La cornice oltre a incorniciare una tela è una testimone del gusto del suo proprietario, all’interno di un preciso contesto storico, artistico e culturale. È quindi la più mobile degli arredi, capace di evolversi con duttile creatività attraverso i secoli.
Fino al Quattrocento la cornice era parte integrante e indivisibile del quadro, ma alla fine del secolo si afferma la cornice mobile, come quella a tabernacolo, che nei primi anni del Cinquecento si evolve in quella a cassetta, perfetta per una galleria di ritratti ad uso prevalentemente privato. Elegante, semplice e lineare, liscia o dipinta, resterà a lungo la più diffusa, declinata in numerose varianti a secondo delle zone di provenienza. Nelle versioni più lussuose venivano arricchite con decori a pastiglia, con motivi bulinati o incisi, e dorati con la tecnica a foglia d’oro.
Dal tardo rinascimento assistiamo ad una progressiva distanza tra il dipinto e la sua incorniciatura, oramai intesa come un oggetto a sé stante di alto artigianato, sostituibile secondo la moda e il gusto del collezionista. Solo con l’inizio del XX secolo molti storici dell’arte riconoscono alle cornici (o “bordi” come spesso venivano chiamante fino al Settecento), un valore di opera d’arte a tutto tondo, spesso molto più originale della tela che contenevano.
Nella seconda metà del Cinquecento – tra fine del manierismo e l’inizio del barocco – la cornice si impreziosisce di elementi ornamentali virtuosistici ed eclettici, che nel barocco maturo la porteranno a divenire una vera e propria opera scultorea, con un’esplosione di motivi vegetali, conchiglie, volute, angeli, sfingi, cariatidi, espressione fastosa di una grande e inesauribile fantasia plastica.
Tra Sei e Settecento lo stile si fa più sobrio, con l’utilizzo di pietre dure, ebano e tartaruga. A Venezia si sviluppa la tecnica della cornice intagliata con la madreperla, che si evolverà con quella laccata con motivi “a chinoiserie” e a lacca povera, oggi conosciuta come “découpage”. A cavallo tra Sette e Ottocento, dal leggero e raffinato decoro rococò passiamo ad un severo e geometrico gusto neoclassico, prevalentemente dorato. Con l’avvento del romanticismo possiamo ammirare degli sviluppi di spettacolare creatività, come la cornice neo-gotica, di ispirazione medioevale con figure simboliche, o quella neo-rinascimentale promossa con slancio purista dagli artisti preraffaelliti nell’Inghilterra vittoriana.
Nell’asta web-live del 30 settembre dal suggestivo titolo, “Di oro, di lacca… e altro. La cornice come oggetto d’arte” saranno presentati 170 cornici che coprono un arco temporale di quattro secoli, dal Sei al Novecento, che offrono all’appassionato collezionista l’occasione di conoscere tutte le forme che incorniciano un dipinto, ovvero un inaspettato repertorio ‘laterale’ del gusto attraverso i secoli.