Francesco Antonio Selvi nacque a Firenze nel 1684, e qui si formò nella bottega del medaglista e scultore Massimiliano Soldani Benzi, dove apprese la tecnica della fusione e affinò l’occhio per la ritrattistica. Risulta menzionato tra i collaboratori che aiutarono Soldani nella realizzazione del monumento sepolcrale del Gran Maestro dell’Ordine di Malta, Antonio Manoel de Vilhena, commissionato nel 1729 da Niccolò Baldini per la concattedrale di San Giovanni alla Valletta.
Con i suoi quarant’anni di attività, Selvi può essere considerato il più prolifico autore di medaglie della prima metà del XVIII secolo. Il primo esemplare noto firmato è datato 1711; l’ultimo è del 1753. Ad oggi gli sono attribuite su base documentaria, stilistica o in quanto firmate, più di duecento medaglie diverse, tutte realizzate in bronzo.
L’apprendistato presso Massimiliano Soldani Benzi, che proprio alla fine del XVII secolo era stato nominato Maestro della Zecca di Firenze, permise a Selvi di entrare facilmente nelle grazie della Corte granducale.
L’opera medaglistica più significativa, per la quale viene ricordato, è la Serie medicea, di cui esistono due versioni cronologicamente distanti.
Un primo progetto, ritraente i membri principali della famiglia Medici, prevedeva la fusione di esemplari unilaterali, ovvero, caratterizzati dalla mancanza di raffigurazioni al rovescio, e fu avviato nel 1723.
Si dedicò alla seconda serie a partire dal 1737, ambiziosamente più cospicua, perché finalizzata alla restituzione dell’effigie di tutti i componenti della famiglia (con relativi rovesci): dalle origini fino all’ultima erede, l’Elettrice Palatina Anna Maria Luisa.
La prima medaglia della serie aveva al diritto il ritratto di Salvestro detto Chiarissimo, considerato il capostipite dei Medici di Cafaggiolo, e sul rovescio l’antico stemma mediceo a otto palle, sorretto da un leone elmato. La medaglia riportava in latino la dicitura: “Serie medicea fino ad Anna Maria Luisa Elettrice Palatina”, firmata e datata all’esergo “Antonio Selvi fece, anno 1739”.
Il nucleo iniziale della Serie medicea, composto da settantasei (76) medaglie, fu presentato nel primo volume delle Novelle letterarie il primo aprile 1740, e messo in vendita per quattro paoli e mezzo al pezzo, secondo la nuova monetazione lorenese. Successivamente, la serie fu ampliata, tanto che oggi se ne conservano centoundici (111) esemplari diversi.
Di tutta la Serie medicea solo cinque sono le medaglie firmate da Selvi: quella di Salvestro Chiarissimo, unica delle 76 originali: quella del primo duca Alessandro, detto il Moro; quella di Cosimo I, primo granduca di Toscana dal 1569; quella di Pietro, ultimogenito del granduca Cosimo I; e la medaglia del gran principe di Toscana Ferdinando, figlio del granduca Cosimo III e di Margherita Luisa d’Orleans.
Una Serie che ebbe grande successo tra i fiorentini, che con nostalgia vedevano estinguersi la famiglia Medici con l’ultima erede, Anna Maria Luisa Elettrice Palatina, che per secoli in Italia e in Europa era stata il simbolo politico, economico e sociale della Città.
La conferma del successo della Serie è data dal Tempietto di Cortona fatto realizzare da Carlo Ginori, come dono all’Accademia Etrusca della Città, di cui era stato eletto presidente. Il tempietto, a forma di edicola, in porcellana bianca alto 167 centimetri, era ornato da varie figure e da 76 medaglie in porcellana bianca e azzurra derivate dalla Serie medicea di Selvi, distribuite sulla base, sulle colonne, sul frontone, e da una settantasettesima, appesa al braccio di una statuetta rappresentante Mercurio, posta al culmine del tempietto. La base recava la data 1756, ma pare che solo nel 1757 sia stato collocato definitamente a Cortona, sebbene dai documenti d’archivio risulti realizzato diversi anni prima, e probabilmente rimasto a Doccia per lungo tempo. Infatti, già nell’aprile 1751, Carlo Ginori scriveva che la “macchina” dello scultore e modellatore Gaspare Bruschi, “era riuscita bene, accomodata in forma da poterla girare”.
Nella prossima asta web-live di Medaglie e Monete, del 23 settembre 2026, verranno esitate quarantadue medaglie della Serie medicea di Francesco Antonio Selvi, tra le quali spiccano quelle di Pietro de’ Medici (1592 – 1654) (lotto 34, stima 1.500 – 3.000 euro); di Cosimo II de’ Medici (lotto 39, stima 1.200 – 2.400 euro); e di Maria Maddalena d’Austria (1589-1631) (lotto 42, stima 1.200 – 2.400 euro).
Per l’inizio della dinastia della famiglia Medici è di particolare interesse la medaglia con l’effige di Cosimo il Vecchio (1389-1464), il Pater Patriae della Repubblica fiorentina che governò per circa trent’anni, non come principe, ma signore de facto (lotto 5, stima 1.000 – 2.000 euro).