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Orologi e Osvaldo Patrizzi. Binomio vincente

Attimo dopo attimo vissuto col piacere della conoscenza. Una partita col tempo scandita da lancette, quadranti, movimenti. Questo il mondo di Osvaldo Patrizzi appassionato protagonista dell’alta orologeria.
Dopo 16 anni trascorsi come restauratore di orologi e pendole a Milano, nel 1974 fonda la casa d’aste ginevrina Antiquorum, che in 13 anni diviene leader internazionale del settore.
Tra gli innumerevoli traguardi raggiunti, suo è il merito di aver dato vita al collezionismo di orologi da polso, di aver aperto al mercato asiatico (Hong Kong, 1979), di aver ideato la prima asta tematica (“The Art of  Patek Philippe”, 1989).
Considerato dai giornalisti americani uno dei venti personaggi più influenti dell’orologeria del XX secolo, Osvaldo Patrizzi, nel 2008 si rinnova insieme e fonda la Patrizzi & Co. Auctioneers.

Queste premesse hanno reso l’asta “Dalle Collezioni di Osvaldo Patrizzi. Orologi da tasca e pendoleria” – tenutasi a Milano il 21 settembre – un evento imperdibile per gli appassionati di tutto il mondo, totalizzando 565.557 euro, con una percentuale di venduto per lotto del 95,5% e per valore del 368.4%.

Per quanto riguarda la prima parte dedicata agli orologi da tasca il totale di vendita è stato di 314.442 euro con una percentuale di venduto per lotto del 95.7% e per valore del 265.4%. Top lot questa sezione e dell’intero catalogo un importante orologio da tasca in oro giallo del diametro di 56 mm, con smalti per il mercato cinese realizzato da Bover e Vaucher nel 1835 circa battuto a 15.100 euro (lotto 150). La seconda piazza per uno splendido orologio svizzero con calendario completo e ore del mondo realizzato nel 1810 circa da Monnier Samuel (lotto 125, aggiudicato a 10.500 euro): il quadrante principale è composto da 8 piccoli quadranti, 4 per le ore dei quat- tro continenti (Europa, America, Asia, Africa) e quattro quadranti per i secondi, data, giorno, mese.  A terzo posto un rarissimo orologio cronografo rattrappante con tasca in oro, con suoneria ore, quarti e minuti realizzato da Humbert Ramuz nel 1889 (lotto 174, aggiudicato a 10.100 euro).

La seconda parte era dedicata alla Pendoleria che ha totalizzato 254.712 euro con una percentuale di venduto per lotto del 93.8% e per valore dell’844.8%, un dato così straordinario che rende perfettamente l’idea di quanto interesse abbia suscitato nel mercato collezionistico internazionale.

Migliore aggiudicazione a 12.600 euro (lotto 316) per un grande e suntuoso trittico in bronzo dorato e placche di porcellana firmato Clemont a Paris di gusto Napoleone III, composto da due candelabri a otto luci e una pendola d’appoggio, seguita da un raro orologio musicale con automi, in legno intagliato e intarsiato in ottone con motivi vegetali e zucche, realizzato a Canton nel 1850 (lotto 306, aggiudicato a 12.450 euro). L’elegante pendola d’appoggio in bronzo dorato e cesellato firmata da Robert Osmond e Jean-François Danière è stata infine battuta a 11.350 euro (lotto 308).