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Ico Parisi e la gioia del fare

Ico Parisi ama definirsi artista rinascimentale per il suo interesse a tutte le forme d’arte e per sapere governare con eclettica misura una fantasia che non prevede confini e che lo impone come uno dei principali artefici dello stile del mobile italiano negli anni Quaranta e Cinquanta.

Insofferente alle etichette non vuole essere considerato un architetto, un industrial design o un pittore, ma una persona attenta a qualsiasi aspetto della creatività che gli possa dare l’opportunità di realizzare un oggetto originale e pratico.

Negli anni Trenta si forma in una Como pervasa di grande fervore artistico, dove Giuseppe Terragni progetta e realizza la Casa del Popolo, simbolo dell’architettura razionalista, e che nel 1935 è fondatore del “Gruppo Como”, e dove Alberto Sartoris, sempre nello stesso anno, organizza a Villa Olmo la mostra Pittura Moderna Italiana dove espongono, fra gli altri, Lucio Fontana, Osvaldo Licini e Fausto Melotti.

Ico Parisi è convinto che il progetto architettonico e l’arredamento debbano essere concepiti come tutto un insieme. L’integrazione delle arti è un valore fondamentale di tutta la sua opera, com’è dimostrato nel 1949 da una villa che costruisce con un affresco di Mario Radice e una scultura di Fausto Melotti. In questo è veramente un allievo di Gio Ponti per questo spirito laico fondato sull’amicizia, sulla libertà del ‘fare insieme’.

Nella prossima asta genovese di Forme del 13 dicembre 2023 saranno esitati tre oggetti esemplificativi del suo modus operandi: il primo è un mobile vetrina in legno esotico, ottone e cristallo molato prodotto dai Fratelli Rizzi negli anni ’50 (lotto 28, stima 4.000 – 6.000 euro); il secondo sono sei sedie mod. 1950.1 per Ariberto Colombo in legno esotico e tessuto imbottito sempre degli anni Cinquanta (lotto 29, stima 3.500 – 4.000 euro); il terzo, infine, è un tavolo in legno esotico e marmo di Carrara, anche questo prodotto dai Fratelli Rizzi negli anni ’50 (lotto 30, stima 5.500 – 6.500 euro).