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Ottocento di passione

Rosanna Nobilitato

Giovanni Boldini, è un’artista poliedrico, capace passare efficacemente dalle scene di genere alle vedute di città, dai paesaggi agli interni di atelier dai nudi fino ai ritratti, dette il meglio di sé con questi ultimi, fino a diventare il ritrattista ufficiale della Belle Époque fin de Siècle. I suoi dipinti descrivono ed insieme definiscono lo stile, le tendenze e l’estetica della Ville Lumière, l’indiscussa capitale europea del tempo. Ammirato per l’abilità del disegno e la ricerca preziosa del colore, ottenuta sia attraverso una tavolozza ridotta ai bruni, che con toni talvolta violenti, ma sempre gustosamente accostati, con un virtuosismo che lo condusse a uno stile del tutto originale e personale, come nel Cortile rustico, dove il non finito eseguito con pennellate larghe e veloci è vorticoso ed entusiasmante come la sua pittura. La sensuale Donna con il bilboquet di Alexandre Jacques Chantron si fa notare per una tecnica prodigiosa, molto vicina a quella William-Adolphe Bouguereau, di cui fu allievo, ed è paradigmatico per capire quanto la fotografica negli ultimi decenni del XIX secolo fosse un’importante strumento per la ricerca artistica. Giovan Battista Quadrone è soprannominato il fiammingo piemontese per la magistrale esecuzione dei suoi dipinti e per il verismo perfetto, ed è uno degli artisti che alimenta la pittura italiana in epoca neoclassica e romantica, prima dell’epoca impressionista. La passione per la caccia e per i cani, che dipinge con grande verismo e padronanza, lo porta a lavorare con successo sull’argomento venatorio. Giovanni Fattori è certamente il maggior pittore della macchia di tutto l’Ottocento italiano, e nelle sue opere troviamo l’interesse per il paesaggio della sua dimensione più sincera, e un’attenzione verso i temi sociali e le scene di vita quotidiana che è tipica della sua indole ribelle. Per lui l’adesione a questo movimento è una risposta all’insofferenza provata nei confronti della pittura storico-celebrativa tipica dell’Accademia, che lo porta a indagare la realtà dei paesaggi, degli animali e delle persone umili, per coglierne a pieno le sofferenze e per ritrarne le difficoltà.