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L’emozione della forma è eterna

Musei Capitolini Roma

L’aura leggendaria che avvolge la collezione scultorea greco-romana del Museo Torlonia, compiutasi essenzialmente nel XIX secolo per la volontà di Alessandro Torlonia di creare un grandioso museo di famiglia e rimasta privata, non si deve infatti soltanto alla sua straordinaria ampiezza, all’alta qualità delle opere spesso provenienti da altre insigni collezioni (dalla Giustiniani allo Studio Cavaceppi), e divenute celeberrime come l’Hestia, o da scavi, ma anche al fatto che da decenni la raccolta non è più visibile al pubblico.
Novantadue opere di eccezionale bellezza ci conducono verso un viaggio a ritroso nel tempo, attraverso le vicende dei diversi nuclei collezionistici confluiti nella raccolta Torlonia, composta da 620 pezzi tra cui sono stati selezionati statue, sarcofagi, busti, rilievi ed elementi decorativi.
La mostra I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori, aperta al pubblico fino al 29 giugno 2021 nello spazio espositivo dei Musei Capitolini a Villa Cafferelli – restituita al suo fasto dalla Soprintendenza capitolina – è curata da Salvatore Settis e Carlo Gasparri, con l’allestimento di David Chipperfield Architects Milano in collaborazione con la Fondazione Torlonia, che ha restaurato i marmi selezionati con il contributo di Bulgari. L’esposizione è il risultato di un’intesa del MiBACT con la Fondazione Torlonia; e nello specifico, per il Ministero, della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con la Soprintendenza Speciale di Roma.
Il Museo Torlonia si racconta come una collezione di collezioni o come un gioco di scatole cinesi, in cui una raccolta racchiudeva in sé pezzi provenienti da collezioni ancor più antiche.
Un’occasione irripetibile per vedere una selezione della più importante collezione privata di sculture di età classica, ma anche un’ossessione collezionistica per l’antico che ha unito diverse generazioni convinte che l’emozione della classicità sia eterna.