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Matteo Rosselli, pittore deliziosamente controriformato

Il dipinto raffigura l’eroina biblica Giaele nell’atto di uccidere il condottiero Sisara che, descritto in primo piano dormiente, abbraccia inerte la spada. Le due figure occupano lo spazio scenico e sono illuminate da una luce tenebrosa che, cadendo dall’alto a sinistra, le fa emergere dal fondale scuro. L’artista, che fu allievo e per diverso tempo collaboratore di Gregorio Pagani, è registrato all’Accademia del Disegno nel 1600, due anni dopo lo sappiamo a Roma con il Passignano e nel 1605 ereditò la bottega del maestro (Cfr. F. baldinucci, Notizie de’ professori del disegno da Cimabue in qua, a cura di F. Ranalli, IV, Firenze 1688, Firenze 1846, pp. 154-176). Giudicato di impeccabile moralità, Rosselli è considerato uno dei più importanti diffusori a Firenze dello stile con- troriformato, ma altresì capace durante la maturità di cogliere le innovazioni barocche di Pietro da Cortona (baldinucci, 1688, 1846, p. 173). Detto ciò, que- sta evoluzione si avvia in modo particolare durante il terzo decennio in cui al pittore sono sempre più richiesti “quadri da stanza”.

Bibliografia:
G. Cantelli, Repertorio della pittura fiorentina del Seicento, Firenze 1983, p. 130, n. 687
S. Bellesi, Pittori fiorentini del ‘600 e ‘700. biografie e opere, Firenze 2009, p. 242 (citata)
F. Baldassari, La pittura del Seicento a Firenze. Indice degli artisti e delle loro opere, Torino 2009, p. 651 (citata)

Bibliografia di riferimento:
F. Faini Guazzelli, M. R., in Il Seicento fiorentino. Arte a Firenze da Ferdinando I a Cosimo III, catalogo a cura di G. Guidi e D. Marcucci, I, Pittura, Firenze 1986, pp. 204-209, nn. 1.88-1.92
M. C. Fabbri, Matteo Rosselli, Dizionario biografico degli Italiani – Volume 88, 2017

LOTTO 369

MATTEO ROSSELLI (Firenze, 1578 – 1650)

Giaele e Sisara
Olio su tela, cm 122X97

Stima € 5.000 – 8.000

Provenienza:
Impruneta, collezione A. Briganti Firenze, già mercato antiquario

“Pittore, nato a Firenze il 10 agosto 1578, ivi morto il 18 gennaio 1650. Fu scolaro di Gregorio Pagani e del Passignano che seguì poi a Roma, ma risentì anche influssi del Chimenti e del Cigoli. Nella sua giovinezza copiò molte opere di Andrea del Sarto. Acquistata in breve grandissima rinomanza, fu chiamato alle corti di Firenze e di Modena. Fra le sue tante opere ricordiamo: a Firenze la Natività a S. Gaetano, vicina al Cigoli; alcune lunette con le storie di S. Antonio nel chiostro di S. Marco (1618) di schietta derivazione dal Passignano, alcuni affreschi nella Sala della stufa a palazzo Pitti (1622), gli affreschi di una sala nella villa del Poggio Imperiale, figuranti storie dei Medici, di piacevole effetto decorativo; una Madonna del Rosario nel duomo di Pietrasanta (1639); la Natività di Maria nella chiesa de’ Servi a Lucca. Fra le sue cose migliori sono il Trionfo di David della galleria Pitti, ben impostato nelle figure, e vivamente mosso sullo sfondo di un lontano paese (frequenti appaiono, qui e altrove, i ricordi di A. Del Sarto); una replica di quest’opera si trova al Louvre; i Tre fanciulli nella fornace, egualmente a Pitti, di calda e intensa coloritura; due Angioli, nella Galleria di Budapest; la grande tela con la Madonna e Santi della propositura di Scarperia, del 1613, di bene spaziata composizione. In qualche ritratto (collezione Ginori, Firenze) risente invece influssi del Sustermans.
Limitandosi a distillare, con cura meticolosa e paziente, i prodotti della scuola fiorentina del tempo, raramente il R. giunge a un accento personale e persuasivo; per questo la sua fama va affidata, più che all’opera pittorica da lui svolta, alla scuola che egli tenne aperta a Firenze per lunghi anni. Da questa scuola appunto uscirono i migliori pittori del ‘600 fiorentino: Lorenzo Lippi, il Furini, Giovanni da S. Giovanni e il Volterrano”.  Scheda biografica di Marangoni in “Enciclopedia Italiana”, Treccani, Milano 1936

LOTTO 369 MATTEO ROSSELLI (FIRENZE 1578 – 1650), “GIAELE E SISARA”, STIMA € 5.000 – 8.000