“I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar, quasi in corsa giganti giovinetti mi balzarono incontro e mi guardar” recitano i primi versi della famosa poesia di Carducci “Davanti a San Guido”.
Non sappiamo quanto il poeta fosse stato amante del vino ma sicuramente se Il Masseto fosse già stato presente sulle nostre tavole, avrebbe dedicato qualche verso anche a quello che è diventato uno tra i pilastri fondamentali dell’enologia italiana.
Il significato di questa denominazione trova la sua base vitale nelle caratteristiche del suolo, che deve far parte di un unico vigneto. Così è per Masseto: un singolo vigneto di 7 ettari, formato da argille del Pliocene, con un clima mediterraneo e brezze di mare che mitigano alla perfezione il calore del sole. I terreni freschi, insieme al clima benevolo e generoso, evitano che la vite soffra la siccità e permettono ai grappoli d’uva di maturare gradualmente. Queste condizioni climatiche, pur essendo eccezionali per il Merlot, contribuiscono ad assicurare che il Masseto abbia quella sua incantevole combinazione di maturità e freschezza.
“È un luogo incontaminato, aspro e primitivo. Per niente facile da lavorare,” ha raccontato il direttore della Tenuta, Axel Heinz. “A vederlo, non si direbbe che è in grado di produrre un vino di questo tipo. Non è nemmeno nella parte di mondo più adatta per il merlot. Le condizioni sono troppo estreme. Siamo sempre sul punto di ottenere un vino fantastico, ma il risultato non è affatto scontato. Le viti devono soffrire, ma fino a un certo punto. Il rischio di fallire c’è sempre. Tuttavia, questo vigneto non manca mai di stupirci. È davvero un luogo magico in cui è la natura a prendere le decisioni più importanti.”
Il primo vino prodotto dal vigneto impiantato “dove la collina incontra il mare” è quello della vendemmia del 1986 che venne commercializzato con il nome di Merlot. Un esperimento fortemente voluto dall’enologo russo-americano Andrè Thelistcheff che l’anno successivo, nel 1987, portò sul mercato la prima bottiglia con il nome e l’etichetta definitiva: Masseto.
Fu successivamente la visione pionieristica di Giovanni Geddes da Filicaja a voler scindere quel singolo vigneto per farne una realtà distinta e separata con l’inaugurazione della Cantina Masseto a Marzo del 2019.
Il Masseto matura e si affina in barriques, rigorosamente nuove ,per 24 mesi. In seguito “vive” un altro affinamento in bottiglia per 12 mesi. Il risultato è un vino di grande struttura e longevità che, per la selezione e la filosofia a cui si ispira, viene prodotto in quantità molto limitate.
Vista la sua difficile reperibilità, è uno dei più ricercati dai collezionisti e, di riflesso, tra i più “battuti” alle aste internazionali di settore.
Nonostante una capacità produttiva estremamente limitata, il Masseto è distribuito in quasi 70 paesi. L’assegnazione e il posizionamento delle bottiglie sui vari mercati sono oggetto di grande cura. Italia, Stati Uniti e Canada sono serviti direttamente dalla cantina, mentre gli altri mercati vengono forniti da un gruppo selezionato di 15 negociant della Place de Bordeaux, la cui competenza garantisce una distribuzione capillare e altamente qualitativa.
Una grande passione e una infinita dedizione guidano costantemente tutti quelli che dedicano il loro talento e la loro abilità alla nascita, crescita e sviluppo di questo vino.