Accademia Carrara. La casa dei collezionisti

Il patrimonio di Accademia Carrara è costituito per il 98% da lasciti…

Accademia Carrara. La casa dei collezionisti

Il patrimonio di Accademia Carrara è costituito per il 98% da lasciti privati. Dalla sua fondazione i donatori sono stati più di 260, con un’ammirevole adesione al progetto di Giacomo Carrara che prosegue da più di duecento anni, e che ha portato all’identificazione della Carrara con il “museo del collezionismo”.

TEFAF 2023. L’arte come infinito piacere

Per un appassionato d’arte perdersi dentro alla TEFAF e come per un…

TEFAF 2023. L’arte come infinito piacere

Per un appassionato d’arte perdersi dentro alla TEFAF e come per un…

TEFAF 2023. L’arte come infinito piacere

Per un appassionato d’arte perdersi dentro alla TEFAF e come per un…

TEFAF 2023. L’arte come infinito piacere

Per un appassionato d’arte perdersi dentro alla TEFAF e come per un goloso rimanere chiuso in una cioccolateria. Un trionfo di sensazioni che si accavallano una dietro l’altra fino a stordirti, a renderti ebbro di forme e colori. (…)

Servizio Farnesiano. La memoria di paesaggi pittoreschi

Il piatto in porcellana policroma della Manifattura di Napoli databile tra il 1784 e il 1788 e decorato con la Veduta del Vesuvio, presa dal Monte S. Angelo presso il Monis.re de Camandoli (come da iscrizione) (…)

Meissen e Antonibon. Porcellana tra rococò e neoclassicismo

La produzione di tabacchiere e più in generale di “objects de vertu” è tra le più interessanti e decorative della manifattura di Meissen: le prime citazioni nelle carte di fabbrica di questo tipo di produzione risalgono almeno agli anni Trenta del Settecento. (…)

Firenze & Collesano. Terracotta e ceramica tra Cinque e Seicento.

Un grande tondo in maiolica centrato dall’arma araldica della famiglia Martini di Firenze circondata da una ghirlanda scultorea molto decorativa (lotto 1, stima 8.000 – 12.000 euro) (…)

Pietro Chiesa e Fontana Arte. La forma aperta della creatività

La peculiarità del design italiano è di aver mutato la percezione dell’oggetto industriale da prodotto artigianale riprodotto in forma seriale, a ‘forma aperta’ della creatività che si evolve e diviene immagine di un’epoca e di un gusto. (…)