l’attrice e sua musa Isa Miranda. Parallelamente porta avanti una produzione paesaggistica lirica e trasognata. Nel 1956 espone a Londra ottenendo un grande successo. Nei primi anni Sessanta si trasferisce per alcuni anni a Parigi.

Negli anni Sessanta realizza tele corali in cui emergono i grandi eventi sociali di quegli anni, in cui offre uno spaccato critico e consapevole delle possibilità aperte dalle contestazioni ma anche dei limiti di scelte che cercano soluzioni solo nella violenza.

La sua fama di ritrattista lo porta a lavorare e ad esporre in tutto il mondo, dalla Russia, agli Stati Uniti, all’India. Egli cerca nel volto l’espressione dell’essenza dell’individuo ritratto. Negli anni Settanta soggiorna per un breve periodo a Thaiti, dove rimane profondamente colpito dal paesaggio e dalla luce, realizza una serie di pastelli ispirati a questa esperienza.

Lotto. 731. Paulo Ghiglia (1905 – 1979), Ritratto di Flavio Giosi, Firmato Paolo Ghiglia e datato 44 Roma in basso al centro. Olio su compensato, cm 70 x 50. Stima € 600 – 800