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Design e la felice armonia tra forma e funzione

di Andrea Schito e Giacomo Abate

L’utilità che diviene bellezza è nel design un processo di sintesi tra l’idea del designer e le realtà produttive che sono capaci della sua realizzazione pratica. Nell’Italia autarchica degli anni ‘30 manifatture anonime ma di grande maestria, furono capaci di realizzare oggetti di essenziale eleganza con materiali umili che nulla toglievano all’intrinseca qualità formale del manufatto.
Nella prossima asta di Design e Stile Italiano del 10 – 11 dicembre 2020 verrà presentato una scrivania del 1936 in legno di faggio, alluminio, faesite e linoleum, che dimostra che quando il disegno industriale ha una armonia in sé, che le conferisce equilibrio e proporzione, i materiali divengono strumenti funzionali al risultato finale.
Gio Ponti a questo riguardo, in tutto il suo percorso di ricerca – che l’ha reso un maestro dell’architettura e del design italiano del XX secolo – è stato esempio di semplice sobrietà che univa, con superba leggiadria, purezza ed essenzialità, utilità e piacevolezza, tanto da renderlo intimamente italiano e assolutamente universale. Un divano e due poltrone, progettate nel 1950 per arredare la prima classe del transatlantico Augustus, sono l’esempio di un rigore concettuale dove stile e praticità si fondono in un oggetto unico nella sua splendida riproducibilità.

Gio Ponti Coppia di poltrone, per l’arredo del transatlantico Augustus, 1950
Stima € 4.000 – 6.000