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Luca GIORDANO e il trionfo dell’arte

Museo di Capodimonte Napoli

Luca Giordano è senz’altro il più grande pittore napoletano del ‘6oo, oltre che il più prolifico con migliaia di disegni, dipinti e affreschi al punto da guadagnarsi l’appellativo di “Luca fa presto”. È l’ultimo dei maestri napoletani da esportazione: da giovane soggiorna a Roma, dove osserva e disegna tutto, da Raffaello a Caravaggio, ma il suo sogno è eguagliare i maestri del rinascimento veneto, Tiziano e Tintoretto passando per Veronese, che ha imparato ad amare attraverso Ribera e Mattia Preti. Il suo approccio alla pittura dei maestri ha però una ‘sprezzatura’ aggressiva e scatenata tipicamente barocca, dove l’arte come la vita è un palcoscenico stupefacente e spettacolare, dove bisogna recitare da protagonisti, ruolo che Giordano interpreta superbamente fin quando, appena ventenne, tra il 1654 e 1655, realizza due dipinti per la chiesa di San Pietro ad Aram e la pala del transetto della chiesa di Santa Brigida a Napoli. Una carriera intensa e carica di gloria sia in Italia che in Spagna, a partire da Firenze con la decorazione illusionistica e continua della cappella Corsini della chiesa del Carmine, e soprattutto, negli affreschi di Palazzo Medici Riccardi, per finire al 1694 quando la consegna delle chiavi dello Studio del Palazzo da parte di Carlo II di Spagna, lo consacra capo dei pittori della corte, dopo aver decorato pareti su pareti tra Madrid e il Monastero dell’Escorial, tanto da renderlo il “maggiore pittore spagnolo tra Velazquez e Picasso”, come affermano Stefano Causa e Patrizia Piscitello – curatori della mostra Luca Giordano. Dalla Natura alla Pittura allestita al Museo di Capodimonte di Napoli fino al 23 febbraio 2021.
Divisa in dieci sezioni che ripercorrono la sua straordinaria vicenda creativa, l’esposizione nasce da un’idea di Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, e di Christophe Leribault, direttore del Petit Palais di Parigi, dove si è svolto nell’autunno 2019 il primo appuntamento dedicato al grande maestro del Barocco napoletano.