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La modernità è per sempre

Arte Moderna e Contemporanea 13 dicembre 2021

Nelle metafisiche Piazze d’Italia di Giorgio de Chirico convivono l’età classica e il Rinascimento, l’inconscio e la vertigine davanti al mistero delle cose. Esiste un limite della percezione dove il vero si confonde con il verosimile, e la dimensione onirica fa slittare all’infinito la cognizione del tempo e dello spazio, che è governata solo dal fragile ricordo di un sogno. Massimo Campigli guarda con estremo interesse alla metafisica dechirichaina degli anni Venti (con il Pictor Optimus nel 1929 a Parigi, insieme a Severini e altri artisti forma il gruppo degli “Italian des Paris”), e dopo un esordio futurista e un’attrazione verso il Purismo, al mondo poetico di Fernad Léger e al neoclassicismo ‘italiano’ di Picasso, è fondamentale la visita a Villa Giulia a Roma e la conoscenza dell’arte antica e in particolare a quella etrusca che segneranno profondamente il percorso della sua vicenda artistica. Le sue figure sono simulacri senza tempo entro uno spazio governato da colori di luminoso equilibrio. L’ironia dissacrante di Maurizio Cattelan si concentra sulla comunicazione indiretta dell’opera d’arte, che si fa testimone di un messaggio palese e recondito al tempo stesso. Due casseforti scassinate esprimono la brutale violazione verso la proprietà altrui, ma il titolo, che si riferisce al contenuto economico in milioni, spiega le ragioni truffaldine del gesto che hanno portato a quell’azione, come a dire “Il fine giustifica i mezzi”.